Traduci

Vaccini, Senato approva decreto

cms_6772/vaccini_bimbo_FTG_3-3-872255931.jpgIl Senato ha approvato il decreto vaccini, che passa all’esame della Camera, con 171 sì, 63 no e 19 astenuti.

Le novità

Con il decreto vaccini approvato dal Senato “torna l’obbligatorietà dei vaccini, ma soprattutto diamo una risposta a un buco di immunizzazione di massa che abbiamo nel nostro Paese, mettiamo in sicurezza la collettività rispetto a malattie infettive molto gravi e di cui purtroppo si è sottostimato il rischio in questi anni”, ha detto Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, dopo l’ok di Palazzo Madama al provvedimento.

“L’Italia – ha aggiunto – ha così reintrodotto l’obbligatorietà vaccinale, con un lungo dibattito in Senato su un decreto su cui non è stata posta la fiducia e su cui abbiamo avuto un larghissimo voto di maggioranza e trasversale. Il messaggio chiaro agli italiani è che bisogna tornare a vaccinarsi per mettere in sicurezza la collettività e i nostri bambini. E’ anche una risposta a un’epidemia in atto, quella del morbillo, che in questo momento purtroppo conta 3.672 casi e tre decessi”.

“Verrà fatto – ha sottolineato Lorenzin – un grande sforzo con il mondo della scuola, gli operatori sanitari, i pediatri e i medici di medicina generale per informare le famiglie e i genitori, per colmare il gap di immunizzazione che ci ha costretto a fare questo decreto e a tornare all’obbligatorietà. Sono molto fiduciosa e lo dico alle famiglie: è un provvedimento a tutela dei bambini italiani, tutti, anche di quelli che non possono essere vaccinati”.

Lorenzin è intervenuta anche su Twitter sottolineando che la reintroduzione dell’obbligo dei “#vaccini è un fatto storico per l’Italia e sarà da esempio in Europa. Verità scientifiche vincono su post verità”.

Il voto finale della Camera è previsto per venerdì 28 luglio, alle 12. Lo ha deciso la Conferenza dei capigruppo della Camera, registrando un accordo di tutti i Gruppi in tal senso.

Alitalia, si scoprono le carte: ecco le compagnie in corsa

OBIETTIVO: EVITARE LO SPEZZATINO – L’obiettivo dell’aviolinea guidata dalla troika di commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari resta quella di evitare lo spezzatino, e vendere la compagnia per intero, come ha rimarcato anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio in audizione nelle commissioni riunite Trasporti e Attività produttive: “L’asset di Alitalia va mantenuto integro – ha detto il ministro – L’azienda ha potenzialità di sviluppo a patto che non venga assolutamente frazionata o spezzettata’’.

LE COMPAGNIE IN LIZZA – I pretendenti che potrebbero farsi avanti per i singoli asset, e quindi slot, flotta e rotte, dovrebbero essere tutte le compagnie rientrate nella data room, ossia Lufthansa, Etihad, Delta, British Airways, ma anche le regine delle low cost come EasyJet e Ryanair. Oltre che su Delta e Lufthansa, gli occhi sono puntati su Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, che ha posto le condizioni per l’acquisto di Alitalia: una ristrutturazione netta della compagnia. E non è escluso che l’apertura delle buste possa svelare i nomi dei fondi di private equity interpellati dall’advisor finanziario Rothschild, come Indigo Capital e Cerberus. A scendere in campo potrebbero essere anche altre compagnie aeree, come società di handling e fondi.

CHE SUCCEDE ORA? – Dopo la presentazione delle offerte non vincolanti si dovrebbe aprire l’eventuale gara con la valutazione delle migliori offerte. Poi, sulla base delle risposte che arriveranno dal mercato, sarà definito il nuovo piano industriale. Infine l’ultimo step della tabella di marcia riguarderà le offerte vincolanti entro ottobre. Nel caso in cui le offerte per Alitalia non fossero adeguate e non si faccia avanti un grande investitore disposto a evitare della soluzione spezzatino, Delrio ha precisato che ’’l’alternativa potrebbe essere quella di prolungare l’azione commissariale’’. La partita è appena iniziata.

730, tutte le spese scaricabili

cms_6772/730modelloFTG.jpgDalle spese sanitarie allo school bonus, passando per i contributi a colf e badanti e il bonus mobili. Sono alcune delle spese che si possono scaricare dal 730, i cui termini per la presentazione, modificazione e integrazione telematica presso l’Agenzia delle Entrate scadranno il 24 luglio prossimo. Stesso termine previsto per Caf e altri intermediari abilitati, purché entro il 7 luglio scorso abbiano trasmesso almeno l’80% delle dichiarazioni a loro carico.

Alcune delle spese che si possono scaricare nel 730 sono deducibili, ossia si deducono dalla base imponibile diminuendo di conseguenza il reddito che deve essere tassato. Altre invece sono detraibili, ossia si sottraggono direttamente dalle imposte o dalle tasse.

SPESE SANITARIE – Si tratta di tutte quelle spese mediche sostenute dal contribuente, che vanno da quelle per i medicinali a quelle per le visite mediche specialistiche. E’ possibile portarne in detrazione dall’Irpef il 19% per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro. Ciò significa che la detrazione spettante è pari al 19% della differenza tra il totale della somma spesa e la franchigia di 129,11. Un discorso valido anche per le spese mediche sostenute all’estero. Tra le spese sanitarie scaricabili rientrano: le prestazione rese da un medico generico – incluse quelle di medicina omeopatica), l’acquisto di medicinali, anche omeopatici, da banco o con ricetta medica (per essere detraibile o deducibile, è necessario che la spesa sia documentata da fattura o dal cosiddetto ’scontrino parlante’ con il codice fiscale dell’acquirente), le prestazioni specialistiche, analisi, indagini radioscopiche, ricerche e applicazioni, terapie, prestazioni chirurgiche, ricoveri per degenze o collegati a interventi chirurgici, trapianto di organi, cure termali.

ASSICURAZIONI A TUTELA DI PERSONE CON GRAVE DISABILITA’ -A decorrere dal periodo d’imposta 2016, per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, è elevato a euro 750 l’importo massimo dei premi per cui è possibile fruire della detrazione del 19 per cento.

SCHOOL BONUS – Per le erogazioni liberali di ammontare fino a 100mila euro effettuate nel corso del 2016 in favore degli istituti del sistema nazionale d’istruzione è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate che sarà ripartito in 3 quote annuali di pari importo.

SPESE ASILO NIDO – Per le spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette relative alla frequenza di asili nido spetta una detrazione dall’imposta lorda pari al 19 per cento delle predette spese. L’importo massimo della spesa ammessa in detrazione è pari a 632 euro per ciascun figlio che frequenta l’asilo nido ed è ripartita tra i genitori in base all’onere da ciascuno sostenuto.

SPESE PER LO SPORT DEI FIGLI FINO A 18 ANNI – Tra le spese ammesse nel modello 730 infatti compaiono anche le spese per attività sportive praticate dai ragazzi di età compresa tra cinque e diciotto anni. La detrazione spetta, nella misura del 19%, per l’iscrizione annuale e l’abbonamento ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. La detrazione è calcolata su un ammontare massimo di spesa pari a 210 euro per ogni soggetto fiscalmente a carico.

SPESE SCOLASTICHE – Tra le spese detraibili nel 730 rientrano anche le spese scolastiche non universitarie che quest’anno saranno detraibili con l’aliquota del 19 per cento su un importo massimo di 564 euro per l’anno 2016 per alunno o studente. Rientrano tra le spese detraibili quelle per la mensa scolastica, l’assistenza al pasto e il pre e post scuola, le spese per le gite scolastiche, per l’assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa, come ad esempio corsi di lingua o di teatro deliberati dagli organi d’istituto e svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza.

CONTRIBUTI COLF E BADANTI – Il contribuente può portare a deduzione dal proprio reddito, una quota di contributi Inps versati per la colf, badante, baby sitter ecc. per un importo massimo di 1.549,37 euro anche quando i suddetti contributi, siano stati versati per il familiare non fiscalmente a carico.

BONUS MOBILI – Per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici è possibile usufruire di una detrazione 50% su una spesa massima di 10mila euro e del 50% per le ristrutturazioni edilizie. Una detrazione del 50% spetta anche sulle ulteriori spese sostenute, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017, per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+

SPESE ARREDO MOBILI PER GIOVANI COPPIE – Alle giovani coppie, anche conviventi di fatto da almeno 3 anni, in cui uno dei due componenti non ha più di 35 anni e che nel 2015 o nel 2016 hanno acquistato un immobile da adibire a propria abitazione principale, è riconosciuta la detrazione del 50 per cento delle spese sostenute, entro il limite di 16.000 euro, per l’acquisto di mobili nuovi destinati all’arredo dell’abitazione principale.

DONAZIONI A FAVORE DI ONLUS E ISTITUTI RELIGIOSI – E’ possibile destinare l’otto per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche ad alcuni istituti religiosi. Sono scaricabili anche donazioni per le Onlus.

Autore:

Data:

20 Luglio 2017