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Vaccino, Guerra: “In commercio entro giugno 2021″(Altre News)

Vaccino coronavirus, Guerra: “In commercio entro giugno 2021”

“I tempi del vaccino? Ci sono almeno 80 candidati in fase di sviluppo in giro per il mondo. Ce ne sono 5 o 6 che hanno superato la prima fase di verifica. Se le cose vanno magnificamente bene, l’ottimismo è quello ci sorregge, entro il primo trimestre dell’anno prossimo dovremmo avere dei candidati molto seri che potrebbero entrare in commercializzazione alla fine del primo semestre”. Sono le parole di Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), a DiMartedì su La7.

Durante il prossimo autunno e inverno, “vacciniamoci contro l’influenza stagionale e contro lo pneumococco, due patologie che fanno rumore di fondo e che quindi ci impedirebbero di capire immediatamente se la patologia che verifichiamo è da coronavirus”.

“Al momento, non esiste un solo caso in giro per il mondo in cui la recidiva sia stata accertata con assoluta certezza. Le cosiddette reinfezioni sono errori diagnostici legati ad un test che prevede la possibilità di esito negativo quando si è positivi e viceversa”.

Spostamenti, sicurezza e controlli: la circolare del Viminale

Nuova circolare ai prefetti con le indicazioni del Viminale per la Fase 2 dell’emergenza coronavirus, relative al decreto legge del 16 maggio scorso. A firmarla, il capo di Gabinetto Matteo Piantedosi. Ecco, nel dettaglio, le misure.

SPOSTAMENTI TRA REGIONI – “A decorrere dal 3 giugno 2020, gli spostamenti tra regioni diverse potranno essere limitati solo con provvedimenti statali” adottati in relazione “a specifiche aree del territorio nazionale, secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio epidemiologico effettivamente presente in dette aree”, si legge nella circolare a firma del capo di Gabinetto.

CONTROLLI – In “ragione del prevedibile incremento dei flussi di traffico stradale, potrà essere valutata l’opportunità di un’intensificazione dei servizi in materia di sicurezza della circolazione in ambito urbano ed extraurbano”. In quest’ottica sarà quindi opportuno, si legge nella circolare, ’’in sede di Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, procedere all’aggiornamento dei piani coordinati di controllo del territorio, opportunamente modulati in relazione alle esigenze che dovessero emergere nei rispettivi ambiti di competenza”.

SANZIONI – “Per le ipotesi di violazione delle disposizioni del decreto, ovvero dei decreti e delle ordinanze emanati per darne attuazione, salvo che il fatto costituisca reato diverso da quello di cui all’art. 650 codice penale (Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità), esse sono punite con la sanzione amministrativa di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto-legge n. 19/2020”.

AZIENDE – “Per i casi in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa, è prevista la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni, nonché la possibilità per l’organo accertatore, ove necessario, per impedire la prosecuzione o la reiterazione della violazione, di disporre la chiusura provvisoria dell’attività o dell’esercizio per una durata non superiore a 5 giorni, eventualmente da scomputare dalla sanzione accessoria definitivamente irrogata”.

“Da una lettura combinata delle suddette disposizioni del decreto legge in parola è, pertanto, da intendersi – si legge nella circolare – che la sospensione correlata al ripristino delle condizioni di sicurezza non possa non trovare un limite temporale di durata massima di 5 giorni, trascorsi i quali senza che il suddetto ripristino sia avvenuto, potrà essere adottata una nuova chiusura dell’attività o dell’esercizio”.

CITTADINI – “Nel fare rinvio alle indicazioni già fornite con precedenti circolari in merito all’esercizio delle funzioni e delle prerogative riservate dalla legge al Prefetto quale autorità provinciale di pubblica sicurezza – si legge ancora -, si confida nella consueta collaborazione anche “nel contribuire a rafforzare nei cittadini una consapevolezza diffusa dell’importanza di proseguire nell’adozione di comportamenti responsabili ed appropriati”.

CRIMINALITA’ – Il “mutato contesto – recita la circolare – esige di dedicare una crescente attenzione alla possibile ricomparsa di forme di delittuosità comune e di criminalità diffusa, con la conseguente necessità di garantire adeguati livelli di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”.

Taranto, ai domiciliari il procuratore capo

In un’inchiesta della Procura di Potenza per reati contro la pubblica amministrazione, la Guardia di Finanza ha arrestato il procuratore capo di Taranto Carlo Maria Capristo, un ispettore della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Taranto e distaccato presso gli uffici della Procura e tre imprenditori operanti nella provincia di Bari. L’accusa è di tentata induzione indebita a dare o promettere utilità. Secondo l’accusa, in concorso, avrebbero operato per indurre un sostituto procuratore di Trani a procedere in sede penale, senza che ne ricorressero i presupposti, contro un’altra persona ma l’azione non è andata in porto per l’opposizione del magistrato.

I cinque arrestati sono stati posti agli arresti domiciliari dal nucleo di polizia economica-finanziaria di Potenza, dall’aliquota di pg delle fiamme gialle e dalla squadra mobile di Potenza. Il provvedimento cautelare è stato emesso dal gip del tribunale di Potenza. Le pressioni, secondo la ricostruzione, hanno riguardato una persona denunciata dai tre imprenditori per usura a loro danno. L’obiettivo dell’azione penale, secondo il procuratore di Potenza Francesco Curcio, era di ’’ottenere indebitamente i vantaggi economici e i benefici di legge conseguenti allo status di soggetti usurati’’.

L’ACCUSA – Per l’accusa tutti e cinque, compreso Capristo, procuratore capo di Taranto e già procuratore della Repubblica a Trani, ’’compivano atti idonei diretti in modo non equivoco ad indurre un giovane sostituto procuratore della Repubblica in servizio nella Procura di Trani a perseguire in sede penale, senza che ne ricorressero i presupposti di fatto e diritto, la persona’’ denunciata ’’infondatamente’’ per usura. E’ stato lo stesso giovane pm a denunciare i fatti. La vicenda inizialmente fu archiviata dalla Procura di Trani ma è stata avocata dalla Procura generale di Bari che ha trasmesso il fascicolo per competenza funzionale alla Procura di Potenza e questa un anno fa ha avviato le investigazioni, giunte oggi alle misure cautelari. Nell’esecuzione delle stesse sono state effettuate pure perquisizioni presso le abitazioni e i luoghi di lavoro degli indagati.

Nell’inchiesta della Procura di Potenza sono contestate pure le accuse di truffa ai danni dello Stato e falso ideologico nei confronti dello stesso procuratore e dell’ispettore di polizia che secondo l’accusa, anziché lavorare presso la Procura o per il suo ufficio, era presso il proprio domicilio o si occupava di adempiere a incombenze personali o sbrigava faccende d’interesse di Capristo. Ciò sarebbe avvenuto, secondo la Procura di Potenza, ’’con l’avallo del procuratore Capristo che controfirmava le sue presenze in servizio e gli straordinari mai prestati’’.

INDAGATO ANCHE EX PROCURATORE DI TRANI – Tra gli indagati dell’inchiesta c’è anche l’ex procuratore di Trani Antonino Maria Di Maio. Per lui le accuse sono abuso d’ufficio e favoreggiamento.

L’ORDINANZA – ’’Un contesto ambientale’’ con una ’’cerchia di fedelissimi’’ intorno al procuratore Carlo Maria Capristo, in alcune intercettazioni definito ’’maestro’’, emerge dall’ordinanza del gip di Potenza sull’inchiesta. Dalle intercettazioni fra gli altri arrestati e altre persone, così come riporta il provvedimento, emerge una ’’cerchia’’ dei ’’fedelissimi che ’’comandano a Trani’’ in cui sono inclusi gli indagati.

Silvia Romano, nel mirino 40 messaggi pericolosi

Sarebbero “una quarantina” i messaggi “pericolosi” contro Silvia Romano su cui gli inquirenti milanesi indagano nell’inchiesta per dare un nome agli hater della giovane cooperante rapita da un gruppo di terroristi islamici e liberata dopo 18 mesi di prigionia. I carabinieri del Ros di Milano hanno selezionato solo i messaggi social per i quali si può configurare il reato di minacce aggravate per cui procede il pm Alberto Nobili, messaggi in cui in particolare la 24enne viene accusata di essersi convertita all’Islam. La relazione è sul tavolo del magistrato che guida il pool dell’Antiterrorismo della procura milanese e che si occupa anche dei tre episodi avvenuti vicino all’abitazione di Silvia, a poche ore dal suo ritorno a Milano, che ha visto l’intervento dei poliziotti della Digos.

Carceri, “suicida a Padova poliziotto penitenziario”

Si è ucciso con l’arma di ordinanza un poliziotto penitenziario da molti anni in servizio nella casa di reclusione di Padova. A darne notizia è il Sindacato autonomo Polizia Penitenziaria.

“Siamo sconvolti – dichiara il segretario generale del Sappe Donato Capece – sembra non avere fine il mal di vivere che caratterizza gli appartenenti al corpo di Polizia Penitenziaria. L’uomo era benvoluto da tutti, sempre allegro e simpatico. Faceva servizio nella portineria del carcere. Nessuno mai ha percepito un suo disagio. E’ importante evitare strumentalizzazioni, ma è fondamentale e necessario comprendere e accertare quanto hanno eventualmente inciso l’attività lavorativa e le difficili condizioni lavorative nel tragico gesto”.

“Questo è il secondo suicidio nelle file della Polizia Penitenziaria dall’inizio dell’anno – ricorda Capece – Lo scorso anno sono stati 11 gli agenti che si sono tolti la vita: il ministero della Giustizia e il Dap non possono continuare a tergiversare su questa drammatica realtà. Servono soluzioni concrete per il contrasto del disagio lavorativo del personale di Polizia Penitenziaria. Come anche hanno evidenziato autorevoli esperti del settore, è necessario strutturare un’apposita direzione medica, composta da medici e da psicologi impegnati a tutelare e promuovere la salute di tutti i dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria”.

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20 Maggio 2020