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“ VERSO UN’UNIONE FISCALE, ECONOMICA, POLITICA “

E’ stato il tema che ha riunito centinaia di federalisti provenienti da diverse nazioni europee presso l’Università Ca’ Foscari nell’Auditorium Santa Margherita a Venezia.. Franco Spoltore, segretario Nazionale del Movimento Federalista Europeo riassume per “International Web Post” quanto è stato discusso durante l’incontro internazionale a Venezia che qui di seguito si riporta.

cms_3084/foto_2__(2).jpg“Un convegno che è stato un successo dal punto di vista della partecipazione politica, organizzativa e di pubblico. Alla tavola rotonda presieduta dal Presidente del MFE Giorgio Anselmi hanno preso parte Mercedes Bresso, Sandro Gozi, Enzo Moavero Milanesi, Elmar Brok, Antonio Tajani. Messaggi sono stati inviati dal Presidente del Consiglio Renzi e dal Ministro degli esteri Gentiloni, impossibilitati a prendervi parte. Ottima la mobilitazione europea dell’UEF (circa ottanta partecipanti dalle altre sezioni europee: uno dei Comitati federali con il più gran numero di membri presenti) e del MFE (circa 120 persone mobilitate soprattutto dal Centro regionale del Veneto, e provenienti da Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio)……

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“Sul piano più strettamente politico bisogna registrare gli ottimi interventi dei relatori, ed in particolare le indicazioni fornite dal Sottosegretario Gozi per quanto riguarda l’agenda dell’unione politica e l’impegno dell’Italia per far sì che venga definita una posizione chiara da parte dei paesi dell’Eurozona per procedere sulla strada della realizzazione di un governo politico ed economico dell’eurozona – condizione sine qua non per affrontare il negoziato con la Gran Bretagna. Molto puntuale anche l’intervento dell’ex Ministro Moavero, che ha tra l’altro ricordato la necessità di istituire un sistema di tassazione per l’eurozona se si vuol davvero dotare quest’area di un bilancio autonomo aggiuntivo. Estremamente utili gli interventi dei Parlamentari europei Elmar Brok (che interveniva anche in qualità di presidente dell’UEF), e di Mercedes Bresso, per inquadrare il lavoro che stanno svolgendo in qualità di co-rapporteur nella Comissione affari costituzionali del Parlamento europeo sul tema dello sfruttamento dei margini di manovra ancora possibili nell’ambito del Trattato di Lisbona, nell’ottica comunque di un suo superamento. Centrato sull’urgenza del recupero e del rilancio dell’identità europea l’intervento del Vice-presidente Tajani.

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“Il Comitato federale dell’UEF che si è aperto subito dopo, ha da parte sua fatto segnare un importante passo avanti nella definizione della linea d’azione europea dei federalisti sul terreno della battaglia per cambiare i Trattati e per saldare il processo di consolidamento dell’unione monetaria in una unione politica con l’attivazione di concrete politiche europee sul piano della sicurezza interna. Una convergenza questa che è stata ben riassunta nei giorni scorsi dalla formula usata dal Presidente Juncker dopo gli atti terroristici di Parigi: “A single currency doesn’t make sense if Schengen fails”.

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“A testimonianza del largo consenso formatosi nell’UEF (Unione Federalisti Europei) su questo terreno, di seguito vi riporto le due risoluzioni proposte dall’ Unione dei Federalisti Europei che sono state approvate all’unanimità dopo un intenso dibattito nel Bureau, nelle commissioni di lavoro ed in plenaria. La prima sull’Unione Economica e Monetaria; la Seconda , con una sola astensione, sui fatti di Parigi:

1° Risoluzione:

cms_3084/foto_2__(2).jpgL’Unione dei federalisti Europei riuniti a Venezia sostengono la richiesta di una revisione dei trattati e premono sul Parlamento Europeo affinchè elabori una proposta relativa al cambio del Trattato che preveda il completamento e la democratizzazione dell’Unione Monetaria Europea tramite la creazione di un Governo federale e la regolamentazione delle relazioni con gli stati membri che sono fuori dall’Euro. …. Unione necessaria perchè ci sono sfide provenienti dall’esterno, come la instabilità delle frontiere e le guerre che devastano le vicine regioni e sfide interne, come la crisi economica e sociale che vede una crescita di partiti populisti e nazionalisti. Un effettivo governo sopranazionale riuscirebbe a superare queste sfide …. C’è un vasto consenso sulla necessità di completare le unioni: monetaria , bancaria , fiscale, economica e politica ma i governi nazionali sembrano incapaci di trovare un accordo su come realizzarli, rimandando così, ulteriormente il processo di unione. L’Unione dei federalisti europei concorda con le analisi e le relazioni fatte circolare dalla Commissione Europea, dalla Banca Europea e dai cinque presidenti cioè che …….Il trattato di Lisbona non può risolvere tutte le questioni messe in luce durante il dibattito perché il governo della moneta unica può compiere passi in avanti solo se c’è la volontà dei governi nazionali….. La necessità di cambiare il Trattato per stabilire un efficace governo democratico dell’Euro, va di pari passo con la minaccia di una ’Uscita della Gran Bretagna. Si dovrebbero,quindi, appianare le contraddizioni di chi vuole rimanere nel mercato europeo senza però aderire alla moneta unica.

2° Risoluzione:

cms_3084/foto_2__(2).jpgIl Comitato Dell’Unione dei federalisti esprime il suo profondo cordoglio e condivide il dolore e la sofferenza causati dagli attacchi terroristici di Parigi del 13 Nov. Richiama con forza la sfida più grande che è quella di rafforzare il modello di una società democratica basata sul rispetto della Legge, sulla condivisione dei valori e della solidarietà …. Sottolinea che il modo più efficace per gli europei di rispondere all’odio e alla violenza degli estremisti è quello di rafforzare la capacità di rimanere uniti e agire come un’unica entità. L’unità,infatti, a livello strategico è condizione indispensabile per sconfiggere il terrorismo e l’ISIS . Pertanto riaffermando la nostra volontà di rispettare l’impegno preso nella Convenzione di Ginevra e la necessità di distinguere la crisi umanitaria dei rifugiati e di persone obbligate a spostarsi, che sono le prime vittime dei terroristi,.. afferma che le attuali circostanze rappresentano una opportunità per fare il salto di qualità nei confronti di una vera politica Europea dell’Immigrazione, sviluppando, oltre il controllo europeo integrato dei suoi confini, un unico sistema europeo di accoglienza, una politica migratoria legale democraticamente controllata a livello europeo. Afferma che il sistema Schengen non deve essere chiamato in causa per nessun modo poiché questo è uno dei pilastri della integrazione del continente. Indebolirlo significherebbe mettere in pericolo sia l’esistenza del mercato comune che la crescita e lo sviluppo dell’Europa. Per evitare pressioni sia dai rifugiati che dal terrorismo, il sistema Schengen dovrà essere rafforzato attraverso il controllo dei confini esterni europei e il potenziamento di una ‘ Intelligence Force ‘ europea tra i singoli stati membri per prevenire minacce esterne. Per questo si chiede alla Commissione Europea di presentare una proposta per l’istituzione di una Agenzia di Intelligence Europea allo scopo di superare il coordinamento di agenzie e Corpi nazionali. Conclude sostenendo che l’Europa proceda per risolvere le questioni chiave necessarie per la creazione di una Unione politica e per assicurare stabilità, sicurezza e democrazia per tutti i cittadini europei. Un insuccesso nella realizzazione dell’Unione significherebbe disgregazione per l’Eurozona, per Schengen e decadimento dei più alti valori della nostra società.

(traduzione della prof.ssa Elena Quidello)

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5 Dicembre 2015