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UNA DIFESA INDIFENDIBILE E PAREGGIO (2-2) AMARO PER IL BARI

Allo stadio “Adriatico-Giovanni Cornacchia” di Pescara, il Bari pareggia (2-2) e muove, sia pur di poco, la classifica. Un pareggio giusto per quanto visto in campo con le squadre che si sono divisi i due tempi. Ma è anche un pareggio dal retrogusto amaro per il Bari che poteva e doveva approfittare della giornata favorevole propiziata dai risultati che arrivavano dagli altri campi e del doppio vantaggio acquisito contro i padroni di casa al termine del primo tempo. Certo, è sempre un punto e come tale va salutato positivamente anche se, dopo il pareggio interno con la Salernitana e a sette giornate dal termine, ci si aspettava maggiore determinazione ed una reazione più imponente. Invece è arrivato il secondo pareggio consecutivo con appena 5 punti conquistati nelle ultime quattro partite (una vittoria, due pareggi ed una sconfitta). Un rallentamento che arriva proprio nel momento clou della stagione e che desta qualche preoccupazione in tutto l’ambiente biancorosso. A parziale discolpa del Bari va detto che il Pescara con l’arrivo di Pillon è sembrata un’altra squadra. Prima di lui, infatti, nelle ultime otto partite giocate con Zeman ed Epifani, il Pescara aveva conquistato appena 3 punti (tre pareggi), mentre con Pillon in due gare ha già ottenuto 2 punti con due squadre importanti, come Palermo e Bari, in piena lotta per un piazzamento nelle primissime posizioni.

LA PARTITA – Bepi Pillon, ex tecnico biancorosso, con il 4-3-3 manda in campo: Fiorillo; Fiamozzi, Coda (33’, Campagnaro), Fornasier, Crescenzi; Coulibaly (50’, Machin), Brugman, Valzania; Mancuso (66’, Falco), Pettinari e Capone.

Con lo stesso modulo Fabio Grosso schiera: Micai; Anderson, Marrone, Gyomber, Balkovec; Iocolano (70’, Tello), Basha (80’, Petriccione), Henderson (61’, Busellato); Galano, Nenè e Cissè.

Buono l’avvio di gara del Bari che si riversa subito con buona personalità nella metà campo pescarese e si rende pericoloso con una conclusione di Galano (15’) che termina di poco alta sulla traversa.

cms_8938/2.jpgIl Bari insiste e Nenè (22’), con un perfetto colpo di testa su assist di Henderson, porta meritatamente in vantaggio la squadra barese. Ma non finisce qui perché Anderson (32’) grazie ad una prolungata azione personale raddoppia con un perfetto tiro a incrociare sul palo più lontano. Il Pescara, invece, si rende solo potenzialmente pericoloso in un paio di veloci ripartenze con Capone e Mancuso. Nella ripresa, però, il Pescara riapre subito la partita grazie alla rete di Mancuso (46’). Padroni di casa ancora in avanti e Pettinari (51’) impegna Micai che devia in angolo. Il Bari non resta a guardare e Cissè (53’) si divora il terzo gol con la sfera che termina di poco fuori. Bari ancora pericoloso con Busellato (64’) che, da posizione defilata, colpisce il palo esterno. Qualche minuto più tardi Micai si supera con un doppio intervento da applausi su Pettinari e Valzania (73’), ma non può nulla quando Pettinari (93’) con l’esterno sinistro regala un pareggio inaspettato con la squadra abruzzese in dieci per l’espulsione di Campagnaro.

ANALISI E COMMENTI

Il Bari, dunque, continua a regalare punti. Sperpera in zona Cesarini un vantaggio che avrebbe messo la squadra in una posizione invidiabile di classifica anche in virtù dei pareggi di tutte le altre dirette concorrenti.

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“Peccato aver pareggiato – ha dichiarato il tecnico biancorosso Grossosarebbero stati tre punti pesantissimi, ma sono molto contento per la prestazione di oggi contro una squadra in salute. Siamo venuti ad imporre il nostro gioco e ci siamo riusciti soprattutto nel primo tempo. Poi una ingenuità ha riaperto la gara in avvio di ripresa ed un’altra, quando tutto sembrava facile, ci è costato il gol del pareggio. Peccato, ma indietro non si può guardare. Proveremo con uno sprint finale. La mia reazione? Non mi è piaciuta la gestione finale dell’arbitro”.

In effetti, ancora una volta, il Bari paga l’incapacità di gestire il risultato e le tante amnesie difensive. Due gol evitabili, uno dei quali subito in pieno recupero con i biancocelesti in inferiorità numerica. Questa squadra fatica a difendersi. Intanto, anche questa volta, come con la Salernitana, si è visto un Bari dai due volti. Bene nel primo tempo quando ha fatto la partita mostrando una buona personalità e buone trame di gioco (con Anderson, autore del raddoppio, restituito al suo ruolo effettivo) impedendo al Pescara di avvicinarsi alla propria area di rigore. Male, invece, nella ripresa quando ha sofferto più del dovuto, forse per un calo fisico, e rischiato in più di un’occasione di subire il gol del pareggio (poi giunto sul finire di gara). Insomma, nel secondo tempo un altro Bari, incapace di congelare e chiudere la partita. Punti persi che potrebbero costare caro ai biancorossi in termini di classifica finale e di morale. Tuttavia, al di là dell’amarezza di come si sono persi due punti, proprio la pareggite (che ha caratterizzato questa giornata) lascia, a sette giornate dal termine, inalterati i giochi per i play-off.

(Foto da: F.C. Bari 1908 – Si ringrazia)

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Data:

14 Aprile 2018