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Vaccini, il Veneto ci ripensa: sospesa moratoria

cms_7136/Vaccinazione.jpgIl Veneto sospende temporaneamente la moratoria sull’applicazione della legge vaccini e chiede che venga portato al Consiglio di Stato il quesito sollevato riguardo ai tempi di applicazione per le iscrizioni dei non vaccinati da 0 a 6 anni negli asili nido e scuole di infanzia. La notizia appare nella pagina pubblica di Facebook del presidente del governatore Luca Zaia, il quale spiega di aver ricevuto una lettera del direttore generale della Sanità regionale, Domenico Mantoan, che comunica la sospensione della moratoria pur ribadendo “l’interpretazione” data dal Veneto. La parola ora passa dunque al Consiglio di Stato.

Zaia rileva che Mantoan gli ha scritto una lettera nella quale “conferma la sua posizione” riguardo all’interpretazione della legge sul fronte della possibilità “di fare una moratoria fino al 2019 per i bambini dai 0 ai 6 anni già iscritti agli asili o scuole d’infanzia privi di vaccinazione, interpretazione non condivisa dal ministero”.

“Mi ha comunicato – rileva Zaia – di sospendere temporaneamente con decisione autonoma, come peraltro avvenuto nella formulazione del decreto; di confermare l’interpretazione autentica della legge e di chiedere che l’amministrazione regionale si possa attivare per un parere autorevole rispetto a questo contenzioso. Pertanto – sottolinea il governatore – alla comunicazione fatta da Mantoan sulla sospensione confermo che chiediamo che venga inoltrato il quesito direttamente al Consiglio di Stato, istituzione deputata a dare una interpretazione autentica per Regione e ministero del testo di legge”.

“Risultano imbarazzanti le polemiche alle quali abbiamo assistito – commenta poi Zaia -. Il Veneto ha sempre confermato la sua posizione a favore dei vaccini e a difesa del suo modello, unico in Italia, che si basa sulla non obbligatorietà e il dialogo con le famiglie”. Un modello “condiviso da altri 15 Paesi europei, tra i quali Germania, Spagna e Gran Bretagna. Inoltre ricordo – evidenzia il governatore – che proprio noi come Regione Veneto in tempi non sospetti, nel novembre 2016, abbiamo approvato un provvedimento per la scuola per i bimbi da 0 a 6 anni, che impone che in ogni classe ci sia almeno il 95% dei bambini vaccinati. Le polemiche alle quali abbiamo assistito sono alimentate da una scarsa conoscenza del tema”.

“Voglio inoltre ricordare – prosegue Zaia – che i bimbi da 0 a 6 anni già iscritti e privi di vaccinazione, in virtù delle direttive ministeriali a supporto della legge, per il tramite dell’istituto dell’autocertificazione potranno comunque essere ammessi agli asili nido e scuole d’infanzia. E’ la dimostrazione che tutte le dichiarazioni fatte da molte persone erano prive di una conoscenza delle norme”.

“Ricordo, sempre a quelli che ci hanno dato degli untori – conclude il presidente veneto – che i ragazzi dai 6 ai 16 anni interessati dalla scuola dell’obbligo in base a questa legge devono frequentare anche se privi di vaccinazione, perché a loro è garantito l’obbligo scolastico. Un’altra dimostrazione che molti prima di parlare dovrebbero stare zitti”.

LORENZIN – “Apprendiamo con soddisfazione la decisione del Veneto di allinearsi alla normativa nazionale” ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Pensioni, da 2019 possibile ritorno ad adeguamento inflazione

Spunta ’sconto’ per le mamme

cms_7136/poletti_ministro_lavoro.jpg“Abbiamo confermato l’impegno del governo a rivalutare le pensioni in essere dal 2019”. È il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ad assicurare, al termine dell’incontro con i sindacati, il ritorno a partire dal 2019 ai meccanismi previsti dal governo Prodi archiviando così del tutto il blocco delle indicizzazioni previste dal governo Monti e modificando i meccanismi attuali per fasce introdotti dal governo Letta.

Il metodo di calcolo per l’aggiornamento degli assegni seguirà in pratica il modello previsto per le fasce Irpef. E se tutte le pensioni fino a 1500 euro potranno contare su una rivalutazione al 100% anche per quelle più alte sarà assicurato un zoccolo di rivalutazione (fino a 1500 euro appunto) del 100%. L’accordo che il governo ha assicurato di voler rispettare infatti prevede il 100 per cento di rivalutazione per importi pensionistici fino a 3 volte il trattamento minimo Inps; il 90 per cento per importi compresi tra 3 e 5 volte il trattamento minimo e del 75 per cento per assegni pensionistici superiori a 5 volte. Ma ad essere ’alleggerito’ sarà solo la parte eccedente la fascia di reddito.

cms_7136/Inps_sportello_ftg_2.jpgSpunta ’sconto’ per le mamme

Le donne che intendono accedere all’Ape social potranno usufruire di uno sconto nei requisiti contributivi per anticipare ulteriormente il pensionamento di 6 mesi a figlio con un tetto massimo di 2 anni. È questa, a quanto si apprende, l’ultima ipotesi che il governo ha messo sul tavolo di confronto con i sindacati nell’incontro di oggi dedicato alle pensioni. La proposta di fatto oltre ad allargare un po’ le maglie del pensionamento anticipato bilancerebbe anche l’attuale disparità nelle domande di accesso all’Ape social: il governo stima un ampliamento della platea e un possibile aumento dall’attuale 29% delle domande delle donne ad un 40%.

Quanto alle risorse da implementare, però, il governo continua a tenere per ora le carte coperte anche se avrebbe garantito un aumento dei finanziamenti. I sindacati però non sono soddisfatti: resta infatti fuori dal perimetro il lavoro di cura e di assistenza familiare.

Spesometro, proroga anche per l’invio telematico

cms_7136/Fisco_fatture_fg.jpgLa proroga dal 16 al 28 settembre del termine per effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture emesse e ricevute relative al primo semestre 2017 vale anche per i soggetti che hanno aderito al regime opzionale per la trasmissione telematica dei dati delle fatture. A precisarlo in una nota è l’Agenzia delle Entrate.

Tale chiarimento è in linea con quanto previsto dal provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 27 marzo 2017 che ha uniformato, per il primo anno di applicazione, i termini per l’invio opzionale dei dati delle fatture con i termini per la ’Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute’.

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8 Settembre 2017