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UNA FILA DI CAMION BLOCCA LA MANICA

Il 31 gennaio 2020 l’Inghilterra esce dall’Unione Europea, assicurandosi un periodo di transizione per ultimare gli accordi che definiscono la sua posizione dal punto di vista economico e commerciale. In ballo ci sono interessi di importanza fondamentale che coinvolgono vari soggetti, tra cui studenti, commercianti, fornitori e distributori. L’Inghilterra non è più parte della UE ma l’ultimo termine previsto per la possibilità di raggiungere un accordo definitivo è il 31 dicembre 2020; una volta superata tale data, una proroga è fattibile solo per mezzo di un equo compenso da parte del Regno Unito proprio perché, pur non essendo parte della UE, continua e continuerebbe comunque a usufruire dei suoi vantaggi.

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Qualcuno conta già le perdite della sterlina nel caso di mancato raggiungimento del deal: la finanza potrebbe crollare con gravi ripercussioni sull’intero paese, già piegato dalla pandemia del Covid-19. Una situazione che dal punto di vista economico rischia di protrarsi sino agli anni a venire, almeno finché i nodi non saranno sciolti; il fatto che i giapponesi preferiscano investire altrove, ad esempio, la dice lunga. Difatti la produzione della Nissan elettrica di casa Toyota in programma da tempo, privilegia spostare la produzione in un luogo diverso sempre all’interno della UE. Alla decisione della Toyota segue quella del CEO titolare del SUV Grenadier, che invece di produrre in UK sposta la catena produttiva in Francia. Insomma, si tratta di una reazione a catena prodotta dalla decisione dell’Inghilterra che, forse, avrebbe dovuto riflettere attentamente anziché uscire impulsivamente dalla UE attribuendo ad essa tutti i suoi problemi.

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I 27 paesi dell’Unione Europea, appoggiati dal resto del mondo, non mollano la presa. Dal canto suo, lo UK continua imperterrito sulla sua strada cercando di rimetterci il meno possibile e uscirne illeso, almeno moralmente. Nel frattempo una coda di camion giunge dall’Inghilterra passando dal canale della Manica per fare scorte prima del 31 dicembre. La paura di rimanere schiacciati da un no-deal attanaglia commercianti e imprenditori che, nei fatti, sarebbero i primi a pagarne le conseguenze dovendo importare prodotti con dazi più elevati. Secondo le ultime notizie i camion sembrano aumentare, la finanza crollare e il 1° gennaio spaventa tutti gli inglesi.

Data:

19 Dicembre 2020