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Virus Cina, gli Usa offrono aiuto (Altre News)

Virus Cina, gli Usa offrono aiuto

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Prima vittima del nuovo coronavirus a Pechino. Secondo quanto annunciato dalla commissione sanitaria della capitale, si tratta di un uomo di 50 anni che l’8 gennaio scorso era stato a Wuhan, la città focolaio dell’epidemia, e che, al suo ritorno una settimana dopo a Pechino, aveva accusato i sintomi dell’infezione.

Intanto, con un tweet del presidente Donald Trump, gli Usa fanno sapere di portare avanti “strette comunicazioni” con la Cina riguardo all’emergenza. Trump che “pochissimi casi” sono stati registrati negli Usa, ma l’attenzione rimane alta. “Abbiamo offerto alla Cina e al presidente Xi tutto l’aiuto necessario”, scrive ancora Trump, sottolineando che gli esperti statunitensi sono “straordinari”. Il dipartimento di Stato invita intanto gli americani a “riconsiderare piani per viaggi in Cina a causa del coronavirus identificato per la prima volta a Wuhan”. Nel messaggio, che corrisponde al livello tre nella scala di allerta dei travel warning, si avvisa che “alcune aree hanno un rischio maggiore”. La scorsa settimana gli Stati Uniti avevano diffuso un travel alert di livello quattro, cioè quello che esorta a “non viaggiare”, per l’intera provincia di Hubei di cui Wuhan è il capoluogo.

Terremoto Turchia, si continua a scavare: sale bilancio vittime

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Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime del terremoto di magnitudo 6.8 che venerdì ha colpito la Turchia orientale. Le ultime notizie confermate dall’Afad, l’agenzia turca analoga alla protezione civile, e riportate stamani dall’agenzia ufficiale Anadolu, parlano infatti di almeno 39 morti. La maggior parte delle vittime, 35, si registra nella provincia di Elazig, mentre le altre quattro hanno perso la vita nella vicina provincia di Malatya. I feriti sono più di 1.600. Quarantacinque persone sono state estratte vive dalle macerie e, riferisce Cnn Turk, continua il lavoro dei soccorritori poiché ci sarebbero almeno due persone ancora intrappolate sotto edifici crollati.

Aereo finisce fuori pista e atterra in strada

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Momenti di panico a bordo di un aereo di linea partito dalla capitale iraniana Teheran e diretto a Mahshahr, nel sudovest della Repubblica Islamica, con 135 persone a bordo. Secondo l’agenzia ufficiale iraniana Irna, il volo 6936 dell’iraniana Caspian Airlines è finito fuori pista durante l’atterraggio all’aeroporto di Mahshahr senza che ci siano state conseguenze per l’equipaggio e i passeggeri.

cms_15888/0.jpgL’aereo è finito su una strada vicina all’aeroporto e miracolosamente non ci sono state vittime. Tutte le 135 persone a bordo dell’aereo sono al sicuro, ha riferito l’agenzia Fars citando il portavoce dell’Ente iraniano per l’aviazione civile, Reza Jafarzadeh.
Le cause di quanto avvenuto non sono ancora chiare. Il direttore degli aeroporti del Khuzestan, Reza Rezaei, ha accusato il pilota di aver rinviato l’atterraggio e di aver così provocato l’incidente.
Morte Bryant, “elicottero aveva via libera speciale per nebbia”
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Il pilota dell’elicottero sul quale viaggiava Kobe Bryant era stato autorizzato a volare in condizioni meteorologiche peggiori di quelle consentite dalle norme standard. E’ quanto scrive il New York Times in merito all’incidente nel quale ha perso la vita la stella del basket Nba, sua figlia Gianna di 13 anni e altre 7 persone. Stando a quanto risulterebbe dalle registrazioni delle comunicazioni audio tra il pilota e i controllori di volo all’aeroporto di Burbank, scrive il New York Times, l’elicottero aveva ottenuto il nulla osta per volare in base alle cosiddette Special Visual Flight Rules, ossia le norme speciali di volo a vista. La fitta nebbia sui cieli di Los Angeles potrebbe essere una delle cause della tragedia avvenuta sulla collina di Calabasas.

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28 Gennaio 2020