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VENEZUELA: MIGLIORA L’INFLAZIONE

L’inflazione che ha trascinato nel buio il Venezuela nel 2017 sta migliorando ed il Paese di Nicolas Maduro può tornare a sperare. Come rovescio della medaglia il leader del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV) deve annotare una pesante sconfitta elettorale nello stato di Barinas. Era il 2017 quando il Venezuela sprofondò nella cosiddetta iperinflazione. Per iperinflazione si intende in gergo economico, una situazione di inflazione particolarmente elevata, da indurre come conseguenza i consumatori ad usare valuta estera. Inoltre, in stato di iperinflazione, lo Stato tende a fissare i prezzi in valuta estera e gli stessi raddoppiano di livello nell’arco di un triennio. La situazione creatasi quasi cinque anni fa, era dovuta alle scelte governative fatte nel 2013 per far fronte al crollo del prezzo del petrolio del 2013. Le mosse dell’allora governo di Hugo Chavez prima e del suo delfino poi, appunto Maduro, furono la generale riduzione della spesa pubblica, le restrizioni per l’accesso al credito bancario, l’eliminazione del sussidio per il prezzo della benzina, meno attenzione nel controllo dei prezzi e la liberazione del mercato dei cambi per molti anni sotto un rigido controllo statale. Come conseguenza, il valore della moneta venezuelana subì una forte decrescita di valore ed instabilità, favorendo una progressiva dollarizzazione. (Si calcola che nel 2021 due terzi delle transazioni sia stato effettuato in dollari.)

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Il governo accettò questa transizione in modo silente, aumentando così le disparità tra chi veniva e viene pagato con la moneta statunitense e gli statali ed i pensionati, tutt’ora pagati in bolivares, la moneta del Venezuela. Ovviamente per chi riceveva e riceve le page in bolivares, il potere d’acquisto dei loro soldi è minimo, e devono quindi ricorrere all’aiuto dei tanti famigliari all’estero, o peggio affidarsi alla criminalità. I dati che ha fornito il Banco Central de Venezuela relativi al 2021 sono però confortanti per i cittadini. Infatti secondo l’organo economico venezuelano a dicembre la variazione dei prezzi è stata “solo” del 7,6%. In generale nell’anno appena concluso, il Paese ha visto una variazione dei prezzi mensili sempre inferiore al 50%, ovvero il limite che, secondo gli analisti, una volta superato porta all’iperinflazione. Ancor più nello specifico, negli ultimi quattro mesi dell’anno, l’inflazione venezuelana si è attestata sempre ad un tasso ad una sola cifra, tra il 7 ed 8%. Questi dati sono significativi e confortanti se rapportati ai dati degli anni precedenti. Negli ultimi quattro anni l’inflazione mensile del Venezuela superava spesso il 100%, con il raggiungimento storico, peggiore, nel 2018, con il tasso annuale al 130,060% con in parallelo una contrazione economica, ovvero riduzione del PIL o più in generale una situazione di recessione, del 47,6% tra il 2013 ed il 2018. Con il 2019 i numeri sono tornati a migliorare leggermente, quando la decelerazione dei prezzi con l’inflazione superava quota 50% mensile solo in alcuni casi.

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Nonostante i dati in miglioramento, il Venezuela rimane il Paese con il tasso d’inflazione più alto al mondo, con il 686,40% nel 2021. Ed anche la media mensile del 7% registrata nell’ultimo mese, se pur ottima rispetto ai numeri consueti del Venezuela, non basta a far esultare. Basti pensare che la vicina Colombia ha un tasso d’inflazione mensile dello 0,73% ed annuale del 5,62%. Quindi il Venezuela dovrà dare seguito ai primi miglioramenti visti dopo quattro anni, due riconversioni monetarie ed il baratro dell’iperinflazione. Nicolas Maduro può quindi esultare su questo fronte, ma in parallelo un segnale di allarme arriva dalle cabine elettorali. Nei giorni scorsi si è votato nello stato orientale di Barinas, per eleggere il governatore. Il risultato ha visto il trionfo di Sergio Garrido, candidato per l’opposizione, con il 55% dei voti contro il 41% di Jorge Arreaza, ex ministro degli Esteri e genero di Hugo Chavez. A rendere la sconfitta ancor più bruciante è che lo stato di Barinas è proprio dove l’ex dittatore, predecessore di Maduro, Hugo Chavez era nato nel 1954. Questa sconfitta altro non è che un campanello d’allarme per il governo, che perde uno stato storicamente affiliato a Maduro e vede l’opposizione avanzare, se pur lentamente. Inoltre, in Venezuela, a causa dell’economia in difficoltà e della gestione Maduro, il malcontento del popolo è costante e continuo, per la mancanza di servizi in tutti i settori e con la carenza dei generi alimentari.

Data:

18 Gennaio 2022