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Veneto, marocchino disoccupato restituisce un portafogli con 900 euro

La bellissima storia di onestà e senso civico che vede coinvolto Omar Chamkou, disoccupato di origini marocchine di 59 anni, non è una storia isolata nell’Italia dei migranti e stranieri “sporchi, brutti e cattivi” che la vulgata populista raccoglie in certa parte politica. Di fronte a queste storie straordinarie non dobbiamo e non possiamo cadere nel buonismo di chi esalta l’immigrazione come una risorsa: i problemi delle periferie delle nostre Città sono in parte determinati da un immigrazione senza controlli. Né si può fare l’errore opposto – ugualmente grave – di cadere nel cattivismo di chi fa la voce grossa, crea e alimenta lo scontro sociale tra poveri e urla in spregio al senso di umanità e solidarietà che deve accompagnare la persona a sentire il respiro del mondo su di sé; un respiro che chiede aiuti concreti e conforto per una vita che va difesa per tutti a prescindere, a tutti i costi.

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L’uomo stava passeggiando sulle rive del Brenta quando si imbatté nel “piccolo tesoro”: un borsello con all’interno 900 euro in banconote. Considerando la situazione di indigenza economica in cui vive (è disoccupato, n.d.r.), avrebbe potuto prendere i soldi e usarli per sé e per le sue necessità. Ma la storia ha preso una piega differente. L’indomani – senza nessuna esitazione – il marocchino consegna tutto al sindaco della sua città, Cartigliano del Vicentino. Poi il primo cittadino, Guido Grego, si mobilita per trovare il legittimo proprietario, un imprenditore della zona, che aveva dimenticato il portafogli sul cruscotto dell’auto dopo aver fatto benzina. L’imprenditore, Bernardo Franco, è il titolare della Conceria Finco di Bassano, una azienda in attivo con 120 dipendenti. E’ rimasto così colpito dal bel gesto del marocchino Omar da concedergli un colloquio di lavoro e decidere, infine, di assumerlo nella sua azienda.

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“È una persona onesta e ci sembra giusto dargli un lavoro” dice l’imprenditore commosso ed entusiasta. Omar è da 30 anni in Italia, ha 3 figli minorenni, aveva perso il lavoro in seguito al fallimento che ha investito l’azienda dove lavorava. Una bella favola di quotidiano senso civico, che con un gesto così eticamente alto e prezioso diventa in un solo giorno da disoccupato ad impiegato, lanciando un messaggio diverso e in controtendenza rispetto al luogo comune – sempre più stereotipato dai media – che tratta e vede lo straniero portatore di malaffare, furti, e tutto il male possibile. É vero, il gesto isolato non cancella i dati impietosi delle statistiche che vedono gli stranieri ai primi posti nelle graduatorie di furti, stupri, spaccio e tanti altri reati, ma non bisogna fare di tutta un’erba un fascio. Bisogna distinguere, valutare caso per caso e considerare la persona a prescindere dal colore della pelle. Essere di colore nero non vuol dire per forza di cose essere meno o più criminale di uno di colore bianco. Il messaggio lanciato dal bel gesto di Omar racconta proprio questo. L’onestà appartiene alla persona, sia essa bianca, nera, gialla o rossa, poco importa!

Data:

20 Gennaio 2019