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Vertice d’Emergenza a Berlino

SOS Atene. È emergenza internazionale. Ieri sera il direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, e il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, hanno raggiunto nella capitale tedesca il presidente francese François Hollande e il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker, che già si trovavano sul posto per un meeting con la cancelliera tedesca Angela Merkel.

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I leader europei hanno tentato di trovare un punto d’incontro sulla gestione delle trattative con Atene nel tentativo di scongiurare un Grexit, che negli ultimi giorni si è rivelato come una possibilità sempre più concreta. La situazione, già molto complicata, si è aggravata dopo che il governo guidato da Alexis Tsipras ha dichiarato pubblicamente di non poter rimborsare il Fmi nel mese di giugno senza il raggiungimento di un accordo (che autorizzerebbe lo sblocco dell’ultima tranche da 7,2 miliardi del secondo piano di aiuti internazionali).

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Il Fondo Monetario Internazionale è messo sotto pressione da diversi paesi extraeuropei, secondo i quali la Grecia avrebbe già usufruito di un trattamento di favore: ora è venuto il momento che Atene faccia il proprio dovere se vuole che la comunità internazionale continui ad aiutare la sua malandata economia. Al governo ellenico i creditori internazionali chiedono innanzitutto riforma delle pensioni e del mercato del lavoro, lotta all’evasione e riduzione della spesa pubblica.

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Il Commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici ha dichiarato all’emittente francese Inter Radio che nel negoziato tra Grecia e creditori internazionali si sono fatti “progressi reali”, ma le parti «non sono ancora» sul punto di raggiungere un accordo.

Le negoziazioni tra le Istituzioni europee, il Fondo monetario internazionale e il governo di Atene, ha spiegato Moscovici, “iniziano a dare i primi frutti, credo siano stati fatti reali progressi e che ci sia più comprensione tra il Governo greco e i suoi creditori. Ci sono fondamenta solide per fare passi avanti, ma non ci siamo ancora”.

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2 Giugno 2015