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Usa, Senato approva nuove sanzioni alla Russia: limitati i poteri di Trump

cms_6832/senatousa_cupola_FTg.jpgIl Senato americano ha approvato, con una schiacciante maggioranza di 98 voti a favore e 2 contrari, il disegno di legge che impone nuove sanzioni verso Russia, Iran e Corea del Nord e che include anche limiti al potere del presidente Donald Trump, vietandogli di alleggerire o revocare le sanzioni russe senza l’approvazione del Congresso. Il pacchetto di misure, già approvate dalla Camera, passa sul tavolo del presidente di cui è necessaria la firma.

Le sanzioni verso la Corea del Nord hanno come obiettivo le sue armi nucleari e i programmi missilistici balistici, nonché lo sfruttamento del lavoro, mentre riguardo all’Iran mira a colpire le attività terroristiche, gli abusi dei diritti umani e i programmi balistici.

La reazione della Russia non si è fatta attendere: il ministero degli Esteri, citato dall’agenzia Tass, ha infatti annunciato il taglio del numero di diplomatici in servizio nelle ambasciate e nei consolati negli Stati Uniti, riducendolo a 455 persone. La Russia ha, oltre all’ambasciata a Washington, consolati a Washington, New York, San Francisco, Houston e Seattle. A questi uffici si aggiunge la rappresentanza permanente all’Onu di New York.

La Russia sospende inoltre anche l’uso, in concessione ai diplomatici americani in Russia, della residenza estiva di Serebryany Bor e di magazzini della via Dorozhnaya a Mosca, a partire dal primo agosto.

Il ministero degli Esteri russo chiede poi anche agli Stati Uniti di ridurre, entro il primo settembre, il personale diplomatico e i dipendenti in servizio presso le missioni in Russia a 455 persone.

“Gli Stati Uniti, con il pretesto del tutto inventato delle interferenze di Mosca nei suoi affari interni, attuano in modo insistente sgarbate azioni antirusse. Questo avviene contro i principi del diritto internazionale, in contraddizione con la carta delle Nazioni Unite e le norme dell’Organizzazione mondiale per il commercio e gli elementi fondamentali della comunicazione civile fra Paesi”, ha dichiarato il ministero degli Esteri annunciando le risposte di Mosca.

Missile verso La Mecca: abbattuto

cms_6832/La_Mecca_ftg_3.jpgLa difesa aerea della coalizione a guida saudita ha dichiarato di aver intercettato e abbattuto un missile lanciato dai ribelli in Yemen nella provincia di Taif, a circa 69 Km dalla Mecca. Lo si apprende da un comunicato dell’alleanza diffuso dall’agenzia di stampa saudita Spa. “Il missile – si legge nel comunicato – è stato lanciato dalle milizie houthi in direzione della Mecca in un disperato tentativo di interrompere l’hajj”, il tradizionale pellegrinaggio verso la città santa musulmana che inizia il prossimo mese.

Gli houthi hanno dichiarato di aver lanciato diversi missili balistici diretti verso la base aerea saudita di Taif. “I missili hanno colpito gli obiettivi causando gravi perdite alla base aerea”, ha riportato l’agenzia di stampa Saba controllata dai ribelli yemeniti, senza aggiungere ulteriori dettagli.

Dal 2014 è in corso in Yemen un conflitto tra il presidente Abd Rabu Mansour Hadi, sostenuto dai sauditi, e i ribelli houthi che godono dell’appoggio di Teheran. Il conflitto si è intensificato quando nel marzo del 2015 i miliziani sciiti houthi sono entrati nella città di Aden dopo violenti scontri con le forze leali al presidente Abd Rabbu Mansur Hadi. L’Arabia Saudita ha iniziato allora una campagna aerea in Yemen contro i ribelli sciiti. Il timore di Abu Dhabi è che lo Yemen degli houthi possa divenire un avamposto dell’Iran nella penisola araba.

Kim non si ferma, lancia nuovo missile intercontinentale

cms_6832/Kim_Jong_Un_afp.jpgNuovo lancio di un missile balistico intercontinentale dalla Corea del Nord.Il Pentagono lo ha confermato con un comunicato in cui il portavoce del ministero della Difesa Usa ha precisato che il missile, lanciato da Mupyong-ni, ha viaggiato per mille chilometri prima di cadere nel Mar di Giappone. “Il nostro impegno per la difesa dei nostri alleati, compresa la repubblica di Corea ed il Giappone, di fronte queste minacce rimane saldissimo – ha aggiunto il capitano Jeff Davis – noi rimaniamo preparati a difendere noi stessi ed i nostri alleati da ogni attacco o provocazione”. Il portavoce militare ha poi concluso che il lancio del missile intercontinentale non ha costituito una minaccia per gli Stati Uniti.

“Ho ricevuto il primo rapporto sul nuovo lancio missilistico della Corea del Nord e probabilmente il missile è caduto nella nostra zona esclusiva economica”. Così il premier giapponese Shinzo Abe ha confermato, alla televisione Nhk. Il capo gabinetto del suo governo, Yoshihide Suga, ha detto che il missile balistico è rimasto in volo per circa 45 minuti prima di cadere nelle acque immediatamente adiacenti a quelle territoriali giapponesi. Non risulta che nessun mezzo navale o aereo sia rimasto danneggiato, ha aggiunto.

Lanciato alle 23.41 ora locale dalla provincia di Jagang, nel nord del Paese, il missile ha raggiunto un’altitudine di 3mila chilometri.

L’ultimo missile intercontinentale, lanciato il 4 luglio scorso, aveva raggiunto un’altitudine inferiore di 200 chilometri ed era rimasto in volo sei minuti in meno. Il test è il 14esimo condotto da Pyongyang quest’anno, in violazione del divieto dell’Onu. Jeffrey Lewis, esperto di non proliferazione nucleare del Middlebury Institute of International Studies in California, ha detto, si legge sul sito della Bbc, che da questi dati iniziali sembrerebbe che il missile testato oggi abbia un gittata di 10mila chilometri, sufficiente quindi a raggiungere la costa occidentale americana ed oltre.

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28 Luglio 2017