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Vaccini obbligatori da 12 a 10: ok dell’Iss

cms_6649/vaccini.jpg“L’inclusione nell’obbligo per l’accesso per l’accesso a scuola di 10 vaccini, ovvero i 6 vaccini contenuti nella formulazione esavalente (polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse ed emofilo tipo B) e tetravalente (morbillo, parotite, rosolia e varicella) è giustificata dal carattere di urgenza ed emergenza dettata dal declino delle coperture vaccinali e dalla situazione epidemiologica nazionale“. E’ quanto si legge nel parere inviato dall’Istituto superiore di sanità alla presidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, Emilia Grazia De Biasi, in merito all’emendamento proposto al decreto sui vaccini per ridurre da 12 a 10 quelli obbligatori.

“Per quanto riguarda i vaccini contro il meningococco di sierogruuppo b e C, nonché gli altri due vaccini raccomandati per l’età infantile nell’ambito del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019, ovvero quelli contro pneumococco e rotavirus – si legge ancora nel documento – si ritiene comunque necessario rafforzare con norma di legge la raccomandazione già contenuta all’interno del Pnpv per un’offerta attiva e gratuita dei 4 vaccini, data l’urgenza di raggiungere e mantenere elevate coperture vaccinali, anche per far fronte a possibili eventi epidemici (vedasi il focolaio regionale di malattia invasiva causato dal meningococco C)”.

Per l’Istituto superiore di sanità la formulazione dell’articolo 1 del decreto sui vaccini “emendata con la garanzia dell’assicurazione dell’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni contro meningococco B, meningococco C, pneumococco e rotavirus, appare pienamente rispondente ad affrontare le problematiche epidemiologiche del Paese, così come rappresentate dall’Istituto superiore di sanità negli ultimi 3 anni”.

Malattia, arriva l’autocertificazione al lavoro per i primi 3 giorni

cms_6649/medico_mano.jpgIl Ddl Romani che permette l’’autodichiarazione’ per i primi tre giorni di assenza dal lavoro per malattia incassa il sostegno della Federazione degli Ordini dei medici. Quella di “autogiustificare i primi tre giorni di assenza per malattia dal lavoro” è una proposta che la Fnomceo – su impulso del presidente dell’Ordine di Piacenza, Augusto Pagani – porta avanti “da quattro anni e che è stata, lo scorso dicembre, oggetto di un Ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio nazionale, che ha dato mandato alla presidente Chersevani e a tutto il Comitato centrale di sollecitare una revisione, in tal senso, della legge Brunetta”, ricostruisce la stessa Federazione.

“E gli appelli non sembrano essere rimasti inascoltati: è stato infatti assegnato alla Commissione Affari costituzionali del Senato il Ddl presentato da Maurizio Romani, vicepresidente della Commissione Igiene e sanità. Se sarà approvato – spiega la Fnomceo – in presenza di un disturbo che il lavoratore ritiene invalidante ma passeggero, sarà lui stesso, sotto la sua esclusiva responsabilità, a comunicarlo al medico, che si farà semplice tramite per la trasmissione telematica all’Inps e al datore di lavoro. Il Ddl incide poi, ridimensionandole, sulle pene ai medici, anche per porre rimedio ad alcune contraddizioni ed eccezioni di incostituzionalità rilevate nella legge Brunetta”.

La Fnomceo esprime, dunque, “vivo apprezzamento e sostiene il Ddl – sottolinea Maurizio Scassola, vicepresidente della Federazione -. Ci sono disturbi come il mal di testa o lievi gastroenteriti, la cui diagnosi non può che essere fatta sulla base di sintomi clinicamente non obiettivabili. Il medico, in questi casi, deve limitarsi, all’interno del rapporto di fiducia che lo lega al paziente, a prendere atto di quanto lamentato. Riteniamo che un’auto-attestazione potrebbe essere utile, prima ancora che a sollevare il medico, a responsabilizzare il paziente come del resto già avviene, con ottimi risultati, in molti Paesi anglosassoni. Auspichiamo dunque un iter rapido e l’approvazione entro fine legislatura”.

Scuola, in arrivo 52mila assunzioni e stop abusi per legge 104

cms_6649/maturita_studenti_fuori_da_scuola_fg.jpgQuest’anno le assunzioni dei nuovi docenti arriveranno entro il 14 agosto e saranno 52mila i posti per i nuovi docenti. Lo ha annunciato la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, illustrando le novità per l’avvio del nuovo anno scolastico.

Le 52mila assunzioni sono possibili, ha spiegato Fedeli, grazie all’intesa del 9 maggio con il Mef per l’attuazione della legge di bilancio. Nel numero sono inclusi i 15.100 posti di organico di fatto trasformati in organico di diritto. Prima della ’Buona scuola’, ha ricordato la ministra, le assunzioni erano in media 24mila l’anno.

Fedeli ha poi annunciato che “partirà questo pomeriggio una lettera formale al ministro della Salute, all’Inps e alle Regioni per la costituzione di un tavolo per effettuare controlli e monitoraggi sull’uso dei benefici della legge 104 del ’92“.

“Siamo sempre per garantire rigorosamente i diritti di legge – ha detto – ma combatteremo, altrettanto rigorosamente, contro ogni abuso”. L’obiettivo è “garantire i diritti di chi ha reali necessità” ed evitare ogni forma di abuso.”Perché – ha sottolineato – abusare di un diritto equivale a negare tale diritto”.

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5 Luglio 2017