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UN GIRO (DI PAROLE)

Ciò che caratterizza l’uomo sin dalla sua nascita è senz’altro il bisogno di comunicare. Durante il corso dei secoli il processo di alfabetizzazione è stato lungo e tortuoso, ma ciò non ha mai ostacolato la ricerca dell’essere umano per poter esprimere la necessità di render noto ciò che lo coinvolge.

Comunicazione deriva dal termine latino “communico”, il quale è composto dalle parole “cum” (con) e “munire” (legare, costruire). Per attuarla si ricorre ad un processo di trasmissione di un’informazione da un soggetto (il quale può essere un’entità artificiale o un essere umano) ad un altro soggetto.

Tale termine è strettamente collegato al concetto di “libertà”, poiché la comunicazione è il modo essenziale per esprimere gli ideali di singoli individui non limitandoli alla descrizione oggettiva delle cose. L’uomo durante la sua crescita apprende nuovi modi per esporsi, trasformando una propria dote in un mezzo di comunicazione. Sostenendo tale argomentazione, facciamo riferimento alla figura di un pittore qualunque, il quale sfrutta le proprie potenzialità per trasmettere ad un ente terzo le proprie emozioni. Riprendendo il celebre Leonardo Da Vinci, possiamo affermare che “Ogni nostra cognizione principia dai sentimenti”, ossia dalle percezioni sensoriali trasmesse.

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Dal punto di vista tecnologico, la comunicazione nel corso dei secoli ha fatto passi da gigante. Al giorno d’oggi possiamo comunicare in ogni modo e con qualunque mezzo. Comunichiamo tramite internet, telefonate, sms, messaggi vocali, video chiamate ecc, ma proprio per questo frequentemente si tende a perdere il punto del discorso. Italo Calvino scrisse: “Il problema è capirsi. Oppure nessuno può capire nessuno: ogni merlo crede d’aver messo nel fischio un significato fondamentale per lui, ma che solo lui intende; l’altro gli ribatte qualcosa che non ha relazione con quello che lui ha detto; è un dialogo tra sordi, una conversazione senza né capo né coda. Ma i dialoghi umani sono forse qualcosa di diverso?”. Un tempo si tendeva a comunicare a voce o tramite gli scritti. Ogni parola era ponderata e scelta con cura affinché assumesse un significato ben preciso…questo perché non c’erano i mezzi per potersi chiarire rapidamente in caso di incomprensioni. Con l’avvento della rete si è facilitato questo processo e tutto è diventato più veloce ed immediato.

La stampa, il cinema, la radio, la televisione, i media e la registrazione sono i principali mezzi di comunicazione di massa che si sono sviluppati dalla fine dell’Ottocento ai giorni odierni. Il primo elemento di divulgazione nacque nel Quattrocento: il libro stampato fu utile per inculcare nella vita di tutti i cittadini una base culturale, introducendo nuovi ideali sviluppatesi soltanto successivamente durante i periodi del Rinascimento e dell’Illuminismo. In un secondo tempo, nel Seicento circa, si affermarono i primi giornali destinati esclusivamente alla classe borghese urbana. Questa nuova forma di comunicazione, grazie alle sue caratteristiche e alle sue funzioni, contribuì a promuovere la democrazia e il cambiamento sociale. Verso la fine dell’Ottocento nacque il primo mezzo di intrattenimento popolare, usato anche come mezzo di propaganda, come strumento di educazione e come forma d’arte: il cinema. Conseguenzialmente, durante gli anni Trenta del Novecento, nacquero la radio e la televisione, mezzi di particolare importanza poiché consentirono il superamento di grandi distanze. Mediante la loro forma audiovisiva infatti, i messaggi radiotelevisivi oltrepassarono le barriere riguardanti l’istruzione, la cultura, la classe sociale e l’alfabetizzazione.

Alla fine di questo secolo incalzò infine lo sviluppo dell’informatica e della telematica, le quali trasformarono il computer in un indispensabile mezzo comunicativo, dando così inizio alla “rivoluzione di Internet”, la quale ha permesso un processo di comunicazione di tipo globale.

A differenza della comunicazione interpersonale, la quale comporta lo scambio di opinioni e ideali tra due o più persone, nelle comunicazioni di massa un unico messaggio raggiunge, grazie all’uso di particolari tecnologie, una “massa” di persone, ossia un gran numero di individui che non si conoscono fra loro ma sono accomunati dall’avere un interesse in comune, reso disponibile simultaneamente a ciascuno di essi. La comparsa di Internet alla fine degli anni Novanta ha incentivato la nascita di un nuovo modello comunicativo, secondo il quale chiunque può comunicare virtualmente con tutti gli autorizzati dalla rete.

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Una delle funzioni essenziali sotto il punto di vista sociale dei mezzi di comunicazione di massa, è quella di fornire informazioni riguardanti situazioni, le quali si verificano nella società locale o mondiale. Gran parte delle informazioni provengono dalle conoscenze fornite tramite comunicazione di massa. Tali conoscenze possono riguardare situazioni in determinati paesi del mondo, il funzionamento interno di istituzioni alle quali non si ha pubblico accesso, notizie su popolazioni non appartenenti alla propria società o semplicemente esperienze di vita estranee alla maggior parte dei destinatari. Oltre all’informazione sviluppata sotto forma di notizie, i media generalmente forniscono una scelta di opinioni, contribuendo così all’instaurazione di un clima d’opinione che presta attenzione alle questioni di spicco e ai problemi chiave del momento. Per quanto riguarda gli effetti sociali, i media possono avere una funzione di unificazione e di integrazione sociale, in quanto forniscono oggetti di attenzione, cultura e informazioni in una grande quantità numerica di elementi. Tuttavia questi possono anche stimolare una tendenza alla frammentazione, incrementando un’ideale di cambiamento e con esso il declino delle credenze e dei valori del passato che hanno tenuto aggregata la società.

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Attraverso il mass media, ossia l’insieme dei mezzi per divulgare messaggi a titolo informativo (quali libri, televisione, radio, cinema, stampa…), è nata una nuova cultura fondata sui modi di trasmissione utilizzati piuttosto che sui contenuti dei messaggi. Secondo M. McLuhan infatti, la forma tecnica data ai contenuti comunicati cambia la natura degli stessi. La comunicazione è trasmissione, la quale però è utile nella misura in cui viene accolta dal destinatario. Per facilitare questa ricezione, l’informazione deve ricorrere alla ripetizione con l’aggiunta di una sorta di persuasione per creare riscontri positivi.

Eugenio Montale ci introdusse una visione estremamente attuale degli eventi, annunciando con una celebre frase la fine della libertà in un mondo dominato e controllato dai mass media, dove la tecnologia del progresso scientifico e tecnico ha garantito la vittoria dell’homo faber sull’homo sapiens: Auto da fé − Tutto fa pensare che l’uomo d’oggi sia più che mai estraneo vivente tra estranei, e che l’apparente comunicazione della vita odierna, una comunicazione che non ha precedenti, avvenga non tra uomini veri ma tra i loro duplicati.

Dunque, in conclusione possiamo affermare che la comunicazione è un mezzo indispensabile sotto tutti i punti di vista, ma che bisogna imparare a gestire sul fondamento di un concetto di rispetto e di veridicità delle questioni esposte. Come disse Anthony Robbins: “Per comunicare efficacemente, dobbiamo realizzare che siamo tutti diversi nel modo di percepire il mondo e utilizzare questa comprensione come guida della nostra comunicazione con gli altri.”

Data:

29 Febbraio 2024