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UNRWA: ANCHE L’UE VALUTA UNA REVISIONE DEI FINANZIAMENTI

Dopo l’autonoma decisione di alcuni singoli Stati di sospendere i fondi in favore dell’Unrwa, l’agenzia Onu per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi nel vicino Oriente, anche l’Unione Europea valuta di sospendere il sostegno. “L’Ue è uno dei maggiori donatori di aiuti umanitari e allo sviluppo ai palestinesi di Gaza. Gli aiuti umanitari ai palestinesi di Gaza e della Cisgiordania continueranno senza sosta attraverso le organizzazioni partner” spiega la Commissione in un comunicato, affermando che “attualmente non sono previsti ulteriori finanziamenti sino alla fine di febbraio” e che una “revisione” del dossier sarà presa in considerazione dopo che si saranno concluse le “indagini Onu”. Le accuse, mosse da Israele, sono verso alcuni dipendenti dell’agenzia che tutela i palestinesi che, invece, avrebbero preso parte agli attacchi di Hamas dello scorso 7 ottobre. La stessa Unrwa ha allontanato i 12 accusati, rescindendo immediatamente i loro contratti ed avviando un’indagine interna.

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L’accurato rapporto israeliano, fornito agli Stati Uniti, secondo gli ultimi dettagli resi noti dal New York Times proverebbe che 10 di costoro sarebbero membri di Hamas ed uno della Jihad islamica. Philippe Lazzarini, commissario generale dell’agenzia, ha parlato di “accuse scioccanti”, assicurando che “qualsiasi dipendente coinvolto in atti di terrorismo sarà ritenuto responsabile, anche attraverso procedimenti penali”. In casa Europa lo stesso Joseph Borrell aveva fatto riferimento ad azioni che la Commissione avrebbe intrapreso, valutando “gli ulteriori passi da compiere” e traendo insegnamenti “in base ai risultati di un’indagine completa ed esaustiva”. Senza fondi, l’Unrwa “non sarà in grado di continuare i suoi servizi e le sue operazioni in tutta la regione, inclusa Gaza, oltre la fine di febbraio” ha riferito un portavoce, mentre il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi ha commentato che l’agenzia “non dovrebbe essere punita collettivamente per le accuse contro 12 dipendenti di uno staff di 13.000 persone”: comunque “ha agito in modo responsabile e ha aperto un’indagine”, lanciando nel contempo un appello ai “Paesi che hanno sospeso i fondi a rivedere la loro posizione”.

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Al momento, la lista degli Stati che hanno bloccato i fondi in favore dell’Unrwa si allunga ora dopo ora. I primi sono stati gli USA, a seguire Regno Unito, Canada, Australia, Germania, Paesi Bassi, Giappone, Austria, Finlandia, Romania, Austria e Italia. Francia e Svizzera hanno sospeso il giudizio, valutando di prendere una decisione successivamente, mentre Norvegia e Spagna hanno invece dichiarato di mantenere gli impegni assunti verso l’agenzia, proseguendo con i finanziamenti. Il segretario generale dell’Onu, pur dichiarandosi “inorridito” da simili accuse, ha comunque lanciato un appello, “con forza”, ai governi che hanno operato le proprie scelte, affinché si possa “garantire la continuità delle operazioni dell’Unrwa”. Israele prosegue con pesanti accuse sostenendo, per bocca del suo ministro degli Esteri Israel Katz, che l’Unrwa “ostacola la pace e funge da braccio civile di Hamas e Gaza”. “L’Unrwa deve pagare per le sue azioni”: “molti dei suoi dipendenti sono affiliati di Hamas con ideologie sanguinarie”, ha proseguito in alcune dichiarazioni, affermando che lo stesso Lazzarini “dovrebbe dimettersi”. “Ho appena annullato gli incontri” con lui che erano fissati “per mercoledì in Israele”, ha riferito poche ore fa il ministro, aggiungendo che “i sostenitori del terrorismo non sono benvenuti qua”.

Data:

29 Gennaio 2024