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UN VINO “VULCANICO” l’ETNA DOC

Avremmo mai pensato di ricavare da un terreno vulcanico come quello alle pendici dell’Etna dei vini così strutturati, importanti, unici ed invidiabili anche oltre confine? E’ il caso dell’Etna DOC.

Questa denominazione nasce nel 1968 e risulta essere la prima DOC siciliana. Ma non confondiamoci, l’Etna DOC non è un vitigno ma un insieme di uve con prevalenza di Carricante, a cui si aggiunge una percentuale di Catarratto, per l’Etna DOC Bianco, mentre per l’Etna DOC rosso abbiamo in prevalenza Nerello Mascalese a cui si aggiunge una percentuale di Nerello Cappuccio.

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Iniziamo con il dire che ci troviamo di fronte ad un esperimento della natura molto ben riuscito. Il terreno vulcanico dove dimorano le vigne è ricco di minerali che normalmente si trovano a svariati metri di profondità e che in assenza di una eruzione vulcanica sarebbe molto difficile per le vigne riuscire a raggiungerli per poter creare questo binomio terreno/vigna. Al contrario alle pendici dell’Etna avviene proprio ciò che si desiderava, far entrare in contatto questi vitigni autoctoni con l’essenza più profonda della nostra terra… esperimento riuscito pienamente.

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Non è un caso se ultimamente i vini dell’Etna DOC si stanno imponendo tra i consumatori. Certo, potrebbe trattarsi di una moda così come lo è stato in passato per altri vini, in realtà l’Etna DOC si porta dietro millenni di storia. Le pendici del vulcano si sono caricate nel tempo di materiali unici provenienti dall’interno della bocca del vulcano stesso… l’uomo ha fatto il resto, comprendendo fin da subito che coltivare questi vitigni su quel terreno avrebbe dato frutti di una qualità superiore. Di fatto già gli stessi vitigni erano sinonimo di qualità, pertanto, le caratteristiche organolettiche ne hanno risentito positivamente riuscendo, in tal modo, a coniugarsi perfettamente con il territorio, donando ai propri frutti ulteriore carattere, struttura, corpo, eleganza direi anche determinazione. Esatto, determinazione, perché tale è stato il motivo che ha spinto diversi Produttori ad impiantare le proprie vigne su questi terreni. Probabilmente una scommessa, oppure l’esigenza di sconfiggere la natura, sfruttandone le potenzialità, ad ogni modo tanto di cappello a questi pionieri dei giorni nostri che sono riusciti a valorizzare, rendendolo unico ed inimitabile, un territorio che ad un occhio poco attento si presentava scarno e di difficile coltivazione.

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Siamo in presenza di qualcosa che forse neanche la natura aveva osato immaginare, ma il nostro Paese è così, unico, come lo sono le sue genti. Difficile, perché noi amiamo le sfide, a volte “impossibile”, ma il termine non è di nostro gradimento; noi amiamo confrontarci con esso e superare i suoi ed i nostri limiti. L’Etna DOC è tutto questo. Vini in grado di riempire una tavola con la solo loro presenza; certo non si tratta di vini di “pronta beva”, tutt’altro, sono frutti di una terra faticosa ma in grado di armonizzare il contesto e ci permettono una esclamazione fuori dal comune… “Però tanta roba”, in gergo tecnico, questa esclamazione viene usata per enfatizzare un prodotto quando abbiamo a che fare con qualcosa che supera le nostre aspettative e questi vini superano abbondantemente le nostre aspettative.

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Oggi non parlerò di abbinamenti per questi vini perché l’invito è di provarli singolarmente cercando di assaporare ciò che la terra è stata in grado in millenni di anni di produrre. Guardiamo il nostro calice colmo di vino, sia esso bianco o rosso, cerchiamo di coglierne l’essenza: in fin dei conti abbiamo tra le mani qualcosa di veramente unico, diamogli il giusto valore, in seguito penseremo all’abbinamento più idoneo.

Buona degustazione!

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Data:

30 Agosto 2022