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USA, SCIOPERANO GLI SCENEGGIATORI DI HOLLYWOOD

cms_30340/00.jpgGli sceneggiatori televisivi e cinematografici di Hollywood, attraverso il loro potente sindacato Writers Guild of America (Wga), hanno dichiarato ufficialmente in data martedì 2 maggio l’inizio del loro sciopero. La protesta è concomitante al fallimento delle trattative con i principali studi e piattaforme sull’aumento delle loro retribuzioni. L’effettivo inizio dello sciopero è stato decretato dal sindacato, che conta 11.500 sceneggiatori, la sera del 1° maggio attraverso un comunicato che recitava: “Il Consiglio di amministrazione della WGA e il Consiglio della WGA, agendo sulla base dell’autorità loro conferita dai loro membri, hanno votato all’unanimità di indire uno sciopero, con effetto alle 00:01 di martedì 2 maggio“.

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Il contesto che ha portato a questo evento storico ha visto da un lato gli sceneggiatori americani e dall’altro gli Studios. A marzo, in vista della scadenza del contratto collettivo della categoria previsto appunto per il 2 maggio, le parti avevano iniziato a trattare sui nuovi termini contrattuali. Tanti i punti di disaccordo, tra cui: i salari, i diritti d’autore, il lavoro di scrittura antecedente alla produzione spesso non retribuito, le cosiddette ‘mini-room’ (la scelta di solo piccoli gruppi di creativi per scrivere in tempi rapidi una decina di episodi), garanzie di lavoro nulle a livello di occupazione settimanale nella televisione a episodi, creazione di una tariffa giornaliera nel varietà comico ed infine l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale.

Il sindacato, dopo aver ricevuto il 98% del voto degli iscritti ad attivare lo sciopero qualora gli Studios non fossero stati disposti a trattare realmente, ha negoziato nelle ultime sei settimane con: Netflix, Amazon, Apple, Disney, Discovery-Warner, NBC Universal, Paramount e Sony attraverso l’Alliance of Motion Picture and Television Producers (AMPTP). Nonostante le molte rimostranze degli sceneggiatori, le grandi produzioni americane hanno praticamente rigettato quasi ogni richiesta, rendendo di fatto reale lo sciopero.

Una situazione simile ha un precedente datato quindici anni fa. Era il 2007 quando sempre gli scrittori di cinema e televisione scioperarono per 100 giorni paralizzando l’industria cinematografica e televisiva degli Stati Uniti, con un costo sugli Studios di circa 2 miliardi di dollari. Oggi lo sciopero potrebbe avere ripercussioni ben maggiori per il settore, bloccando set, produzioni e programmi, con conseguenti ritardi abissali per le prossime uscite e ricadute anche su più di 800.000 lavoratori dello spettacolo americano.

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Scendendo nel dettaglio, la richiesta maggiore del WGA è soprattutto inerente all’aspetto economico, visto che l’evoluzione del mercato delle produzioni cinematografiche e televisive, anche al successo delle piattaforme streaming, ha cambiato radicalmente il settore ed il modo in cui lavorano gli sceneggiatori. La situazione precaria del lavoro di sceneggiatura e la retribuzione errata rendono inoltre difficile la vita quotidiana in città come Los Angeles e New York, dove risiedono le produzioni. Altre rimostranze degli sceneggiatori sono prettamente inerenti alle piattaforme streaming che, come accennato, hanno cambiato il settore; il punto è che gli Studios non hanno adeguato il cambiamento ai proprio lavoratori. Ad oggi una serie tv prevede solitamente tra gli 8 e 10 episodi, con conseguenti retribuzioni ridotte e ritmi serrati di lavoro. A ciò va aggiunto che vi è il vincolo di esclusiva, che impedisce agli sceneggiatori di accettare altri lavori nel frattempo. Oltre a questo, una grossa fetta retributiva della retribuzione era basata sui “residuals”, ovvero i compensi che derivavano dal diritto d’autore attraverso le repliche, noleggi o nuove acquisizioni. Questo concetto, tutt’ora in vigore, va in contrasto con la realtà. Attualmente la maggior parte delle produzioni rimangono per un tempo indefinito sulla stessa piattaforma o catalogo, annullando di fatto la possibilità di retribuzione attraverso le repliche o nuove acquisizioni.

Sarà da capire, ora, quanto effettivamente durerà questo sciopero ed in parallelo se gli Studios decideranno di avvicinarsi alle posizioni e richieste degli sceneggiatori americani.

Data:

2 Maggio 2023