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UNA PESANTE E BRUTTA SCONFITTA!

Il treno del Rugby italiano, oggi, si è trovato a dover ripartire dalla muraglia irlandese. Se non fosse per la sconfitta di sabato scorso contro la Scozia, la corazzata celtica rappresenta da sempre, almeno sulla carta, un obiettivo difficile da abbattere per qualsiasi squadra. Il loro “fighting spirit”, riecheggia da più di un secolo ogni volta che c’è una palla ovale da disputare in “battaglia”. Ed è lo stesso spirto combattente che Conor O’Shea, per 39 volte, ha condiviso con i propri compagni di nazionale fino al 2000. Le statistiche e gli allibratori ci danno più che perdenti. L’unica vittoria dell’Italia in diciassette anni di Sei Nazioni risale al 2013. “L’Irlanda viene da una sconfitta bruciante contro la Scozia e, sicuramente, contro di noi vorrà riscattarsi – ha detto Parisse alla vigilia del match – Sicuramente gli irlandesi ci riserveranno qualche sorpresa pensata apposta per noi”. E alla fine, tutto sommato, la loro fin troppo facile vittoria è stata più che una sorpresa. Per la squadra allenata da Joe Schmidt è stata davvero una passeggiata. L’unica nota positiva per l’Italia e il ritorno in capo di Simone Favaro. Per l’Irlanda, invece, forfait dell’ultimo minuto del capitano Rory Best; al suo posto Niall Scannell. Arbitro dell’incontro il neozelandese Glen Jackson, ex mediano di apertura dei Saracens. Nel primo tempo ci sono solo gli ospiti in campo, Dal 1 minuto e per quasi tutto i primi 40, l’ovale è nelle mani dell’Irlanda che, con un gioco semplice, riesce troppo spesso a trovare dei varchi sulle fasce, andando in meta per ben quattro volte al 12°, 18°, 26° e 34° con Earls e Stander (due a testa). Le trasformazioni sono tutte di Paddy Jackson. Sull’altro versante, Parisse e compagni riescono a mettere in saccoccia solo un piazzato al 14° con Carlo Canna e una meta tecnica assegnata in seguito agli sviluppi di una mall terminata con un gioco falloso degli avversari. Il secondo tempo è una fotocopia del primo. Sembra assistere a una partita di allenamento irlandese.

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Gli Azzurri ci provano a sprazzi; ma i tutti i tentativi di avanzare oltre la trequarti “celtica” sono sterili. Al 56° esce dal campo, molto provato, Favaro per Steyn. L’Irlanda è arrembante a tutto campo. E la “questione” dei punti bonus, con la possibilità di giocarsela fino all’ultima partita del Torneo, pur con una sconfitta, gli da la carica per credere e segnare oltre i minuti regolamentari. Le mete sono tutte degli ospiti, realizzate da Ringrose al 71° e da Gilroy al 67°, 77° e 81°. Man of the Match, Stander. La partita termina con il pesante risultato di 10-63 per l’Irlanda. Il prossimo turno si gioca il 26 febbraio a Twickenam contro l’Inghilterra.

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Ecco i commenti a caldo del tecnico e del capitano della nazionale italiana nella conferenza stampa post partita.

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Conor O’Shea: “Giornata difficile. Alcuni errori da prima fase ci hanno esposto alla pressione avversaria. I primi venti minuti ci hanno messo in difficolta sotto tutti i punti di vista. Abbiamo semplicemente giocato contro una squadra migliore di noi. Avremo giorni migliori, ma bisogna iniziare a cambiare qualcosa nel Rugby italiano. Il gruppo è eccezionale e continuiamo a lavorare per un obiettivo lungo termine”.

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Sergio Parisse: “Massima fiducia in Conor e nei compagni. Partite come queste le ho già vissute. Ma non mi piango addosso e bisogna smettere di lamentarci. Odio perdere! Alziamo la testa e iniziamo a fare sacrifici per migliorare. Forse non vincerò mai il sei nazioni, ma non abbasserò mai la testa. Bisogna cambiare tante cose nel rugby italiano. Il viaggio è lungo, ma non sto qui a piangere e continuerò a lavorare”.

Data:

11 Febbraio 2017