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UTOPIA: UN VIAGGIO VERSO QUALCOSA DI POSSIBILE E REALIZZABILE

Innumerevoli parole di cui facciamo uso quotidianamente derivano dal greco e addirittura ce ne è una che, seppure introdotta da Thomas More nel 1516 nel suo famosissimo romanzo, in realtà era stata già pensata dai Greci, anche se questi non le diedero mai un nome.

E’ qualcosa che essi per primi sognarono: un concetto, un ideale, un meraviglioso sistema politico, sociale, religioso che noi oggi conosciamo come UTOPIA.

E l’utopia di cui parlavano i Greci (senza definirla mai così) è l’utopia di Scheria, l’isola dei Feaci descritta come un luogo meraviglioso in cui regnava Alcinoo re amatissimo dai suoi sudditi i quali, a loro volta, godevano di una vita beata e felice nella loro terra.

E proprio i Feaci, che pagheranno a caro prezzo l’aiuto dato ad Odisseo perché questi riuscisse a completare il suo viaggio verso Itaca, vedono il loro mondo libero, giocoso, armonico, contrapposto all’uomo faber incarnato dallo stesso Odisseo.

L’espressione “uomo faber” fu coniata da Appio Claudio Cieco e rivalutata tantissimo dagli umanisti del XIV secolo per indicare l’uomo che rappresenta non un sapere fine a se stesso, ma un sapere funzionale all’azione. L’uomo faber è un uomo attivo e allo stesso tempo spinto da un forte senso del dovere.

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E Odisseo è l’uomo che aspira a fare, a costruire con tutte le sue forze e per questo nessuno riuscì mai ad interrompere il suo viaggio verso Itaca.

cms_30461/2_1683909715.jpgIl viaggio di Odisseo appare come un progressivo avvicinamento alla meta, a quel qualcosa di possibile che ancora non c’è ma che si vorrebbe realizzare. Esattamente quell’utopia verso cui nei secoli uomini e popoli si sono mossi.

E allora, spostandoci nel corso del tempo, dai Greci e dalla meravigliosa Scheria si arriva a Thomas More, e da More, quindi dal XVI secolo, si passa al 1789 quando Ferdinando IV di Borbone creò vicino Caserta la Real Colonia di San Leucio, come prototipo di una comunità ideale fondata sull’uguaglianza.

Potrebbero essere fatti altri esempi e tutti si muoverebbero su una stessa direzione: mostrarci come questo processo di costruzione del possibile sia cominciato ai tempi di Omero per proseguire nei secoli grazie a uomini che hanno sempre cercato di fare, di costruire con tutte le loro energie.

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(*) Articolo selezionato dalla docente, prof. Laura Surace, del Liceo classico Leonardo Da Vinci di Terracina (LT), nell’ambito del progetto Heméras per la ’Giornata mondiale della lingua e della cultura ellenica’ sponsorizzato da InternationalWebPost

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Simone Ceci

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Data:

12 Maggio 2023