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Un anno di Trump – Trump: “Vogliamo l’aiuto di Putin per la Nordcorea”

cms_7645/trump_bandiera_AFP.jpgL’8 novembre di un anno fa Donald Trump vinceva le elezioni presidenziali americane, promettendo una nuova era in nome del principio dell’’America first’.

Ecco una lista delle sue promesse elettorali, per vedere a che punto sono.

OBAMACARE – Trump si era impegnato ad abolire la riforma sanitaria varata dal predecessore Barack Obama e a sostituirla con una migliore. Al momento sono falliti tutti i tentativi in questo senso dei repubblicani al Congresso. Il presidente americano ha intanto cercato di minare il funzionamento del programma cancellando i sussidi per le società assicuratrici e si dice fiducioso che il Congresso riuscirà a risolvere la questione l’anno prossimo.

IL MURO – La promessa di costruire un muro antimigranti alla frontiera col Messico, facendo pagare le spese a questo Paese, ha creato forti tensioni con lo Stato confinante. Il Congresso ha approvato un fondo di 20 milioni per la pianificazione del muro, del quale sono stati costruiti alcuni prototipi, ma non ha ancora stanziato il denaro per la sua edificazione.

MUSLIM BAN – Trump aveva promesso di fermare l’immigrazione dai Paesi musulmani e da quelli a rischio terrorismo. Diventato presidente ha emesso una serie di ordini esecutivi in questo senso, successivamente bloccati dalla magistratura. L’ultimo ’travel ban’ mette nella lista nera i cittadini di Iran, Libia, Siria, Yemen, Somalia, Corea del Nord, Ciad e Venezuela, accusati di non fornire le informazioni di sicurezza richieste dagli Stati Uniti. Nel frattempo è stata varata una stretta sui migranti illegali, con maggiori procedimenti di espulsione.

TRATTATI – Appena insediato, il 23 gennaio, ha mantenuto la promessa di uscire dal trattato commerciale Trans Pacific Partnership concordato con 11 Paesi del Pacifico. Per quanto riguarda il clima, dopo alcuni mesi di ambiguità, Trump ha annunciato l’uscita dall’accordo di Parigi in un processo che verrà completato nel 2020 e annullato una serie di provvedimenti anti inquinamento di Obama. Come promesso, sono in corso negoziati per rinnovare l’accordo commerciale Nafta con Canada e Messico: Trump minaccia di uscirne se i nuovi termini non saranno favorevoli agli Usa.

IRAN – L’attuale presidente aveva dichiarato di voler annullare l’accordo nucleare con Teheran, ma alla fine ha deciso che gli Stati Uniti non usciranno dall’intesa. Ha però chiesto al Congresso di fissare dei paletti, oltrepassati i quali l’Iran rischia nuove sanzioni.

TASSE – La promessa era di ridurre le tasse per la classe media. La riforma fiscale presentata giovedì al Congresso riduce le tasse per i redditi più bassi, le piccole imprese e le corporations. Il provvedimento dovrebbe essere licenziato entro Natale.

CUBA – Trump aveva promesso di annullare le aperture diplomatiche decise da Obama: diventato presidente non ha rotto i rapporti diplomatici appena ripristinati ma ha reintrodotto una serie di restrizioni su viaggi e commercio. Inoltre ha ritirato parte dello staff dell’ambasciata americana all’Avana, dopo una serie di misteriosi “attacchi acustici” contro alcuni diplomatici.

DREAMERS – Trump voleva infine cancellare il programma ’Dream’, varato da Obama per legalizzare i giovani migranti senza documenti, cresciuti negli Stati Uniti. Ora l’amministrazione Usa sta chiudendo il programma ma Trump ha chiesto al Congresso di risolvere la questione dello status di questi ragazzi. Ha anche proposto ai democratici di regolare la materia, se questi approveranno la costruzione del muro col Messico.

Trump: “Vogliamo l’aiuto di Putin per la Nordcorea”

cms_7645/trumpAirForceOne_afp.jpgDurante il volo a bordo dell’Air Force One, poco prima di atterrare a Tokyo per la sua prima visita in Asia da presidente, Donald Trump ha detto ai giornalisti che prevede di incontrare il presidente russo Vladimir Putin. “Vogliamo il suo aiuto” per affrontare Pyongyang, ha detto il presidente, sottolineando che la Corea del Nord è un “grande problema per il nostro Paese e per il mondo e vogliamo risolverlo”.

Trump ha aggiunto che incontrerà anche “diversi leader” durante il viaggio e che al centro dei colloqui “ci sarà ovviamente sulla Corea del Nord, ma un grande focus lo faremo sul commercio, questione molto importante per me”.

NORDCOREANI, GRANDE POPOLO – E poi, stupendo un po’ tutti, ha dichiarato che i nordcoreani sono “un grande popolo”. Secondo l’inquilino della Casa Bianca, il popolo della Corea del Nord è fatto di persone “grandi, industriose e calorose, molto più calorose di quanto il resto del mondo sappia o comprenda”.

NUCLEARE – Sul tema dello sviluppo nucleare della Corea del Nord, ha aggiunto: “Spero che si possa risolvere – ha detto Trump ai giornalisti -. Sarebbe una cosa meravigliosa per quel popolo e per tutti”. E alla domanda se si aspetta che Pyongyang testi un missile durante la sua visita in Asia, Trump ha risposto: “Lo scopriremo presto. Buona fortuna”.

GIAPPONE – Il presidente Usa è atterrato nella base aerea di Yokota, a ovest di Tokyo, dopo un volo di otto ore dalle Hawaii. Trump ha parlato alle truppe americane di stanza nella base: “Il Giappone è un partner prezioso e un alleato fondamentale degli Stati Uniti”. E senza mai nominare la Corea del Nord ha avvertito: “Nessuno, nessun dittatore, nessun regime e nessuna nazione dovrebbero sottovalutare la risolutezza americana”. Il presidente ha inoltre lodato gli sforzi fatti dagli alleati statunitensi per “rinnovare il loro impegno per la pace”.

PARTITA A GOLF – Appena arrivato a Tokyo, dove resterà fino a martedì per poi proseguire la visita in altre quattro nazioni asiatiche (Corea del Sud, Cina, Vietnam e Filippine), Trump ha incontrato al Kasumigaseki Golf Club il premier giapponese Shinzo Abe. Nel campo sede delle Olimpiadi di Tokyo del 2020, Trump ha giocato una partita con Abe e il campione Hideki Matsuyama, quarto posto nella classifica mondiale.

Arabia Saudita, blitz anticorruzione: in manette 11 principi

cms_7645/arabia_saudita_afp.jpgSono stati arrestati 11 principi e 38 ex funzionari sauditi per ordine della commissione anti-corruzione costituita dal re Salman e guidata dal filgio, il principe ereditario Mohammed bin Salman. Il monarca dell’Arabia Saudita ha attribuito all’agenzia ampi poteri, tra cui la possibilità di spiccare mandati di arresto, congelare beni ed emettere divieti di viaggio.

Tra gli arrestati, secondo quanto riporta il sito di ’Abc News’, anche il principe Alwaleed bin Talal. Secondo quanto riporta poi ’Al-Sabaq’, potrebbe essere chiamato a rispondere dell’accusa di riciclaggio.

Coinvolti nel blitz l’ex ministro delle Finanze Ibrahim al-Assaf e l’ex capo della Corte, Khaled al-Tuwaijri. Con loro, secondo ’Al-Sabaq’, gli ex capi delle agenzie per gli investimenti e per le telecomunicazioni e della Saudia, la compagnia aerea di bandiera.

Secondo fonti citate dalla Dpa, inoltre, “è possibile che anche altri vengano arrestati in questa retata perché Re Salman e il principe ereditario sono decisi a sradicare la corruzione in questo Paese”.

La Regina, Bono e Madonna: i conti offshore dei potenti

cms_7645/ElisabettaII_Fg.jpg“La regina d’Inghilterra. Il ministro al commercio di Trump. Star della musica come Madonna e Bono. L’ex generale Wesley Clark, già comandante supremo della Nato in Europa. Il co-fondatore della Microsoft, Paul Allen. La regina di Giordania. Il tesoriere del primo ministro canadese Justin Trudeau. Il finanziere George Soros. Sono nomi che compaiono, con moltissimi altri, in una lunga lista di personaggi eccellenti, accomunati da una caratteristica: hanno investito in società offshore”. E’ quanto si legge su l’Espresso che riporta montagne di file ottenuti dal giornale tedesco Suddeutsche Zeitung, che li ha condivisi con l’International Consortium of Investigative Journalists e che L’Espresso pubblica in esclusiva per l’Italia insieme con Report, la trasmissione d’inchiesta di Raitre.

La fuga di notizie riguarderebbe investimenti presso paradisi fiscali di molti politici di tutto il mondo, imprenditori, reali, ma anche star della musica. Il nome in codice della nuova inchiesta giornalistica internazionale è Paradise Papers. Ed è firmata dallo stesso network dei Panama Papers.

“I Paradise Papers – si legge sempre sull’Espresso on line – sono un nuovo tesoro di 13,4 milioni di documenti riservati che svelano, tra l’altro, i legami d’affari tra la Russia di Putin e il segretario al Commercio di Trump; le operazioni offshore realizzate dal tesoriere del primo ministro canadese Justin Trudeau; gli interessi nelle isole Cayman della regina d’Inghilterra; e le casseforti anonime di più di 120 politici di tutto il mondo”.

“I file – si legge – provengono da due studi internazionali di professionisti che forniscono e gestiscono società offshore: Appleby, fondato nelle Bermuda, con nove filiali in altrettanti paradisi fiscali; e Asiaciti Trust, quartier generale a Singapore e altre 7 sedi in luoghi come isole Cook, Hong Kong, Panama e Samoa”.

Tra i nomi citati nei documenti, la cantante Madonna e il leader degli U2 Bono Vox (al secolo Paul Hewson); il co-fondatore di Microsoft Paul Allen; l’uomo d’affari George Soros. Tra i politici Usa spicca Wilbur Ross, attuale segretario al Commercio del presidente americano Donald Trump, mentre tra i democratici emerge Wesley Clark, generale dell’esercito Usa, già in corsa per le elezioni presidenziali del 2004. Per il Canada fa scalpore il nome di Stephen Bronfman, consulente e amico stretto del primo ministro Justin Trudeau.

“Tra i clienti degli studi offshore compare la sovrana d’Inghilterra, ma anche Noor di Giordania, indicata come beneficiaria di due trust nell’isola di Jersey. Contattata, la regina della Giordania ha precisato che si tratta di ’lasciti destinati a lei e ai figli’ dal defunto re Hussein, il padre di suo marito, ’che sono stati sempre amministrati in base alle regole e ai più elevati standard etici e legali’”, scrive l’Espresso.

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5 Novembre 2017