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VAN GOGH: AUTORITRATTO CON CAPPELLO DI PAGLIA

Nel corso della sua vita, Van Gogh ha dipinto una quarantina di autoritratti, di cui oltre una ventina solo durante il biennio trascorso a Parigi. Autoritratto con cappello di paglia risale proprio a questo periodo.

Innanzitutto, non si può parlare di Autoritratto con cappello di paglia senza parlare de La pelatrice di patate, dipinta sul rovescio del quadro. All’epoca, infatti, Van Gogh era talmente povero da non potersi comprare tele nuove, e così spesso dipingeva su quella già usate. Tra le due opere la differenza di stile, soggetto, colore e tecnica è abissale, eppure sono state realizzate a soli due anni di distanza. Nel 1885, infatti, Vincent Van Gogh si trovava ancora a Nuenen, nei Paesi Bassi, e si dedicava a una pittura sociale, che aveva come soggetti contadini e operai, personaggi umili, ritratti mentre compiono azioni quotidiane con un realismo che deforma in senso espressionistico fisionomie e ambienti. Prevalevano i colori scuri e l’influenza di Rembrandt, della tradizione olandese e soprattutto di Millet.

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L’anno successivo, Van Gogh si trasferisce a Parigi. È il suo secondo soggiorno nella capitale francese; il primo era stato breve e tormentato. Stavolta, invece, Van Gogh resta a Parigi per due anni, dove conosce gli impressionisti, il puntinismo di Seurat e Signac, l’uso arbitrario del colore di Gauguin, e la sua pittura ne viene rivoluzionata. La tavolozza di Van Gogh si schiarisce, ai toni cupi del periodo olandese subentrano i colori vivaci, impressi sulla tela con tocchi distinti e carichi. Tutto ciò è chiaramente visibile nell’Autoritratto con cappello di paglia, dipinto infatti nell’estate del 1887, dopo una primavera passata a lavorare con Paul Signac ad Asnières, sulle rive della Senna. Le pennellate sono nettamente visibili, e hanno dimensioni e direzioni differenti, conferendo movimento e profondità al dipinto. I colori sono luminosi e giocano sulla complementarità: i gialli e gli arancioni di viso, cappello e sfondo esaltano e vengono esaltati dal blu-lavanda del vestito.

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In Autoritratto con cappello di paglia, Van Gogh dipinge sé stesso al centro, a mezzo busto e di tre quarti. Gli occhi, profondi, concentrati, sembrano interrogare quelli dell’osservatore. Il naso lungo e adunco è in linea con il resto della fisionomia spigolosa. Sopra una camicia bianca, il pittore indossa il suo camice da lavoro. Non ci sono elementi nello sfondo che delineino un’ambientazione, ma il cappello di paglia ci suggerisce un esterno. La predominanza del colore giallo, molto amato da Van Gogh, trasmette la relativa positività che il pittore stava vivendo. Il 1887, infatti, fu un anno abbastanza favorevole per lui, segnato da esperienze e incontri, stimoli artistici e sentimentali, da un rapporto più stretto col fratello Theo e dall’esposizione che lui stesso organizzò per riunire tutti i suoi amici artisti. L’ottimismo, tuttavia, non durò molto, e il malessere interiore di Van Gogh sarà infatti testimoniato dagli autoritratti degli ultimi mesi di vita, più tormentati e cupi.

(Fonte: https://notiziarte.com/)

Data:

20 Marzo 2024