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UN ANNO DI SPORT SENZA IL “BOTTO”

Con il 2015 oramai alle spalle, anche per lo Sport italiano è il momento di fare un resoconto. Quello terminato da poco, di sicuro, è stato per alcune discipline sportive, perlomeno quelle più seguite in TV, un anno ricco di delusione e forte rammarico per le occasioni mancate, spesso, per un soffio.

TENNIS

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Fermo restando la vittoria “di tutta l’Italia” agli US OPEN di tennis con Flavia Pennetta e Roberta Vinci, la Vuelta vinta da Fabio Aru nel ciclismo, le tre medaglie d’oro conquistate ai mondiali di nuoto e quelle delle squadre femminili e maschili ai mondiali di scherma, oggi elencherò tutti i momenti che fino all’ultimo istante ci hanno tenuto con il fiato sospeso, lasciandoci, alla fine, con l’amaro in bocca.

CALCIO

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Dopo sei anni dalla vittoria dell’’Inter (2009-2010, l’anno del triplete e di Murinho), si rivede in campo per la finale di UEFA Champions League una squadra italiana. La Juventus, che non parte da favorita sin dalle fasi eliminatorie, riesce a essere convincente partita dopo partita. E dopo aver battuto il Real Madrid in semifinale (2-1 in casa e 1-1 al Bernabeu), approda a una finale che le manca dal 2003, persa ai rigori contro il Milan. L’avversario è il Barcellona del super tridente Messi-Neymar-Suarez. Tutti i bookmaker, la danno per sconfitta, ma la “vecchia Signora” dimostra sin dal fischio d’inizio di avere le carte in regola per riportare l’ambito trofeo a Torino. Tutto il primo tempo gioca a viso aperto, e in diverse occasioni sfiora anche il gol. Nel secondo tempo, invece, si nota ciò che a molti tifosi è sempre stato ben chiaro: l’economia di gioco, dipende molto da un solo uomo. Inizia a venir meno la lucidità di chi per tutto il campionato l’ha trascinata allo scudetto, Tevez. Non riesce più a creare occasioni in attacco. L’argentino, quasi mai in partita, è lo spettro del goleador infallibile ammirato in tantissime occasioni. Il pareggio non arriva. E con i giocatori juventini, oramai afflitti, il Barcellona va in gol anche al 94°. Vincono i catalani per 3-1.

CICLISMO

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Con Vincenzo Nibali assente giustificato in vista del Tour de France, le speranze di una vittoria del Giro d’Italia sono tutte ripiegate nelle gambe della giovane promessa, Fabio Aru. Il sardo, sin dalle prime tappe con leggera pendenza, dimostra di avere la stoffa per dare “battaglia” allo spagnolo Contador (già vincitore nel 2008). Aru alla fine arriva secondo nella classifica generale, ma le performance sui traguardi montani che contano ci hanno riportato alla memoria i bei tempi andati del ciclismo italiano, quelli dell’indimenticato Marco Pantani. Un vero peccato non averlo visto al Tour.

VOLLEY

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La nazionale italiana fa ben sperare nel girone eliminatorio vincendo due match su tre, e perdendo di un soffio contro la Francia che poi si aggiudicherà gli europei. Le partite del torneo si disputano in Bulgaria e in Italia. Gli azzurri riescono con molta facilità ad approdare in semifinale. Di fronte abbiamo i fortissimi sloveni, che ci battono per tre set a uno. Per alcuni tratti s’intravede in campo la grinta e la fame di vittoria che solo Julio Velasco, fino a ora, è riuscito a tirar fuori dalla pallavolo azzurra, ma è solo del fumo che per brevi attimi offusca la vista dei tifosi. Solo un terzo posto è ciò che rimane alla fine di un quasi entusiasmante europeo.

MOTO GP

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Penso che questa sia la pillola più amara che gli appassionati e tifosi italiani hanno dovuto mandar giù. E’ quella che tanto fa discutere ancora oggi. Una sconfitta che sa di beffa. E molti di noi giornalisti (compreso chi scrive), ancora oggi, descrivono la vicenda facendo riferimento a una sorta di complotto spagnolo ordito per far perdere il pilota italiano, Valentino Rossi. Il pilota della Yamaha, è riuscito fino alla penultima gara a mantenere un distacco dal suo diretto concorrente, necessario a portarlo a gareggiare nell’ultimo Gran Premio con maggiore serenità; ma lo “scontro” provocato da Marquez sulla pista di Sepang, gli costa così caro da farlo partire ultimo nell’ultimo circuito che chiude il mondiale. Valentino si rende protagonista di una super gara, risalendo fino alla quarta posizione, ma non basta. Vince Jorge Lorenzo aiutato, anche su questa pista, dal connazionale Marc Marquez (N.d.R. Marquez corre per una scuderia diversa da quella di Lorenzo, ed è insolito che ci si aiuti tra scuderie diverse).

Data:

3 Gennaio 2016