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Virus, 17.205 casi di contagio,oltre 360 morti

(Fonte AdnKronos)- E’ salito a 361 il bilancio delle vittime dell’epidemia da coronavirus di Wuhan. A renderlo noto sono state le autorità cinesi, che parlano di 57 decessi nelle ultime 24 ore. Il numero dei contagi è intanto salito a 17.205 casi, stando alla Commissione sanitaria nazionale cinese. Tra questi sono almeno 16 gli stranieri contagiati dal coronarivus. Due di loro sono già stati dimessi dagli ospedali in cui erano stati ricoverati, e gli altri 14 sono in condizioni giudicate stabili

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Nove nuovi casi di nuovo coronavirus sono stati confermati nell ’ospedale universitario Fuxing, a Pechino. Lo ha reso noto il vice direttore del distretto Xicheng della capitale dove si trova la struttura, Miao Jianhong, secondo cinque operatori sanitari della struttura e quattro pazienti che erano ricoverati nel dipartimento di cardiologia sono risultati positivi al virus e trasferiti in un altro ospedale che si occupa specificamente dell’epidemia. Un’indagine iniziale ha dimostrato che il contagio è partito dallo staff medico. L’infezione riscontrata nei nove al momento non sarebbe grave.I pazienti contagiati guariti sono nel frattempo saliti a 475. Il dato, aggiornato al termine della giornata di ieri domenica 2 febbraio, è stato comunicato oggi dalle autorità sanitarie cinesi. Soltanto ieri i malati dimessi sono stati 147 – riferisce la National Health Commission – 80 dei quali in Hubei, la provincia della megalopoli Wuhan epicentro dell’epidemia.

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Pechino ha intanto chiesto aiuto alla comunità internazionale: il Paese – ha spiegato la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying – ha urgente bisogno di mascherine, tute protettive e occhiali necessari al personale sanitario che opera sul fronte della lotta all’epidemia.

Il governo cinese ha anche criticato gli Stati Uniti: da Washington non è arrivato alcun aiuto “sostanziale” per gestire la crisi ma anzi gli Stati Uniti hanno contribuito “a creare e diffondere paura”. “Sono stati i primi a ritirare lo staff del consolato di Wuhan, i primi a suggerire un parziale ritiro del personale dell’ambasciata, i primi ad annunciare un bando sull’ingresso dei cittadini cinesi dopo che l’Organizzazione mondiale della Sanità aveva detto che non solo raccomandava ma anzi si opponeva alle restrizioni nei confronti della Cina su viaggi e commercio”. Azioni, ha commentato la portavoce, “che possono creare e diffondere panico”.

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Il Vaticano ha inviato circa 700mila mascherine protettive in Cina a partire dal 27 gennaio quale espressione delle preoccupazioni della Santa Sede e partecipazione agli sforzi per contrastare il dilagare dell’epidemia. A scriverlo è il ’Global Times’, che cita Vincenzo Han Duo, vice rettore del Pontificio collegio urbano del Vaticano. L’operazione si è svolta grazie al’appoggio della Farmacia Vaticana e delle comunità cristiane cinesi in Italia. L’acquisto delle mascherine raccolte dalla Farmacia Vaticana in diverse regioni d’Italia è stato finanziato dalla Santa Sede e da gruppi cristiani cinesi. Il materiale è stato poi trasportato gratuitamente da varie compagnie aeree tra cui China Southern Airlines, ed è stato poi inviato nella provincia centrale di Hubei e nelle province orientali di Zhejiang e Fujian.

HONG KONG

cms_15981/5v.jpgLa ’chief executive’ di Hong Kong Carrie Lam ha annunciato la chiusura di altri quattro punti di frontiera con la Cina per fare fronte alla diffusione del coronavirus. Rimarranno aperti solo il ponte Zhubai Macao e il varco di Shenzhebei, e saranno operativi un numero limitato di voli di collegamento.E’ poi iniziata questa mattina la mobilitazione del personale sanitario per chiedere la chiusura totale della frontiera per limitare l’epidemia del virus di cui si sono registrati al momento a Hong Kong 15 casi. Ma Lam ha assicurato che la sua decisione di chiudere altri varchi non è stata influenzata dallo sciopero. “Chi fa ricorso a misure estreme non va da nessuna parte. Dobbiamo considerare gli interessi complessivi dei residenti”, ha dichiarato in una conferenza stampa.

Le autorità di Hong Kong avevano in precedenza sospeso i collegamenti ferroviari e i traghetti ma i dipendenti del settore sanitario chiedono la chiusura totale “o non ci saranno sufficienti equipaggiamento protettivo, personale, stanze per l’isolamento, per combattere l’epidemia”, come ha spiegato Winnie Yu, a capo della neonata formazione sindacale Alleanza dipendenti autorità sanitaria. La mobilitazione riguarda oggi il personale non essenziale e proseguirà a partire da domani con infermiere e medici, se le richieste avanzate non verranno esaudite.

(Foto dal Web)

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4 Febbraio 2020