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Venezuela, Europarlamento riconosce Guaidò

Venezuela, Europarlamento riconosce Guaidò

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Il Parlamento europeo ha riconosciuto, con una risoluzione non legislativa, Juan Guaidò come legittimo presidente ad interim del Venezuela, invitando i governi e le istituzioni Ue a fare lo stesso, chiedendo la convocazione di elezioni “libere e trasparenti”. La risoluzione è stata approvata come anticipato stamani dal Ppe: è passata con 439 voti a favore, 104 contrari e 88 astensioni.

“Abbiamo fatto un grande passo nella nostra lotta per la democrazia”, ha scritto Gauidò su Twitter ringraziando il Parlamento europeo “di riconoscere tutto lo sforzo che stiamo facendo con i venezuelani per ristabilire l’ordine costituzionale nel nostro Paese #EuropaConVenezuela”.

Gli eurodeputati del Movimento Cinque Stelle e della Lega si sono astenuti. ’’L’Italia non riconosce Guaidò perché siamo totalmente contrari al fatto che un Paese o un insieme di Paesi terzi possano determinare le politiche interne di un altro Paese. Si chiama principio di non ingerenza ed è riconosciuto dalle Nazioni unite’’, ha affermato il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano (M5S) in un’intervista in onda stasera alle 18.30 nel Tg2000, il telegiornale di Tv2000. ’’Oggi il più grande interesse che abbiamo -ha aggiunto Di Stefano- è quello di evitare una nuova guerra in Venezuela. Stesso errore che è stato fatto in Libia oggi riconosciuto da tutti. Dobbiamo evitare che succeda lo stesso in Venezuela’’.

Ad astenersi sono stati anche alcuni Pd. Tanto basta per far scoppiare il caso tra i dem. Gli astenuti, secondo quanto riferiscono fonti di area renziana, sarebbero eurodeputati schierati con Nicola Zingaretti. “5 dei 6 eurodeputati dem che si sono astenuti sono zingarettiani. Si tratta di Brando Benifei, Goffredo Bettini, Renata Briano, Andrea Cozzolino e Cecile Kyenge”, sostengono le stesse fonti. Scrive su Twitter Lorenzo Guerini: “Sul Venezuela non si possono avere dubbi da che parte stare. Bene il voto dell’europarlamento su riconoscimento Guaidó. M5s e Lega come sempre pericolosamente ambigui. Sbaglia chi, anche tra noi, usa tatticismi. Il Pd non si astiene sulla democrazia e sulla sua difesa”.

Nel frattempo Juan Guaidò ha fatto sapere di aver avuto “incontri clandestini con membri delle forze armate e delle forze di sicurezza”. In un intervento sul ’New York Times’, il leader dell’opposizione venezuelana afferma che “la fine del sostegno dei militari a Maduro è fondamentale per consentire un cambiamento di governo; e la maggioranza di coloro che sono in servizio concordano che le recenti difficoltà del Paese sono insostenibili”. Nell’articolo, Guaidò rivela anche che l’opposizione ha offerto un’amnistia ai militari, a patto che non si siano “resi colpevoli di crimini contro l’umanità”.

Guaidò: “Forze speciali a casa mia, dove c’è mia figlia”

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Juan Guaidó denuncia un’irruzione delle forze speciali venezuelane nella sua casa di Caracas e avverte che riterrà responsabile il regime di Nicolas Maduro del benessere della figlia, la piccola Miranda, nata nel 2017. “In questo momento il Faes si trova presso il mio domicilio, nella mia casa di famiglia. Ritengo responsabile il cittadino Nicolas Maduro dell’integrità di mia figlia, che lì si trova”, ha twittato Guaidò, il leader dell’Assemblea Nazionale che ha giurato come presidente ad interim. Secondo quanto riferisce il quotidiano El Nacional, gli agenti delle Forze d’intervento speciale della polizia sono arrivate nella casa di Guaidò, mentre quest’ultimo partecipava ad un evento all’Università centrale del Venezuela assieme alla moglie Fabiana Rosales. I vicini si sono riuniti davanti alla casa battendo sulle pentole in segno di protesta per l’arrivo della polizia.

Guaidò si è poi mostrato davanti alla porta di casa con la figlioletta in braccio e la moglie Fabiana accanto. “Volevano spaventarmi, ma non si spezza una famiglia venezuelana”, ha detto il leader dell’opposizione. In una conferenza stampa improvvisata davanti casa, riferisce El Nacional, Guaidò ha raccontato che i poliziotti del Fas erano venuti a chiedere informazioni sulla moglie e la sua famiglia.

Venezuela, liberata attivista italiana

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E’ stata liberata l’attivista italo venezuelana Laura Gallo, che era stata arrestata lo scorso 23 gennaio durante le manifestazioni di protesta in Venezuela. Lo hanno confermato all’Adnkronos fonti della Farnesina. Ad annunciare la liberazione di Laura Gallo è anche un tweet del figlio, l’avvocato e attivista Gabriel Gallo. “Già in libertà condizionata 19 giovani arrestati il 23 gennaio, così come Laura Gallo. E’ un primo passo, non ci fermeremo fino a quando non ci sarà libertà piena per tutti”, scrive Gallo ringraziando la comunità internazionale per il sostegno ricevuto.

Titoli di Stato, Ue indaga su cartello banche

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La Commissione Europea indaga su un cartello formato da otto banche, non meglio specificate, che avrebbero avuto comportamenti collusivi, in periodi compresi tra il 2007 e il 2012 (cioè nel pieno della crisi finanziaria e della successiva crisi del debito), “per distorcere la concorrenza nell’acquisto e nello scambio di titoli di Stato europei“.

La Commissione ha mandato una comunicazione degli addebiti agli otto istituti bancari, i cui nomi non può pubblicare. I trader che lavoravano per le banche, secondo l’esecutivo Ue, si sarebbero scambiati informazioni sensibili e avrebbero concordato le rispettive strategie di trading. I contatti avrebbero avuto luogo principalmente, ma non in via esclusiva, attraverso chat on line. L’indagine riguarda i trader e non implica che la presunta condotta anticoncorrenziale fosse una prassi generalizzata nel settore dei titoli di Stato.

La comunicazione degli addebiti è un passo formale nell’iter di un’indagine Ue sulle violazioni delle norme sulla concorrenza, con il quale la Commissione informa per iscritto le parti delle contestazioni mosse nei loro confronti; le parti a questo punto possono consultare i documenti relativi all’indagine, rispondere per iscritto e richiedere un’audizione per presentare le proprie osservazioni. Se la Commissione ritiene che ci siano sufficienti prove che una violazione si sia verificata, può adottare una decisione, con multe che possono arrivare fino al 10% del giro d’affari annuale mondiale della società in questione. Non ci sono scadenze precise per la conclusione di un’indagine antitrust.

Usa al gelo, -50 gradi

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Il ’polar vortex’, il vortice di aria polare che sta facendo registrare temperature negative da record, continua a paralizzare il Midwest degli Stati Uniti facendo registrare almeno nove morti. Sono 90 milioni gli americani che stanno fronteggiando temperature polari, da -17 gradi in giù, anche a meno 30 che, con il fattore del vento, hanno toccato picchi di -50, ed in generale sono 250 milioni che stanno fronteggiando un’ondata di freddo eccezionale anche in stati più meridionali.

Tra le vittime, un uomo che è morto congelato nel suo garage a Milwaukee, uno studente dell’università dell’Iowa trovato morto ieri mattina presto dietro un edificio del campus. Le scuole rimangono chiuse a Chicago, la città del vento che è stata soprannominata Chiberia, dove ieri è stata registrata la minima di -30, molto vicina al record negativo del gennaio del 1985.

Almeno 4500 i voli cancellati a causa dell’ondata di gelo, mentre il servizio postale americano è stato costretto ad interrompere la distribuzione della posta in alcune zone. Temperature ancora inferiori a quelle di Chicago sono state registrate in North Dakota, -37, ma la località più fredda ieri è stata Norris Camp, in Minnesota, con -44 gradi, temperatura scesa a -53 con le raffiche del vento.

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1 Febbraio 2019