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Vertice Italia-Francia (Altre News)

Vertice Italia-Francia, Conte: “Insieme per Ue più forte”

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Con la Francia “siamo paesi amici e abbiamo storici legami”, “siamo a lavoro con l’obiettivo comune di un Ue e un mondo più sicuri e prosperi. Abbiamo passato in rassegna le varie sfide che ci attendono e condiviso l’impegno a vincerle insieme, uniti per affrontarle al meglio. Vogliamo lavorare insieme per un Europa più solidale, più sociale e più forte nel mondo”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, nella conferenza stampa a Palazzo Reale con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. “Dopo un periodo difficile, all’inizio del 2019, grazie al premier Giuseppe Conte ed al presidente Sergio Mattarella siamo stati in grado di ritrovare una strada comune” ed il vertice di oggi a Napoli “è davvero il vertice del rilancio” dei rapporti tra Italia e Francia”, ha detto Macron.

Nel corso del vertice sono stati toccati vari temi di stretta attualità:

LIBIA – “In Libia non vi può essere una soluzione militare al conflitto in corso. Italia e Francia sostengono con convinzione il percorso definito dalla Conferenza di Berlino, per una soluzione pacifica del conflitto, guidato dalle Nazioni Unite e nel rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese. Si tratta oramai di mettere in atto le conclusioni di Berlino”, si legge nella dichiarazione finale del vertice, nella quale i due Paesi “condannano con fermezza tutte le interferenze esterne e le violazioni dell’embargo delle Nazioni Unite sulle armi, che alimentano il confronto militare, l’impiego di milizie e di mercenari stranieri nel Paese, gli attacchi contro la popolazione e le infrastrutture civili nel conflitto, nonché l’impiego delle risorse locali come strumento di guerra o come fonte di finanziamento delle milizie”. “Francia e Italia – prosegue la dichiarazione – chiedono inoltre che sia messa fine quanto prima al blocco della produzione petrolifera, e che siano anche adottate appena possibile misure che consentano un’equa e trasparente distribuzione delle risorse del Paese. I Governi di Italia e Francia continueranno a lavorare insieme con tutti gli attori della crisi, in particolare gli attori libici, ma anche i vicini della Libia e dell’Unione africana, e a promuovere un impegno più efficace e più visibile dell’Unione Europea. Il nostro obiettivo è quello di contribuire a un cessate il fuoco e a un dialogo inter-libico rappresentativo e inclusivo, al fine di favorire la stabilità della Libia e la sicurezza del suo contesto regionale”. “A tale proposito, i due governi sono pienamente impegnati nei lavori avviati in seno alle istituzioni europee per attuare la nuova operazione europea centrata sul rispetto dell’embargo sulle armi in Libia, che succederà all’operazione Sophia”, conclude il paragrafo dedicato al dossier libico.

SIRIA – “La nuova offensiva a Idlib guidata dal regime siriano e dai suoi sostenitori è inaccettabile. La Francia e l’Italia chiedono a tutti gli attori interessati di cessare immediatamente le ostilità e di avviare un cessate il fuoco duraturo”, si legge nelle dichiarazione finale. Roma e Parigi “chiedono insistentemente a tutte le parti coinvolte nel conflitto di rispettare pienamente gli obblighi che spettano loro secondo il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale relativo ai diritti umani, e di permettere agli aiuti umanitari di accedere senza ostacoli e direttamente a tutti coloro che ne hanno bisogno”. “La Francia e l’Italia sono determinate a rafforzare la loro assistenza umanitaria alla popolazione civile della regione di Idlib – continua – È della massima importanza che gli autori di violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale relativo ai diritti umani debbano rendere conto dei loro atti. È la ragione per la quale la Francia e l’Italia chiedono alla Corte penale internazionale di occuparsi della situazione in Siria. La Francia e l’Italia sostengono una soluzione politica credibile, in conformità alla risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e al comunicato di Ginevra”.

MIGRANTI – “L’Italia e la Francia convengono inoltre di istituire un ufficio di polizia congiunto tra la polizia di Stato italiana e le autorità francesi competenti per i controlli di frontiera. Un coordinamento è anche in corso per assicurare un’interpretazione armonizzata dell’accordo di Chambéry sulle riammissioni”, si legge nella bozza di dichiarazione finale.

TAV – Italia e Francia “sottolineano l’importanza dell’ultimazione della sezione transfrontaliera della linea Torino-Lione in corso con il fondamentale contributo Ue, al momento confermato al 40%, ma di cui è auspicato, nell’adottando nuovo Regolamento per il periodo di programmazione 2021-2027, un incremento fino al 55%, sotto determinate condizioni e applicato a specifiche attività”.

Stop ai pellegrinaggi alla Mecca

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L’Arabia Saudita ha annunciato la sospensione degli ingressi per i pellegrini che vogliono recarsi alla Mecca o in visita alla Moschea del Profeta a Medina, per il timore di una diffusione del contagio da coronavirus. Il ministero degli Esteri, riporta l’agenzia ufficiale Spa, ha spiegato che la misura è temporanea e soggetta a continua valutazione.

Morto ex ambasciatore iraniano presso Santa Sede

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E’ morto a causa del nuovo coronavirus l’ex ambasciatore dell’Iran presso la Santa Sede, Hadi Khosroshahi. Lo hanno riferito i media iraniani. Khosroshahi era ricoverato al Masih Daneshvari Hospital di Teheran.

Papa raffreddato, salta incontro coi parroci

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Il Papa ha una “lieve indisposizione” e per questo è saltato l’incontro tradizionale con i parroci in Laterano, spiegano fonti vaticane all’Adnkronos, per contenere il leggero raffreddamento.

Mercoledì scorso Bergoglio, alla messa per le Ceneri a Santa Sabina, già raffreddato, ha preso freddo durante la processione a causa del forte vento e quindi si è presa questa decisione di prudenza.

Il Pontefice ha comunque ricevuto in Vaticano i membri del ’Global Catholic Climate Movement’. “Per via di una lieve indisposizione ha preferito restare negli ambienti vicini a Santa Marta; gli altri impegni – rassicura il portavoce vaticano Matteo Bruni – procedono regolarmente”.

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28 Febbraio 2020