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VIETARE I SOCIAL AI MINORI:NEGLI USA SI FA SUL SERIO

cms_30570/1.jpg«I social network possono diventare un luogo molto pericoloso, non dobbiamo vergognarci di chiedere aiuto se pensiamo che il nostro rapporto con il web stia influendo negativamente sulla nostra salute e sulla nostra vita». La denuncia è dell’attrice Kate Winslet che durante la premiazione ai Bafta Tv Awards insieme alla figlia Mia, ha voluto sensibilizzare il pubblico presente sul tema della dipendenza da internet e sulla necessità di vietare contenuti potenzialmente nocivi per la salute mentale e fisica dei più giovani. Il discorso prende spunto dalla serie tv “Io sono Ruth” in cui si racconta una vicenda incentrata su un’adolescente dipendente e ossessionata dalle pressioni dei social media e dei tentativi della madre di aiutarla. La questione se proibire o limitare l’accesso ai minori ai social network, sta avendo negli Stati Uniti un’ampia discussione con diversi disegni di legge che, per esempio, in Senato puntano a fissare un limite di età a livello nazionale per l’utilizzo dei social media, vietando ai minori dai 12 anni in giù, di utilizzare le applicazioni su cui molti preadolescenti passano diverse ore al giorno. Uno di questi disegni di legge è il Protecting Kids on Social Media Act e punta il dito contro gli algoritmi usati dalle big tech della Silicon Valley per tenere incollati i bambini sulle proprie piattaforme.

cms_30570/2_1684647757.jpgIl provvedimento ha come finalità di impedire ai minori di 13 anni di creare un account sui social network e vuole mettere un limite all’utilizzo degli algoritmi agli utenti di età compresa tra i 13 e i 17 anni. Il disegno di legge inoltre punta sull’intervento dei genitori i quali devono dare il loro consenso per i minorenni che vogliono aprire un profilo oltre ad attivare controlli incrociati con il governo americano per la veridicità dell’identità dei minori che si iscrivono alle piattaforme di condivisione. Se la proposta diventasse legge, il provvedimento potrebbe stravolgere internet, introducendo un notevole livello di supervisione governativa sulle piattaforme di social media ormai da qualche tempo sotto l’occhio del ciclone a causa di algoritmi che promuovono processi di polarizzazione e spingono gli utenti a un uso spesso volgare e intriso di odio dei social. Resta da chiedersi però se gli adolescenti americani siano o meno disposti a fare a meno dei social a causa della loro minore età.

cms_30570/3.jpgSecondo un recente sondaggio del Pew Research Center per più della metà degli adolescenti sarebbe difficile rinunciare ai social media, affermazione che certifica come ormai interfacciarsi e abitare le piattaforme sia un piacevole dovere. Gli sviluppi di ciò che riguarderà il progetto di legge americano sono ancora tutti da valutare, soppesando soprattutto l’influenza che avranno le big tech californiane e le lobby politico-economiche ad esse collegate. Resta un dato di fatto: i bambini cominciano a usare le tecnologie digitali sempre più precocemente e ne fanno un abuso spesso lontano dagli occhi dei genitori. I minori risultano essere, in ragione della loro età, particolarmente esposti a numerosi rischi per ragioni che coinvolgono un cervello non ancora pienamente sviluppato e soggetto a sviluppare una dipendenza. Non hanno sviluppato un autocontrollo necessario per resistere alle tentazioni (tra cui anche quella del consumo video in rete), e su questa assenza i media digitali hanno agito per mettere in atto le loro strategie finalizzate al controllo e alla cattura della preziosa e scarsa risorsa dell’attenzione.

Data:

21 Maggio 2023