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USA e UE “sanzionano” ancora Mosca

La Guerra Fredda 2.0 tra Occidente e Russia continua. Stati Uniti e Unione Europea hanno aumentato la pressione su Mosca con ulteriori onerose sanzioni. Siamo alla “fase tre” delle misure sanzionatorie contro il Cremlino per la situazione di destabilizzazione in Ucraina dopo il tragico evento dell’abbattimento del Boeing MH17.

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Il Presidente americano Barack Obama ha annunciato da Washington l’adozione di nuove sanzioni: “ Blocchiamo le esportazioni di specifiche tecnologie verso il settore energetico della Russia, estendiamo le sanzioni ad altre banche russe e ad aziende del settore della difesa, sospendiamo formalmente il credito finalizzato ad esportazioni verso la Russia e i finanziamenti per progetti di sviluppo economico in Russia” ha detto Obama. “Non siamo di fronte a una nuova guerra fredda– ha chiosato il presidente statunitense- ma ad un problema molto specifico: il fatto che la Russia non vuole riconoscere all’Ucraina la possibilità di scegliere il proprio cammino”.

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La mossa a stelle e strisce è un azione coordinata con le maggiori potenze europee (Francia, Germania, Regno Unito, Italia), dopo aver constatato la mancata volontà del Presidente Vladimir Putin di compiere alcun passo distensivo nei confronti del governo di Kiev. Il Tesoro americano ha confermato dure sanzioni nei confronti di tre banche russe. Si tratta di colossi finanziari come VTB Bank, Bank of Moscow e Russian Agricultural Bank. I Ventotto dell’UE (spaccati per le forti ripercussioni economiche che potrebbero riflettersi sui deboli segnali di ripresa dell’Eurozona) hanno messo a punto un pacchetto sanzionatorio equilibrato e che potesse limitare i danni economici per i paesi membri che lo debbono imporre, riducendo cosi eventuali ritorsioni russe nelle relazioni di business tra Mosca e il vecchio continente.

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Le misure colpiranno la finanza, l’equipaggiamento militare, il materiale per l’estrazione di petrolio, l’import-export di armi. Sul fronte finanziario, la sanzione più interessante riguarda la scelta di vietare alle banche russe di proprietà dello Stato di vendere azioni o obbligazioni a investitori europei. Le misure in campo militare riguardano contratti futuri, non quelli in essere. L’import-export di materiale sensibile sarà vietato con la Russia in campo petrolifero, non nel settore del gas, di cui il paese è un importante fornitore dell’Europa. Le sanzioni dovrebbero entrare in vigore il 1 agosto.

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L’UE ha anche deciso, in una riunione tenutasi oggi a Bruxelles, a livello di ambasciatori sotto presidenza italiana dell’Unione di sanzionare altri individui e altre entità rispetto a quelli già presi di mira in queste settimane. Ad essere colpiti sono altre otto persone, di cui quattro oligarchi vicini al presidente Vladimir Putin, e tre entità.

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Le preoccupazioni di Berlino, Parigi, Londra e Roma per un eventuale ripercussione sull’andamento del PIL nella zona euro, sono giustificate. Secondo alcune previsioni, queste sanzioni potrebbero portare ad una perdita di PIL pari quasi al 1,5%. Una grande fetta di prodotto interno lordo visto il persistere della recessione economica che percuote l’intero continente. Il quotidiano romeno Adevarul, in un editoriale, analizza e mette in luce le relazioni bilaterali tra Europa e Russia. Il commercio con Mosca pesa diversi miliardi di euro. Nello specifico il 30% del metano bruciato nella zona euro proviene dai rubinetti dello Zar Putin. Di contro al capitalismo russo piacciono tanto le automobili tedesche e i vestiti italiani.

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Il colosso petrolifero anglosassone British Petroleum ha segnalato le forti ripercussioni che si potrebbe scatenare all’indomani dell’avvio delle sanzioni contro Mosca. Basti pensare che il gigante britannico detiene una quota pari al 20% nelle azioni del colosso russo statale Rosneft.

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Intanto lo Zar di Russia, sempre più isolato dal blocco Occidentale, continua a rinsaldare le partnership di vicinato con gli ex paesi satelliti del blocco sovietico ( Russia, Bielorussia e Kazakistan nel 2015 daranno vita all’Unione Economica Euroasiatica che permetterà alle merci, alle persone, ai servizi e ai capitali una libera circolazione in stile UE) e soprattutto con la super potenza asiatica cinese (storico l’accordo energetico siglato tra Gazprom e Cnpc che garantirà alla Cina forniture di gas per alimentare il fuoco produttivo del dragone asiatico e alla Russia di aprirsi al gigantesco mercato cinese).

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Obama e l’Europa guardano con sospetto e preoccupazione alle mosse dello scacchiere russo. Ormai è chiaro all’intera comunità internazionale. La Russia rivendica il proprio impero e la propria entità di potenza globale. Il mondo unipolare a conduzione Stelle e Strisce a breve sarà solo e soltanto un vano ricordo della storia. L’Europa è avvisata.

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Data:

30 Luglio 2014