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Venezia, Conte: “Da governo misure immediate, no slogan”

Venezia, Conte: “Da governo misure immediate, no slogan”

“Misure concrete e immediate, non polemiche o slogan, per porre rimedio in tempi rapidi ai danni subiti dalla popolazione. Avevamo detto che queste comunità potevano contare sul sostegno del governo, lo stiamo dimostrando con i fatti”. Lo scrive in un post su Facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, elencando gli interventi posti in essere di fronte all’ondata di maltempo che ha colpito Venezia e Alessandria. “Azioni concrete per Venezia e i veneziani: con ordinanza della Protezione civile -ricorda il premier- oggi abbiamo disposto la sospensione dei mutui per un anno e dato corso allo stanziamento di 20 milioni di euro per il primo ristoro dei danni, con un rimborso di 5mila euro ai privati e di 20mila alle attività produttive. Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro è stato nominato commissario delegato per la gestione dell’emergenza”. “Abbiamo provveduto anche per Alessandria, duramente colpita nei giorni scorsi da un’ondata di maltempo, con la nomina a commissario delegato per la gestione dell’emergenza del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e stanziamento anche qui dei fondi per i primi interventi”.

Governo, Di Maio: “O otteniamo i risultati o non ha senso”

“In questo governo, anche nel Movimento, mi accusano che alzo troppo la voce quando non ci fanno ottenere qualcosa. Ma noi facciamo tesoro del governo precedente: o otteniamo i risultati, nell’interesse di chi ci ha votato, oppure non ha senso”. Lo ha detto Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle, parlando agli attivisti nel teatro ’I De Filippo’ di Portici (Napoli).

Non è mancato un riferimento al leader di Italia Viva: “Renzi ha detto che vorrebbe togliere il carcere ai grandi evasori. Sarà una provocazione, sa che se ci arrabbiamo lui ha più da perdere a uscire dal Parlamento”.

Poi il M5S. “Ha bisogno di ripensarsi, abbiamo bisogno di un momento in cui ci vediamo e riprogrammiamo i prossimi dieci anni. Dobbiamo individuare un momento per gli Stati generali del Movimento” ha sottolineato. Ed ha aggiunto: “Esiste un solo capo politico, ma pensate che io sia contento? E’ come se un’azienda avesse solo un amministratore delegato e volesse produrre un prodotto per 10 milioni di persone”.

Di Maio ha ammesso il momento di difficoltà che sta attraversando il M5S (“ha bisogno di un grande momento di riflessione e lo faremo anche grazie al lavoro del primo organo politico eletto nel Movimento nella sua storia, cioè il Team del Futuro che sarà pronto entro metà dicembre”) e ha dettato i tempi della nuova organizzazione che dovrà supportare l’attività del capo politico. Una sorta di segreteria composta da 12 persone – una per area tematica – a cui sarà dato il nome di “facilitatori”.

E su Rousseau spuntano le prime, possibili candidature. Diversi eletti 5 Stelle hanno infatti compilato il proprio ’Profilo Attivista’ sulla piattaforma grillina, step propedeutico alla candidatura nel Team del Futuro o che semplicemente serve a rendere reperibili le proprie competenze per i facilitatori che dovranno creare una squadra. Ad esempio, per l’area Difesa è in pista l’ex ministra Elisabetta Trenta: “Sì – dice all’Adnkronos l’ex titolare del dicastero ora guidato dal dem Lorenzo Guerini – confermo la mia candidatura”.

Per lo stesso ambito hanno completato il loro ’Profilo Attivista’ l’ex capogruppo alla Camera (e ora questore) Francesco D’Uva, Emanuela Corda e Gianluca Aresta, quest’ultimo vicino al presidente della IV Commissione Gianluca Rizzo. Si sono fatti avanti per il settore Trasporti i senatori Andrea Cioffi (ex sottosegretario) e Agostino Santillo. E ancora, Ambiente: il deputato regionale siciliano Giampiero Trizzino e il senatore Gianmarco Corbetta. Agricoltura: Luciano Cadeddu. Giustizia: Valentina D’Orso. Lavoro: Claudio Cominardi e Maria Pallini.

Per l’area Cultura c’è la deputata Alessandra Melicchio, ’sponsorizzata’ dall’ortodosso Luigi Gallo; per l’Innovazione si fanno i nomi di Michele Sodano e Luca Carabetta; per gli Esteri quello della deputata campana Iolanda Di Stasio. I deputati Giovanni Currò e Michele Gubitosa sono tra i candidati a entrare nel team Imprese. Maria Laura Paxia non ha ancora deciso se proporsi per l’area Innovazione o per il settore Imprese, fatto sta che lo scorso 31 ottobre nel database del Mise è comparso un marchio, ’Noi siamo Italia’, intestato alla parlamentare catanese e iscritto alla categoria 45 della classificazione di Nizza, quella relativa ai “servizi politici”.

Interpellata dall’Adnkronos, Paxia spiega che si tratta di un “progetto di formazione fatto di eventi ed incontri in giro per il territorio” legato proprio a una sua possibile candidatura nel Team del Futuro. Per partecipare alla selezione, infatti, ogni candidato facilitatore dovrà presentare un progetto “che descriva nel dettaglio le modalità attraverso cui intende strutturare l’organizzazione” del M5S rispetto al proprio ambito tematico. Ogni progetto dovrà essere supportato da 5 esperti della materia e da almeno tre eletti del Movimento.

Il termine per la presentazione dei progetti, si legge sul Blog delle Stelle, “è stato prorogato dal 22 novembre al 1 dicembre 2019 per agevolare il recupero dei certificati richiesti”. Stando a un post della scorsa settimana, alla data del 6 novembre erano “5.900 gli iscritti (tra cui professionisti, esperti, tecnici, ecc.) che hanno deciso di condividere le proprie competenze nei 12 ambiti tematici”.

L’ideatore di ’Sardine’ a Salvini: “Più forti di te”

(Mara Montanari) – Eh, no. Non è mica finita con i 15mila di piazza Maggiore. Quello è stato solo l’inizio. Il prossimo appuntamento è lunedì a Modena, tappa della campagna di Matteo Salvini. “La questura ha già chiesto di spostare la manifestazione a piazza Matteotti”, la piazza grande della città. Volevano dare una ’sveglia’, una scossa a una certa rassegnazione di fronte alla ’calata’ leghista, i ragazzi che giovedì hanno organizzato ’Sardine’ a Bologna. Pare ci siano riusciti.

Non solo una piazza stracolma come non ricordavano da tempo a Bologna. Ma ora nuove iniziative in giro per l’Emilia. “Molto politiche e poco partitiche”, spiega all’Adnkronos Mattia Santori, 32 anni, uno dei 4 che ha messo in piedi l’iniziativa di cui tutta la politica italiana parla da due giorni. Racconta Mattia, con la sua ’zeta’ emiliana, come gli sia cambiata la vita nelle ultime 48 ore. E di come forse – questa è la scommessa- cambieranno anche le ambizioni di Matteo Salvini sull’Emilia Romagna.

Loro, le ’Sardine’, non si schierano in modo esplicito con Stefano Bonaccini. Ma è chiaro per chi non si schierano. E daranno una mano, tenendosi distinti dai partiti. “No, non pensiamo a candidature per le regionali. Il nostro -dice Mattia- è un messaggio di sostegno alla politica ed è rivolto ai cittadini. E’ un dito puntato contro noi stessi. Basta criticare e non fare nulla. Siamo degli anti-criticoni”. Intanto, comunque, hanno deciso di depositare il dominio di ’Sardine’ ma, precisa Mattia, “questo non vuol dire che nasce un movimento”.

Avete sorpreso tutta la politica italiana con quella piazza stracolma… “Io lo dicevo ai giornalisti di Bologna: guardate che la bomba sarà in piazza Maggiore e non al Paladozza di Salvini. E’ andata così ed è andata oltre ogni nostra aspettativa. E da due giorni i nostri telefoni non fanno che squillare. Pensavamo che ci saremmo riposati dopo tutta la fatica di organizzare la manifestazione. E invece…”.

C’è chi accosta le ’Sardine’ ai Girotondi di anni fa. ’Con questi politici non vinceremo mai’, disse allora Nanni Moretti. Ma il vostro approccio è diverso, o no? “Giovedì a piazza Maggiore parlavo con il megafono e ogni cosa che dicevo, subito ovazione. Poi, a un certo punto, ho detto: ’Stiamo vicini ai nostri politici, perché loro si fanno il mazzo tutto l’anno e non venti minuti come noi qui’. Nessuno se l’aspettava. La gente è rimasta di stucco. Allora quasi mi sono giustificato, ho detto che ’questa è la nostra posizione’. Poi dopo quel momento un po’ così, tutta la piazza ha applaudito”.

Il Pd sta svolgendo, proprio in queste ore, una tre giorni a Bologna e tanti si interrogano sulla vostra piazza… “Non credo che il Pd debba fare chissà quali esami di coscienza. La nostra non è stata un’accusa a nessuno, ma anzi il tentativo di arginare questa onda leghista che sembrava inarrestabile. E invece lo è. Perché l’Emilia non è l’Umbria”.

Siete riusciti a ’oscurare’ il Paladozza di Salvini solo con un tam tam social e senza spendere un euro. Avete battuto la ’Bestia’, come avete fatto? “Perché ormai le persone che vanno sui social sanno distinguere il vero dal falso. Tutti ci accorgiamo dei soldi spesi da Salvini per la Bestia, è talmente palese che è tutto un teatrino costruito ad hoc e quella piazza giovedì a Bologna ha fatto male…”.

E vi preparate a ’fare male’ ancora. Salvini si deve aspettare un bis di Bologna lunedì a Modena? “Ho sentito stamattina i ragazzi che stanno organizzando. Non sanno in che guaio ci siamo cacciati… l’iniziativa sta registrando numeri record su Facebook. La questura ha capito che sta succedendo e hanno chiesto di spostare la manifestazione a piazza Matteotti, una piazza molto grande. A Modena ci sarà il vantaggio della visibilità che noi non avevamo ma ci sono anche tanti sciacalli, ora. Gente che ci vuole screditare perché è roba potente”.

Qualche leader nazionale vi ha contattati per farvi i complimenti? “No, no, nessuno. Abbiamo solo sentito politici di Bologna e altri che già conoscevamo. Insomma, noi siamo di qui. Ed è questa la differenza con Salvini. Lui ha portato i pullman dalla Lombardia, dal Veneto, dal Trentino. Noi abbiamo un radicamento territoriale pazzesco. Per questo siamo più forti di Salvini”.

Zingaretti: “Sardine? Mai dubbi su forza civismo”

Un grazie “da italiano” alle ’sardine’ che hanno riempito piazza Maggiore a Bologna per contrapporsi alla convention della Lega al PalaDozza. Lo ha mandato Nicola Zingaretti, a margine di ’Tutta un’altra storia’. “Ho un grande rispetto per questa grande forza civica. Io non ho mai avuto dubbi. Da mesi dico che voglio un Partito democratico che si rinnova, si apre, che rispetta la ricchezza che in Italia c’è -ha spiegato il segretario del Pd-. A volte mi guardavano tutti con scetticismo ma in realtà questo è un Paese molto più bello rispetto a quello che si racconta. Queste sono energie vitali che devono rimanere vitali”.

Tajani: “Noi siamo alternativi a Renzi”

“Ma per carità. Noi siamo alternativi a Renzi. Una odierna intervista di Berlusconi al ’Foglio’ chiarisce come Forza Italia sia determinante per la vittoria del centrodestra”. Lo ha detto il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani. A Viagrande, nel catanese, per la manifestazione ’Etna19’ del partito degli azzurri, ha così risposto alla domande dei giornalisti se la contemporanea presenza a Catania, nel pomeriggio, anche di Matteo Renzi e della sua ’Italia Viva’ potesse celare ipotetiche ’vicinanze’ fra le due realtà politiche.

“Noi stiamo dalla parte delle piccole e medie imprese – ha aggiunto – dei commercianti e degli agricoltori, dei liberi professionisti perché sono coloro che possono creare posti di lavoro. In Sicilia come in tutta Italia”.

“Con taglio parlamentari solo Lega e Fdi non perdono seggi”

Lega e Fratelli d’Italia, allo stato attuale, sarebbero gli unici partiti a non perdere deputati nel caso in cui si andasse a elezioni con la riforma del taglio dei parlamentari in vigore. Lo rivela una simulazione pubblicata dal ’Sole 24 Ore’ che si basa sulla rielaborazione dei dati elettorali delle Europee 2019 e delle stime Swg delle intenzioni di voto all’11 novembre. Secondo lo studio, il centrodestra porterebbe a casa 267 deputati rispetto agli attuali 264, nell’ipotesi che Pd e M5S corrano separati. Se invece dem e grillini si presentassero uniti, il centrodestra avrebbe 223 deputati.

“Ovviamente – riporta il quotidiano economico – cambierebbe del tutto la geografia interna al centrodestra”: nel proporzionale la Lega avrebbe 93 deputati, Fdi 25, Fi 17 mentre Cambiamo! di Toti nessun seggio. “A questi si aggiungerebbero i seggi dell’uninominale, variabili da 132 a 88 a seconda – rispettivamente – se M5S si presentasse separato dal centrosinistra o unito”. Probabilmente, spiega il ’Sole 24 Ore’, “con l’aggiunta dei seggi uninominali la Lega (e in percentuale minore Fdi) potrebbe persino aumentare l’attuale numero di seggi superando i 124 deputati odierni (35 quelli di Fdi)”. Crollo verticale invece per i 5 Stelle. Il Movimento guidato da Luigi Di Maio perderebbe infatti il 79% degli attuali seggi, passando da 216 a 46 deputati.

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17 Novembre 2019