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USA: CHI ENTRERÀ NEL GOVERNO BIDEN?

Anche se è ormai chiaro che la battaglia per la presidenza degli Stati Uniti non è certo terminata e rischierà di protrarsi ancora per molto tempo, è evidente per tutti (compresi i media repubblicani) che il Presidente eletto degli USA è il democratico Joe Biden, che ha sconfitto Donald Trump in una competizione elettorale che è stata tiratissima ed incerta per diversi giorni dopo l’election day. Quindi, oltre a prepararsi a reggere l’offensiva legale ed ideologica degli uomini del tycoon, che non ne vuole sapere di consentire una transizione pacifica del potere, i responsabili della campagna di Biden hanno iniziato a mobilitarsi per mettere insieme una squadra di governo che possa affrontare con successo le difficoltà di un’America mai così polarizzata, dove le anime sono molteplici e le richieste spesso opposte tra loro. Il Presidente eletto ha già dichiarato di voler essere “il Presidente di tutti gli americani”, il che significa che, pur volendo mettere fine alle tensioni razziali esplose durante i quattro anni di trumpismo, non potrà ignorare le istanze almeno di quella parte di repubblicani moderati che sono la sua unica speranza di poter governare in maniera almeno relativamente tranquilla, considerando che ai democratici servirebbe un miracolo in Georgia per ottenere la maggioranza in Senato, il quale è imprescindibile per la ratifica delle nomine governative. La squadra di Biden-Harris per la Transizione Presidenziale, che ha anche aperto un profilo Twitter apposito, dovrà quindi riuscire ad accontentare le istanze conservatrici dei repubblicani più centristi, e, al contempo, le richieste di cambiamento che arrivano dalla parte sinistra del Partito Democratico, capeggiata da Bernie Sanders e Ocasio-Cortez.

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Kamala Harris, vice presidente eletta, ha promesso esponenti delle minoranze, e in particolare donne di colore, in posizioni di leadership, ma, prendendo in considerazione quanto detto finora, è anche possibile che qualche esponente del Grand Old Party ottenga cattedre governative. Questo forse a prescindere dai risultati definitivi del Senato, data la volontà di Biden di cementare il fronte moderato anti-Trump. Questione centrale della nuova amministrazione sarà la gestione sanitaria ed economica del Coronavirus, sulla quale Biden ha spinto tantissimo durante la campagna elettorale, evidenziando le falle del suo rivale. Il primo atto di Biden, ancor prima di entrare alla Casa Bianca, sarà formare una task force anti-CoVid nella quale il neo-eletto Presidente ha annunciato di volere anche Anthony Fauci, dal quale Donald Trump è stato suo malgrado fiancheggiato durante tutta la durata della crisi. Il Presidente uscente aveva dichiarato che, se avesse vinto le elezioni, avrebbe licenziato al più presto Fauci.

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Al Tesoro, fondamentale per mantenere a galla l’economia americana in un momento così drammatico, si pensa per la prima volta ad una donna: Elizabeth Warren, che si era candidata alle primarie dem senza grande successo, si è proposta per l’incarico, ma un eventuale Senato a guida repubblicana potrebbe essere molto restio ad una figura così progressista in un ruolo chiave, visto che la Warren non avrebbe pietà nella tassazione dei redditi alti. L’alternativa centrista sarebbe Lael Brainard, già consigliera economica nell’amministrazione di Bill Clinton, sottosegretaria al Tesoro nel primo mandato di Barack Obama e infine alla Federal Reserve, dove fa parte del Board dei governatori. Al Ministero dell’Ambiente, altro dicastero che possiamo definire chiave se si guarda il programma elettorale di Joe Biden, potrebbe finire il più grande rimpianto di sempre per i Democrats: Al Gore, oppure John Kerry, che con lui condivide una sconfitta per mano di Bush nel curriculum. Guardando i nomi che circolano, sembrerebbe proprio che la strategia di Biden sia, come da lui annunciato nel primo discorso dopo l’elezione, tentare di acquietare il più possibile le divergenze. Non a caso, oltre a quelli già citati, circolano diversi nomi di candidati che proprio contro Biden si erano presentati alle primarie (dandogli poi il supporto una volta sconfitti): ad esempio, il giovanissimo Pete Buttigieg o, addirittura (ma questo sarebbe possibile soltanto se i dem controllassero il Senato), Bernie Sanders, il principale contendente di Biden alle primarie, che andrebbe, da buon socialdemocratico, al Ministero del Lavoro. L’account Twitter per la Transizione Presidenziale ha scritto: “La sfida davanti all’amministrazione Biden-Harris è diversa da tutte le altre della nostra storia. In preparazione, la nostra transizione sarà guidata da esperti, dalla scienza, e con carattere, assicurando che saremo pronti a guidare il Paese dal primo giorno”. Siamo ancora al “toto-nomine” e molto dipenderà da chi avrà la maggioranza in Senato, però una cosa è certa: una squadra multiculturale, multietnica, ma anche multipartitica è in via di formazione.

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9 Novembre 2020