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VIDEO GRILLO IL CASO ARRIVA ALLA CAMERA

cms_21650/1.jpg“Vorrei portare all’attenzione di questa aula fatti che riteniamo gravissimi”. Così Ylenja Lucaselli di Fdi ha portato nel dibattito dell’aula di Montecitorio il caso del video di Beppe Grillo, in cui il garante M5S prende le difese del figlio Ciro, accusato di stupro insieme ad altri suoi tre amici. “Mi aspetto che da tutti i gruppi ci sia una condanna forte e me lo aspetto soprattutto dalle donne M5S”, continua l’esponente Fdi chiedendo che “ci sia una capigruppo affinché si possa insieme esprimere vicinanza di tutto il Parlamento a una giovane donna vittima dell’arroganza e del sessismo verbale” di un leader politico.

cms_21650/3.jpgUn intervento a cui sono seguiti quelli di altri gruppi. Carla Cantone del Pd ma anche Lucia Annibali di Iv. “Non possiamo tollerare le parole di Grillo – dice l’esponente di Italia Viva – lasciano sgomenti” perché “denigrano” la vittima. “Mi aspetto una condanna da parte delle donne M5S ma anche da parte degli uomini. Noi non attacchiamo nessuno ma condanniamo profondamente le parole di Grillo nei confronti della ragazza a cui va tutto il nostro sostegno”. E ancora Daniela Ruffino dal Misto: “Mi aspetto un segnale da tutti i gruppi”.

cms_21650/2.jpgA Fdi ribatte Davide Crippa dei 5 Stelle: “Una capigruppo credo non sia una sede idonea per affrontare una cosa del genere”. Il capogruppo M5S aggiunge: “Distinguerei la vicenda personale di un padre emotivamente coinvolto e quella politica del M5S. Sono due cose completamente diverse”. Per Laura Ravetto della Lega, “il video di Grillo è stato di una gravità inaudita”. Ed ancora Valentino Valentini di Forza Italia: “Noi siamo solidali con tutti coloro che devono affrontare il processo” ma “quel video era sfogo o un tentativo grave di interferire nel processo”. Per il capogruppo di Leu, Federico Fornaro, si tratta di “una vicenda triste. Chi svolge ruoli istituzionali e politici ha più doveri e Beppe Grillo si è dimenticato di essere il leader di un movimento”.

“SIAMO DISTRUTTI”.

cms_21650/4.jpg“Il tentativo di fare spettacolo sulla pelle altrui è una farsa ripugnante”. Lo dicono, in esclusiva all’Adnkronos, attraverso il loro legale Giulia Bongiorno, i genitori della ragazza italo-svedese che ha denunciato di essere stata stuprata, nel luglio del 2019, da Ciro Grillo, figlio del garante del M5S e tre suoi amici, tutti indagati dalla Procura di Tempio Pausania per violenza sessuale di gruppo. I genitori hanno visto il video mandato in rete da Beppe Grillo in cui dice che il figlio è innocente e in cui parla di “divertimento”.

“Cercare di trascinare la vittima sul banco degli imputati, cercare di sminuire e ridicolizzare il dolore, la disperazione e l’angoscia della vittima e dei suoi cari sono strategie misere e già viste, che non hanno nemmeno il pregio dell’’inedito’”, dicono ancora i genitori della giovane, che aveva denunciato il presunto stupro al suo ritorno a Milano da una vacanza in Costa Smeralda.

(fonte AdnKronos- filmato da BG YouTube – foto dal web)

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21 Aprile 2021