Traduci

Vertice sul Mes, Salvini attacca Conte

Vertice sul Mes, Salvini attacca Conte

cms_15021/palazzo_chigi_Fg45_3-5-1219882927_3-5-3445291040.jpg

Il premier Giuseppe Conte ha presieduto questa mattina a Palazzo Chigi un vertice di maggioranza sul Mes, il Fondo europeo salva-Stati. Presenti i ministri Luigi Di Maio, Enzo Amendola, Roberto Gualtieri, Federico D’Incà e Luigi Marattin per Italia Viva. Presente al vertice anche il capo delegazione del Pd Dario Franceschini.

Fonti del Mef riferiscono che è stata “una riunione utile e costruttiva, durante la quale il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri ha illustrato i contenuti della riforma del Mes, difendendone i punti di forza ed i miglioramenti che interessano l’Italia”. “Nei prossimi giorni si terranno ulteriori approfondimenti sugli aspetti più tecnici del trattato”, aggiungono le fonti, spiegando che “c’è stata forte sintonia sulla necessità che, riguardo al terzo aspetto del pacchetto richiesto dall’Italia a giugno che riguarda l’introduzione della garanzia sui depositi nell’ambito del completamento dell’Unione bancaria, la roadmap sia sufficientemente ambiziosa e salvaguardi gli interessi del Paese”.

Nel corso del vertice, a quanto si apprende da fonti di maggioranza, il ministro Gualtieri non avrebbe mancato di sottolineare quello che lui stesso, e l’intero Pd, considerano un paradosso: trovarsi a difendere e spiegare una riforma attaccata da chi nell’estate scorsa l’aveva negoziata e firmata, nello specifico la Lega, all’epoca forza di governo, e ora sul piede di guerra contro la ratifica del Mes. Il vertice sarebbe stato molto tecnico, con il responsabile dell’Economia – testo alla mano – pronto a spiegare e tentare di fugare i dubbi, in particolare quelli sollevati dal M5S e da Leu, in particolare da Stefano Fassina.

Ancora la maggioranza non ha raggiunto una “soluzione” sul caso del Fondo salva-stati, ma si continua “a ragionare”, ha detto Marattin al termine del vertice. Oggi c’è stato uno “scambio di opinioni per approfondire” il tema, quindi la riunione è “stata aggiornata perché ognuno aveva degli impegni”, ha riferito Marattin. C’è stata “una buona discussione sul merito” anche se “è evidente che ci sono ancora valutazioni diverse”, ha spiegato, rilevando che ci sono “problemi tecnici importanti anche appassionanti su cui la maggioranza sta ragionando bene sul merito, continuiamo a ragionare e troveremo sicuramente una linea comune”.

E’ arrivato intanto l’attacco di Matteo Salvini: il Mes è “un trattato che rischia di far saltare i risparmi degli italiani, è un modo di fare terrorismo, sarebbe un trattato folle, un organismo privato decide di quanto tagliare i fondi delle banche per salvare le banche tedesche”, ha detto il leader della Lega a Unomattina. “Non vorrei che Conte, o chi per lui, avesse preso un impegno per salvare la poltrona. Se così fosse sarebbe alto tradimento, che viene punito con il carcere”, aggiunto Salvini, che si è detto “pronto a un confronto con Conte”. “Abbiamo sempre detto no. Sono pronto a un confronto con Conte su questo, se viene qui fa la figura del bugiardo o dello smemorato, sono pronto quando vuole”.

Legge elettorale, Zingaretti: “Non va fatta cadere proposta Giorgetti”

cms_15021/zingaretti6_fg.jpg

Sulla legge elettorale, “noi abbiamo esposto ai tavoli di maggioranza ipotesi che dovrebbero evitare una legge puramente proporzionale, ma che aiutino la semplificazione e a formare coalizioni di governo chiare e stabili, con un impianto maggioritario”. Lo dice in una nota il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

“Per questo, mentre il Pd continua ad essere impegnato con tutta la sua forza nell’azione di governo per l’approvazione della Legge di bilancio e a risolvere le principali questioni che affliggono il Paese, a partire dalla crisi dell’Ilva e Alitalia, non va fatta cadere – sottolinea il segretario dem – la proposta di Giorgetti di un tavolo di confronto su questi temi, da attivare nei tempi più rapidi”.

Zingaretti osserva che “il processo politico italiano va verso una netta bipolarizzazione. È chiaro che nel futuro il confronto e la competizione saranno sempre di più tra un campo democratico civico e progressista, di cui il Pd è il principale pilastro, e la nuova destra sovranista e a partire dalle prossime elezioni regionali il Partito Democratico sarà presente e pronto ad affrontare le sfide”.

“Il travaglio, che rispettiamo, e le difficoltà del Movimento 5 Stelle hanno origine nella accelerazione di questo scenario e accentuano una crisi di sistema che va rapidamente affrontata con gli strumenti della democrazia. Anche con una nuova legge elettorale”, dice Zingaretti.

Di Maio: “Non possiamo asservire M5S a logiche di governo”

cms_15021/DiMaio_Castelvetrano_Adn.jpg

“La cosa importante è che noi siamo sui territori, non possiamo asservire il Movimento alle logiche del governo”. Così il leader del M5S Luigi Di Maio, a Castelvetrano (Trapani) dove è iniziato il suo tour siciliano. Sul voto online di ieri sulle Regionali il capo politico M5S osserva: “Quando la piattaforma Rousseau va nella mia stessa direzione, allora dicono che è pilotata, quando vota contro la mia opinione, allora è una sfiducia e quando, invece, vota e non è successo niente, sono troppo pochi gli elettori. Insomma non va mai bene. Eppure grazie a quella piattaforma siamo in Parlamento e in Europa o nei consigli regionali”, sottolinea.

“Il messaggio arrivato dal voto sulla piattaforma Rousseau – scandisce Di Maio – è un no ai tatticismi e un no alle manovre di palazzo. Noi siamo il M5S e ci presentiamo alle elezioni regionali”. E “quello che è successo ieri sulla piattaforma è stato un grande esercizio di democrazia, una grande prova di forza dei nostri iscritti. Il M5S è una cosa bellissima”. “Stamattina – aggiunge – ho visto Paola Taverna e Roberto Fico e tutti abbiamo dichiarato che secondo noi serviva un attimo di pausa per riuscire a riorganizzare il Movimento entro marzo ma gli iscritti hanno deciso così”.

“Lunedì – dice Di Maio – sarò in Calabria e in Emilia Romagna perché gli iscritti ci hanno detto che si va al voto e noi ci mettiamo al servizio degli attivisti. Non so quanto prenderemo ma lavoreremo per mettere qualche consigliere regionale”.

Sardine, migliaia in piazza a Palermo

cms_15021/sardinebis_adn.jpg

La piazza di Palermo abbraccia virtualmente quelle di Bologna e Modena. Debutto nel pomeriggio nel capoluogo siciliano delle ’Sardine’ in salsa sicula. In migliaia si sono dati appuntamento davanti al Teatro Massimo. Studenti, lavoratori, pensionati, precari. Tutti in strada con una sardina disegnata, stampata su un cartellone o portata in testa a mo’ di cerchietto per dire che ’Palermo non si lega’. ’Siamo tutti antifascisti’, ’Fuori la Lega da Palermo’ hanno urlato i manifestanti, intonando subito dopo ’Bella Ciao’.

A lanciare l’idea di una mobilitazione anche a Palermo erano stati qualche giorno fa gli studenti dell’associazione universitaria Coordinamento Uniattiva, abbracciando il movimento nato nel capoluogo emiliano. “In quanto studenti, in quanto giovani, in quanto cittadini non possiamo accettare di vedere nuovamente diffondersi il clima di odio e inumanità che rischia di diventare predominante nel nostro Paese”, aveva detto Gabriele Scalia, senatore accademico UniPa e coordinatore dell’associazione. E per dire ’sì’ a “una società senza frontiere, senza confini, senza diseguaglianze e prevaricazione di alcun genere” i giovani universitari avevano chiamato a raccolta società civile e istituzioni. Poi il tam tam sui social con la nascita di diversi gruppi Facebook, unificati unico gruppo ’6000 sardine e Palermo non si lega’ e il debutto di stasera in piazza Verdi.

In piazza anche il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che nel pomeriggio aveva annunciato la sua adesione “a nome dell’Amministrazione comunale”. Per il primo cittadino quello delle sardine è “un movimento che in modo significativo ribadisce l’importanza della difesa e della concreta applicazione dei valori democratici costituzionali, contro ogni deriva autoritaria, rigurgiti neofascisti e intolleranze populiste in Italia”.

C’è Luigi che ha 16 anni che “oggi vede il pericolo del ritorno di un clima di odio” e c’è Daniela di 57 anni che a Palermo è arrivata in pullman da piazza Armerina perché “per la prima volta la Sicilia dimostra di essere al passo del resto d’Italia”. Eccoli i tanti volti delle sardine siciliane che si sono date appuntamento nel pomeriggio a piazza Verdi, davanti al teatro Massimo, per ribadire che “Palermo non si lega”. “Io sono nato negli anni Duemila – dice Luigi, 16 anni, stringendo in mano un cartello che raffigura una sarda con il simbolo dell’Europa – Sono nato in un’Europa di pace, democratica e unita, oggi vedo tutto questo messo in pericolo. L’odio e il razzismo stanno tornando in tutta Europa con partiti che si dichiarano apertamente neonazisti. E’ ovvio che il problema non è la Lega, ma una politica che parla alla pancia della gente, invece che alla testa. Contro questi rigurgiti di violenza serve una risposta che arrivi dall’intera Europa”. Poco più in là c’è Edoardo. “Tante sardine fanno un banco. Palermo non abbocca”, si legge sul cartello che stringe in mano. “Sono qui per una nuova narrazione, noi siamo contro l’intolleranza, il razzismo e l’odio che stanno dilagando in Italia”, dice. Un altro manifestante si avvicina: “Qui i leghisti e Salvini non sono i benvenuti”. Per tutti coloro che sono in piazza “in Italia l’emergenza fascismo c’è, l’odio e l’intolleranza sono diffusi”. “Palermo è diversa, siamo contro i decreti sicurezza”, urla Cinzia, 30 anni. Daniela, 57 anni, a Palermo è arrivata da sola in pullman da Piazza Armerina. “Questa è la prima manifestazione in Sicilia, mi auguro che il movimento si diffonda. La Sicilia oggi è al passo con il resto d’Italia”. Lei in piazza è scesa per dire no alla politica di Salvini. “Se tornasse lui al governo avremmo di nuovo i suoi provvedimenti immondizia – dice -. La Sicilia, invece, ha bisogno di ben altro”. La piazza si riempie piano piano. Un afflusso lento e costante. “La politica torni ad ascoltare”, dicono gli organizzatori.

Sondaggio Ixè: Pd al 21,2 e M5S al 16,3. Lega al 31,9%

cms_15021/sondaggi-politici-ixe.jpg

Lega al 31,9%, Partito Democratico al 21,2% e Movimento 5 Stelle 16,3%. Sono i dati di un sondaggio Ixè pubblicato nella sezione ’sondaggi politico elettorali’ del sito del governo. Seguono Fratelli d’Italia con il 9,9%, Forza Italia al 7,5%, Italia Viva al 4,6%, +Europa al 3,1%, La Sinistra 1,7%, Europa Verde 1,1 %, Cambiamo! 0,7%, altri 2 per cento.

Autore:

Data:

23 Novembre 2019