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Vertice congelato

Vertice congelato

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Saltato, forse rimandato. In una parola: congelato. Il vertice che avrebbe dovuto tenersi tra Giuseppe Conte e i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, per sciogliere il nodo della prescrizione, non si fa più. ’’Non serve se le posizioni restano le stesse’’, ragionano i vertici M5S. Che, attraverso l’Adnkronos, fanno filtrare un messaggio agli alleati di governo che suona come un ultimatum. ’’Noi leali su sicurezza ma loro leali su prescrizione – mettono in chiaro – Salvini si ricordi che il suo decreto legge deve essere ancora votato dalla Camera e che il ddl anticorruzione è calendarizzato alla Camera (12 novembre) prima del decreto sicurezza. Se slitta l’anticorruzione, muore il decreto sicurezza’’, è il ragionamento dei vertici M5S.

Arrivando a Palazzo Madama, era stato il leader del Carroccio a mettere in dubbio il summit: “Stasera io ho un vertice con rigatoni al ragù e Champions league“, aveva avvertito Salvini prima di aggiungere: “Io sento quotidianamente Conte e Di Maio, quindi non ho l’esigenza carnale di incontrarli ogni 24 ore. Esiste il telefono, quindi le cose si possono risolvere al telefono”.

Il leader del Carroccio era sembrato possibilista su un accordo dicendosi sicuro che “come abbiamo sempre fatto in questi mesi, insieme a Conte e Di Maio, troveremo la quadra, non litigheremo e così gli amici dei tg e dei giornali avranno altro di cui scrivere”. E dello stesso avviso è stato anche il premier Conte, che ospite di Giovanni Floris a DiMartedì aveva assicurato: “I vertici ci sono stati dall’inizio, varie riunioni per mettere a punto il piano riforme che è ambizioso. Non stiamo litigando”.

Nonostante le rassicurazioni, però, non si è riusciti ad allentare la tensione. Tanto che vertici M5S erano arrivati ad ammettere che “se non ci sarà lealtà sulla prescrizione, non ci sarà sul dl sicurezza”, ricordando che il decreto sicurezza deve passare ancora al vaglio della Camera. Di sicuro, il nodo prescrizione deve essere risolto presto, visto che mercoledì alle 14, nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera si inizierà a votare gli emendamenti al ddl anticorruzione.

IL GIALLO DELLA FIDUCIA – Da giorni tra M5S e Lega va avanti un vero braccio di ferro. Al centro delle polemiche il nodo sulla riforma della prescrizione contenuta nel ddl anticorruzione e ormai legato al dl sicurezza. Per tutta la giornata di martedì si sono succeduti rinvii e sospensioni sul decreto, fino a quando il governo, per bocca del ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro, ha posto la questione di fiducia al Senato sul maxi emendamento integralmente sostitutivo del decreto.

Fiducia che ha generato ulteriori polemiche nell’opposizione. Al punto che è diventato un giallo il caso del Consiglio dei ministri che l’ha autorizzata. Nell’arco della giornata si sono rincorse voci persino su una riunione ad hoc del Cdm. Voci poi smentite, anche se la questione si è ingarbugliata al punto da sollevare le proteste del Pd a palazzo Madama. “Abbiamo chiesto esplicitamente al ministro Fraccaro – ha detto il capogruppo Andrea Marcucci – di dirci se e quando un Consiglio dei ministri ha autorizzato a porre la fiducia sul testo. Altrimenti dobbiamo pensare a un Cdm ’fantasma’. E Fraccaro ha risposto semplicemente che non era tenuto a darci una risposta”. Per i 5S ha replicato il capogruppo del MoVimento al Senato, Stefano Patuanelli, che ha parlato di “atto endogovernatico” definendo “patetico” l’attacco di Marcucci.

SALVINI TIRA DRITTO – Dal canto suo, Salvini non ha dato troppo peso alle indiscrezioni secondo le quali la fiducia è stato un passo necessario per ricomporre i dissidi tra Lega e M5S sul dl sicurezza. “Io bado alla sostanza e non alla forma – ha spiegato il leader del Carroccio, rispondendo a una domanda sulle ragioni che hanno spinto a mettere la fiducia sul provvedimento – non mi curo se si vota stasera o domani, se c’è la fiducia o meno. Mi interessa che diventi legge un pacchetto che da più potere ai sindaci, che si occupa di lotta alla droga, alla mafia, al racket, all’occupazione abusiva della case, che fa risparmiare un sacco di soldi sulla gestione dell’immigrazione. Io spero che ci sia un’opposizione che ci dia una mano”, ha concluso.

FALLE APERTE – Quel che è certo è che alla vigilia dell’approdo della manovra economica in Parlamento, nella maggioranza gialloverde si aprono molte falle. “Troppe mine vaganti pronte ad esplodere, urge un chiarimento tra i leader’’, è stato l’avvertimento di un big del Carroccio, preoccupato dall’escalation dello scontro tra M5S-Lega. Convinti tutti della necessità di fare un tagliando al ’contratto di governo’.

Conte annuncia task force ’taglia-forbici’

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Una task force per tagliare tutte le spese “inutili e improduttive”. E’ quanto annuncia il premier Giuseppe Conte ospite a ’Dimartedì’ su La7. “Adotteremo misure di contenimento delle spesa, andremo a tagliare tutte le spese inutile e improduttive – spiega il premier -. Consideriamo di partire con questa task force taglia-forbici insediata presso di me, alla presidenza del Consiglio”.

Sulle due delle principali misure della manovra, reddito di cittadinanza e riforma della Fornero, il presidente del Consiglio ribadisce che: “il reddito di cittadinanza è una manovra complessa, punto qualificante. Ci teniamo a farlo molto bene, dateci ancora qualche settimana per mettere a punto questo provvedimento”. Quindi sottolinea che “sia Fornero sia reddito di cittadinanza partiranno nei primi mesi del 2019”.

Terremoto 3.4 vicino Rieti

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Una scossa di terremoto di magnitudo 3.4 è stata registrata alle 19.50 nella provincia di Rieti. Lo scrive l’Ingv in un tweet. L’epicentro del terremoto, che è stato avvertito anche a Roma, è stato localizzato a un chilometro da Montenero Sabino e a 10 km di profondità.

Caso Orlandi, trovate altre ossa alla Nunziatura

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Sono stati trovati altri resti alla Nunziatura. Questa mattina, d’intesa con la Procura della Repubblica e l’Autorità Vaticana, è stata effettuata una nuova ispezione a Villa Giorgina, sede a Roma della Nunziatura apostolica a via Po. Il sopralluogo è stato effettuato dai poliziotti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica ed ha portato al ritrovamento di altri frammenti di ossa, utili per l’identificazione. Gli investigatori avrebbero recuperato alcuni frammenti di un cranio e della mandibola. I medici non si sono comunque ancora espressi né sul sesso né sull’età della persona a cui potrebbero appartenere.

Ieri intanto sono iniziati gli esami sulle ossa rinvenute qualche giorno fa. A quanto si apprende da fonti medico-legali si tratterebbe di un solo scheletro, senza gli arti inferiori, e presumibilmente riconducibile a un adulto. Per determinarne l’età e il sesso occorrerà attendere però l’esame del Dna. Elementi importanti potrebbero arrivare anche dalle analisi chimico-fisiche del terreno, fondamentale nel processo di deterioramento delle ossa.

Cardiochirurgo e moglie incinta aggrediti da baby gang

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Un cardiochirurgo 58enne dell’ospedale fiorentino di Careggi, che era in compagnia della moglie, incinta al nono mese di gravidanza, è stato aggredito da un gruppo di ragazzini, i cui veicoli in sosta in doppia e tripla fila ostacolavano il traffico in una strada di Firenze. La notizia è stata data dal Corriere Fiorentino.

L’aggressione è avvenuta poco prima della mezzanotte del 3 novembre, in via Anselmi, in pieno centro. Entrambi sono sotto choc, la moglie si è anche sentita male.

Secondo quanto ricostruito, il cardiochirurgo avrebbe chiesto ai ragazzi di spostare i loro mezzi per poter uscire con la sua auto, che era stata regolarmente posteggiata, ma all’improvviso uno dei giovani lo avrebbe agguantato alla gola mentre gli altri lo picchiavano. La moglie sarebbe scesa dall’auto per chiedere aiuto ma, secondo quanto ha riferito ai carabinieri “nessuno interveniva e loro ci deridevano e facevano filmati”.

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7 Novembre 2018