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VECCHI

I vecchi. Non gli anziani o gli attempati e neppure i diversamente giovani. I vecchi, quelle persone nascoste negli angoli delle nostre vite, troppo distanti per essere un problema e troppo vicine da diventare un problema. Anche il cinema e la letteratura parlano di vecchi. “Il vecchio e il mare” e non “l’anziano e il mare”, oppure “Arsenico e vecchi merletti” e non desueti merletti. La setta degli Ismailiyyah aveva come capo il Vecchio della montagna, così come Marco Polo raccontò ne “Il milione”, vecchio, non canuto, vecchio. Eppure nel corso del tempo il termine vecchio è cambiato, non esistono più i vecchi saggi, non si dà più retta alle loro convinzioni, alle loro regole, alle loro opinioni. Ecco perché dovremmo usare questo termine, ”vecchio”, invece di assolvere le nostre coscienze con un più blando “anziano”.

cms_4718/foto_2.jpgUn vecchio è logoro, stanco, debole. È la curva declinante verso il basso di un bambino, suo riflesso nel tempo. Invece un anziano è ancora aitante nelle nostre menti. I centri anziani sono pieni di persone che hanno solamente smesso di lavorare, mentre i vecchi hanno smesso di vivere. Buoni per andare a trovarli durante le feste, e poi sempre più di rado, tanto ci sono altri vecchi come loro, si fanno compagnia, magari diamo pure fastidio. E tra la frenesia del vivere e l’ansia di esistere, ad un certo punto non ci rendiamo conto che i nostri genitori sono diventati vecchi ed hanno bisogno di assistenza, di compagnia, specialmente se hanno come interlocutori fissi la solitudine e vecchie foto. Ma ora c’è internet, nonno e nonna li salutiamo con la webcam, e poi certo, se rispondessero al cellulare non si sentirebbero soli. Vecchi, bambini rugosi e con la paura di sfogliare il calendario, con numeri di coetanei da cancellare ogni tanto. Che i vecchi poi non sono nemmeno belli a vedersi, con gli abiti larghi oppure antichi, ma per fortuna che si può usare la parola vintage, per non metterci di fronte al fatto che a loro non importa più della moda, di cosa sia trendy, ciò che è importante è racchiuso nelle parole che non riescono più a far sentire, perché nessuno li ascolta. I vecchi che qualcuno voleva far salire su autobus per portarli al mare, mentre un altro ricordava che ad una certa età si sta con le spalle al muro. In questa nazione di paesi morenti forse potremmo davvero creare borghi che i vecchi scalderebbero con vino e canzoni che furono.Buoni e cattivi perché il tempo che passa non modifica il carattere o le inclinazioni.Ma anche la cattiveria quando la pelle raggrinzisce e la bocca si ripiega su se stessa in cerca dei denti scomparsi, si fa un po’ tragedia e un po’ tenerezza.

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I vecchi, che ricordiamo nelle foto come erano quando hanno tagliato il nastro della vita, ma che andando indietro negli anni troveremmo simili a noi, con le storie d’amore, i segreti nascosti, i dolori vissuti. I vecchi, che siamo noi in attesa di sentirci soli.

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Data:

16 Ottobre 2016