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Via alla riforma della magistratura onoraria e di pace

Non possiamo dire che la riforma ci soddisfi, anzi esattamente il contrario. Abbiamo più volte reiterato la richiesta di adeguare la riforma ai principio della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha già sanzionato il Regno Unito per il precariato della magistratura onoraria. La stessa Commissione Europea ha aperto una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia che, se confermata, porterà ad enormi esborsi per i cittadini italiani. Tutto ciò poteva essere evitato con un maggior coraggio e soprattutto con una maggiore autonomia della politica rispetto alle Caste che determinano le leggi. Questa è la vera anomalia italiana.

Nella riforma viene istituito uno Statuto Unico del Giudice Onorario di Pace, altra figura che confligge con l’art. 116 della Costituzione che espressamente prevede la Magistratura di Pace, senza alcun tipo di aggettivo. Il legislatore della prima Repubblica è stato più lungimirante di quello attuale.

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E’ stata eliminata con un colpo di spugna l’autonomia della Magistratura di Pace a dispetto dell’art. 101 della Costituzione che, come evidenziato da tutti gli addetti ai lavori, è garanzia di terzietà nei confronti dei cittadini. Da oggi gli italiani devono sapere che le decisioni verranno prese non più in base alle norme vigenti, ma in funzione della volontà dei Presidenti dei Tribunali o dei Presidenti dei Consigli dell’Ordine degli avvocati.

Non è stato indicato alcun criterio relativo al sistema retributivo. Si sarebbe potuto attuare il principio stabilito dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che fa riferimento alla figura professionale di riferimento. Il legislatore italiano, pur consapevole della procedura di infrazione che incombe, ha preferito infischiarsene esponendo gli italiani agli eventuali esborsi derivanti dalla procedura.

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Viene introdotto il principio della produttività. Si vuole ricordare che nell’ambito della funzione giurisdizionale si producono sentenze che vanno ad incidere sui diritti delle persone e non prodotti di consumo. Anche in questa occasione il legislatore ha dimostrato di calpestare la Costituzione italiana, infatti un carico esigibile dei procedimenti costituisce un presidio dell’autonomia ed indipendenza prevista dall’art. 104 della Costituzione. E’ facile prevedere che l’ansia di smaltimento vada a discapito della qualità.

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La riforma prevede la previdenza per i magistrati onorari in servizio, ma il costo viene posto interamente a carico di questi. Ne deriva l’inutilità della norma. Anche in questo caso il legislatore italiano ha dimostrato di non conoscere la Costituzione italiana nonostante vi abbia giurato fedeltà.

Anche la concessione dei quattro mandati quadriennali che, in sostanza, significa permanenza nelle funzioni, ha un sapore amaro. Non viene, infatti, prevista alcuna tutela, né una retribuzione, se non concedendo delle deleghe in bianco al governo in contrasto con l’art. 76 della Costituzione.

Oggi in Aula alla Camera dei Deputati la Costituzione è stata violentata.

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Data:

30 Aprile 2016