Traduci

Vecchie e nuove generazioni unite in una passione comune: i social media

Altro che Millenials, i social sono abitati da adulti digitali. Uno dei ritornelli a cui ci hanno abituato esperti e ricercatori nel campo delle nuove tecnologie, è che quando si parla di piattaforme di condivisione bisogna necessariamente pensare agli adolescenti o comunque ai giovani. Questo parallelismo è stato ora messo in discussione da un’indagine da parte di Nielsen che fornisce nuovi dati sull’uso dei social da parte degli internauti adulti negli Stati Uniti. Si scopre così che i 35-49enni americani passano su queste piattaforme una media di 7 ore a settimana contro le 6 ore dei 18-34enni, la categoria dei cosiddetti Millennials. La notizia ha fatto subito drizzare le orecchie a moltissime aziende, interessate da un’informazione assai utile per le loro attività promozionali e di vendita. I social sono una parte ghiotta e interessante per la molte aziende 2.0 per connettersi direttamente e senza filtri con i consumatori, un utilissimo mezzo per conoscere, approfondire, indirizzare le scelte di acquisto e quel vasto mercato dei desideri inconsci presente in ognuno di noi.

cms_5622/foto_2.jpg

Il connubio social addicted e marketing oriented è ormai un dato di fatto per chi frequenta abitualmente i social media. Lo studio Nielsen, ovvero il grande fratello di tutti i consumatori oltreoceano in quanto come recita il suo slogan Nielsen: What People Watch, Listen To and Buy, sottolinea come siano le donne più della controparte maschile a manifestare inclinazioni a spendere una percentuale maggiore del loro tempo online sui social. Su Facebook le over 30 ci vanno muniti del loro fedele smartphone, e fin qui nulla di strano se non che le signore smanettano freneticamente mentre guardano la serata televisiva, ovvero sono in piena attività di multitasking elettronico. Un occhio sullo smartphone e uno verso la tv, quando questa, finalmente, riesce ad attirare la loro preziosa e, si spera, remunerativa attenzione.

cms_5622/foto_3.jpg

La guerra è ormai tra questi due colossi dell’intrattenimento: da un parte il mare magnum della rete, dall’altro il totem televisivo. Strategie comunicative, campagne promozionali, contenuti attraenti, sono questi i luoghi dove cercare di vincere la sfida dell’attenzione di un’utenza sempre impegnata su più fronti e dalla soglia di attenzione bassissima. I social network sono sempre più influenti nella nostra vita e non deve stupire la loro presenza nelle serate televisive quando affondiamo nei nostri divani e nelle nostre poltrone. Del resto un elevatissimo numero di persone spende un gran numero di ore di navigazione sui social media.

cms_5622/foto_4.jpgFacebook è il social preferito da 119 Paesi su 149, anche se nell’ultimo anno ha dovuto cedere in 9 territori, fermato da piattaforme come Odnoklassniki, Vkontakte e Linkedin. Instagram viene preferito in alcuni paesi africani come Botwana, Mozambico, Namibia, ma anche in Iran e Indonesia. I su citati VKontakte e Odnoklassniki sono utilizzati soprattutto in alcuni paesi dell’ex unione sovietica. Twitter sembra godere di buone referenze in Giappone, mentre in Cina una larga diffusione è registrata da QZone. Infine Reddit è il secondo social più utilizzato in paesi come Australia, Canada, Danimarca, Norvegia e Nuova Zelanda. Il dato comune per tutti è che nessuno degli abitanti di questi Paesi si stacca dal suo smartphone, e anche il momento televisivo se troppo lento nei suoi palinsesti, può benissimo essere soppiantato da una sbirciatina su uno schermo più piccolo purché ci tenga sempre desta l’attenzione.

Data:

25 Febbraio 2017