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USA, ELEZIONI PRESIDENZIALI: UN’ALTRA TEGOLA CADE SU TRUMP

Le prossime elezioni presidenziali di novembre 2024, si preparano a essere le più controverse della storia degli Stati Uniti d’America. Senza essere troppo retorici, l’ex Presidente a stelle strisce Donald Trump, principale concorrente repubblicano in corsa, continua a rappresentare l’ago della bilancia di un elettorato diviso tra chi lo vede come impresentabile e colpevole per la questione Capital Hill del 6 gennaio 2021 e chi, invece, lo vuole di nuovo al comando degli USA. Nei tre anni trascorsi dall’assalto al Campidoglio di Washington (sede del Congresso), il Tycoon non ha perso un attimo del suo tempo per dare battaglia a destra e a manca, senza risparmiare neanche i suoi alleati di partito, proponendosi come unica alternativa valida a una eventuale riconferma democratica di Joe Biden.

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Ma le primarie del partito dell’Elefante sono vicine e lo stesso Trump sa che non può perdere tempo, soprattutto perché, per il prossimo semestre, bisogna avviare la macchina elettorale per la raccolta dei fondi necessari alla sua ricandidatura e potenziale rielezione. E di tempo, The Donald, ne ha ben poco se la sua priorità è di ribaltare, oltre ai diretti antagonisti repubblicani, le sentenze delle corti di giustizia che accolgono le istanze contro la sua ineleggibilità, come le Corti Supreme del Colorado e del Maine. A queste beghe, inoltre, si è recentemente aggiunta quella che di percezione di fondi da governi stranieri. A tal proposito il New York Times, citando un fascicolo dei democratici della commissione vigilanza, ha diffuso un rapporto intitolato “White House For Sale” (Casa Bianca in vendita), in cui viene descritto come dei governi stranieri (Cina compresa) ed enti a loro collegati, hanno intavolato dei rapporti economici con aziende facenti capo a Donald Trump, durante il suo mandato alla Casa Bianca.

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Dai documenti, sembrerebbe che Trump abbia ricevuto almeno 7,8 milioni di dollari, in gran parte anche dalla Cina, considerata il principale rivale statunitense, almeno dal punto di vista economico. In prima battuta, l’azione dei democratici della commissione di vigilanza, sembra una ritorsione delle recenti denunce repubblicane sulla complicità di Joe Biden negli affari esteri del figlio Hunt. Una cosa è certa: se la macchina politica delle primarie non è ancora partita, quella del fango e giudiziaria ha già preso il via da diverso tempo. La posta in palio è alta e volente o nolente per il mondo, dalla prossima battaglia elettorale di novembre, probabilmente, vedremo se il fragile equilibrio a est del mondo occidentale sarà rinsaldato o spezzato definitivamente.

Data:

5 Gennaio 2024