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Un piano economico per rilanciare la middle class americana

E’ stato incentrato soprattutto sulla “rinascita” dell’economia americana e della sua classe media, il discorso sullo Stato dell’Unione che Barack Obama ha pronunciato nell’aula della Camera dei rappresentanti davanti al Congresso degli Stati Uniti. Il presidente ha sfidato la maggioranza repubblicana a sostenere la sua proposta di imporre agli americani più ricchi nuove tasse per 320 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni, per finanziare una serie di sgravi fiscali e benefit a vantaggio della ’middle class’, spina dorsale, nella visione di Obama, dell’economia Usa.

Il discorso integrale del Presidente Usa Barack Obama

cms_1801/Obama-USA-Stato-dell-Unione-2012_h_partb.jpgLa ripresa americana è reale. Con un’economia in crescita, un deficit in calo, un’industria in movimento e un boom nella produzione energetica, ci siamo risollevati dalla recessione, e siamo più liberi di scrivere il nostro futuro di qualsiasi altra nazione della Terra. Adesso dovremo decidere che forma vorremmo che abbia quel futuro. Saremo disposti ad accettare un’economia all’interno della quale solo pochi di noi saranno in grado di avere un grandioso successo? O vorremmo piuttosto un’economia che sia in grado di generare una crescita dei livelli di reddito, e delle occasioni per chiunque s’impegni? La scorsa settimana, nel mio Discorso sullo Stato dell’Unione, mi sono soffermato sulla necessità di un’economia della middle-class, che aiuti sempre più americani a progredire nella new economy. Come paese, dovremo fare di più per dare maggior potere ai salari delle famiglie di chi lavora, offrendo agli americani di ogni fascia d’età la chance di professionalizzarsi per ottenere stipendi più alti, e contribuire a creare l’economia più competitiva del mondo per le nostre imprese. Lunedì presenterò al Congresso il mio budget, un piano per portare l’economia della middle-class nel ventunesimo secolo. Innanzitutto proporrò quel genere d’investimenti di cui abbiamo bisogno per continuare a far crescere la nostra economia e migliorare il nostro livello di sicurezza nazionale. Vorremmo stabilire dei nuovi e più avanzati centri del manifatturiero, ricostruire le infrastrutture cadenti, dichiarare guerra ai batteri resistenti agli antibiotici, e assumerci un ruolo guida nella nuova epoca della medicina di precisione che adopera scoperte scientifiche d’avanguardia per trovare nuove cure a malattie come il diabete e il cancro. Vorremmo dare ai genitori che lavorano la possibilità di cavarsela, con la garanzia di vedersi pagati i periodi di malattia, e vorremmo dare agli americani di ogni età una chance di imparare nuove abilità rendendo gratuiti i college delle comunità per gli studenti più responsabili. E dovremmo investire nelle forze armate del ventunesimo secolo per affrontare le sfide globali con una leadership americana forte e stabile. Tutte queste proposte sono di natura pragmatica; sono il genere di cose che entrambi i partiti dovrebbero sentirsi in grado di appoggiare. Ma ciò su cui democratici e repubblicani spesso si trovano in disaccordo è dove trovare i soldi per questo genere d’idee. Personalmente sono orgoglioso del fatto che da quando ho assunto il mio incarico abbiamo vissuto il periodo di più veloce sostenuta riduzione del deficit dalla fine della seconda guerra mondiale. Il mio budget poggerà su quei progressi, con riforme dei programmi sanitari, del nostro sistema fiscale, e del nostro malfunzionante sistema dell’immigrazione. Mirando a eliminare quella scappatoia dei fondi fiduciari che permette agli americani più ricchi di evitare di pagare le tasse sui propri redditi non guadagnati, in modo da ridurre le tasse alle famiglie della middle-class. Se il Congresso approverà il mio budget, il nostro paese supererà il fondamentale test della sostenibilità fiscale, col nostro debito che si riduce a una fetta del nostro Pil. Ovviamente, per fare questi investimenti improntati al buon senso in nome del nostro futuro, ma senza incrementare il nostro deficit, dovremo voltare pagina su tutte quelle crisi artificiosamente create che hanno incorniciato le polemiche sul nostro budget degli anni scorsi. Quando il Congresso ha causato lo shutdown del governo, mettendo in tal modo a rischio la piena fiducia negli e la credibilità degli Stati Uniti, la nostra ripresa è stata ostacolata. Non possiamo permetterci che si ripeta. Dovremo lavorare in base a quell’accordo bipartisan sul budget che ho firmato nel 2013, e che ci ha aiutato a porre fine a quei tagli arbitrari e trasversali meglio noti come “sequestration”. L’accordo dell’anno scorso ha contribuito a stimolare la nostra crescita economica senza andare a detrimento della nostra responsabilità fiscale. Siamo stati in grado d’investire su alcune grandi priorità della nazione pur riducendo il nostro deficit al livello più basso dal 2007. Per far sì che salari e redditi continuino a crescere in fretta, avremo bisogno d’intraprendere il passo successivo. Ecco perché per il 2016 il mio Budget ribalterà del tutto i suddetti tagli sulle nostre priorità in patria. E accompagnerà quegli investimenti con altrettanti dollari d’incremento del finanziamento della difesa. Laddove il Congresso rigettasse il mio piano, rifiutandosi d’annullare questi tagli arbitrari, minaccerà al contempo la nostra economia e le nostre forze armate. Gli investimenti nei settori più importanti si ridurranno al livello più basso da dieci anni, regolati sull’inflazione, mettendo a rischio in America la ricerca, l’istruzione, le infrastrutture e la sicurezza nazionale. Ma se il Congresso parteciperà, potremo assicurarci che l’annullamento della “sequestration” venga ripagato dalla razionalizzazione delle spese, e dalla chiusura delle scappatoie fiscali. Il Budget che invierò al Congresso è un progetto per il successo nella new economy. Sono consapevole del fatto che al Congresso ci siano repubblicani che non sono d’accordo col mio approccio, e non vedo l’ora di ascoltare le loro idee su dove potremo trovare i soldi per far crescere la middle class. Ma ciò che non possiamo permetterci è far semplicemente finta che cose come l’assistenza all’infanzia o il college non siano importanti, o che non possiamo fare niente per aiutare le famiglie della middle class a cavarsela. Perché abbiamo ancora tanto lavoro da fare. Come Paese, abbiamo superato tempi difficili. Ma abbiamo posto delle nuove basi. Abbiamo un nuovo futuro da scrivere. E sono ansioso di mettermi al lavoro.

The full speech of US President Barack Obama

cms_1801/bandiera_americana_1422771886.jpgAmerica’s resurgence is real. With a growing economy, shrinking deficits, bustling industry, and booming energy production, we have risen from recession freer to write our own future than any other nation on Earth. Now we have to choose what we want that future to look like. Will we accept an economy where only a few of us do spectacularly well? Or will we commit ourselves to an economy that generates rising incomes and rising chances for everyone who makes the effort? In my State of the Union Address last week, I focused on making sure middle-class economics helps more Americans get ahead in the new economy. As a country, we need to do more to make working families’ paychecks go farther, give Americans of every age the chance to upgrade their skills so they earn higher wages, and build the world’s most competitive economy for our businesses. On Monday, I will present Congress with my budget, a plan for bringing middle-class economics into the 21st Century. First, I’m proposing we make the kinds of investments we need to continue to grow our economy and enhance our national security. We would establish new advanced manufacturing hubs, rebuild crumbling infrastructure, combat antibiotic-resistant bacteria, and lead a new age of precision medicine that uses cutting-edge science to find new treatments for diseases like diabetes and cancer. We would give working parents a chance to get ahead with guaranteed paid sick leave, and we’d give Americans of all ages a chance to earn new skills by making community college free for responsible students. And we should invest in a 21st century military to confront global challenges with strong and sustained American leadership. These proposals are pragmatic; they’re the types of things both parties should be able to support. But where Democrats and Republicans often disagree is in how to pay for these kinds of ideas. I’m proud that since I took office, we’ve experienced the fastest period of sustained deficit reduction since the end of World War II. My budget will build on that progress with reforms to health programs, our tax code, and our broken immigration system. It would eliminate the trust fund loophole that allows the wealthiest Americans to avoid paying taxes on their unearned income, and use the savings to cut taxes for middle class families. If Congress passes my budget, our country would meet the key test of fiscal sustainability, with our debt declining as a share of our GDP. Of course, to make these common-sense investments in our future without adding to our deficits, we need to turn the page on the manufactured crises that have defined the debates over our budget in recent years. Our recovery was held back when Congress shut down the government and risked the full faith and credit of the United States. We can’t afford to do that again. And we have to build on the bipartisan budget agreement I signed in 2013 that helped us end some of the arbitrary, across-the-board budget cuts known as “sequestration.” Last year’s agreement helped boost our economic growth without undermining fiscal responsibility. We were able to invest in key national priorities while cutting our deficits to their lowest level since 2007. In order to get wages and incomes rising faster, we need to take the next step. That’s why my Budget will fully reverse the sequestration cuts for domestic priorities in 2016. It will match those investments with equal dollar increases for defense funding. If Congress rejects my plan and refuses to undo these arbitrary cuts, it will threaten our economy and our military. Investments in key areas will fall to their lowest level in ten years, adjusted for inflation, putting American research, education, infrastructure, and national security at risk. But if Congress joins me, we can make sure that ending sequestration is fully paid for by cutting inefficient spending and closing tax loopholes. The Budget I’m sending to Congress is a blueprint for success in the new economy. I know that there are Republicans in Congress who disagree with my approach, and I look forward to hearing their ideas for how we can pay for what the middle class needs to grow. But what we can’t do is simply pretend that things like child care or college aren’t important, or that there’s nothing we can do to help middle class families get ahead. Because we still have work to do. As a country, we have made it through some hard times. But we’ve laid a new foundation. We’ve got a new future to write. And I am eager to get to work.

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Data:

1 Febbraio 2015