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Virus,Speranza:”Voli restano chiusi”(Altre News)

Virus,”Voli restano chiusi”

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“La prevenzione viene prima dell’economia, il governo non cambia linea e i voli per la Cina e dalla Cina restano chiusi. L’allarmismo è sbagliato, ma dobbiamo tenere una soglia di attenzione molto alta”. Lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, in un’intervista al ’Corriere della Sera’, sottolineando che è “giusto aver scelto una risposta più prudenziale rispetto ad altri Paesi. Le persone infettate sono 35mila nel mondo, con una crescita media di 3.500 al giorno. L’allarmismo è sbagliato, ma dobbiamo tenere una soglia di attenzione molto alta”.

Speranza ricorda che l’epidemia di coronavirus “è ancora in fase espansiva. Io spero che le meritorie decisioni del governo cinese possano consentire di raggiungere presto il picco e iniziare la fase regressiva”. Quanto alla durata del blocco dei voli, “dipende dall’evoluzione del contagio – osserva il ministro -. L’articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla salute, viene prima di tutto. Sono numeri significativi, parliamo di 60 voli a settimana e almeno 200 persone a bordo di ogni aereo. La nostra misura ha ridotto in modo importante gli scambi. E i cargo che trasportano merci continuano a volare”.

Virus, “assenza giustificata per studenti che tornano da Cina”

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Non c’è uno specifico obbligo, ma il ministero della Salute “favorisce” la “permanenza volontaria fiduciaria” a casa per 14 giorni degli studenti che rientrano dalla Cina. E’ quanto prevede l’aggiornamento della circolare del 01/02/2020 che conteneva “Indicazioni per la gestione degli studenti e dei docenti di ritorno o in partenza verso aree affette della Cina” varato oggi dal ministero della Salute sulla base delle indicazioni messe a disposizione dal Comitato Tecnico Scientifico, istituito dal Commissario straordinario della Protezione Civile.

“Di fronte alla crescita del livello di diffusione del coronavirus 2019-nCoV in Cina – spiega in una nota il ministero – l’aggiornamento della circolare è ispirato, coerentemente con tutti i precedenti provvedimenti del Ministero, al principio di massima precauzione. Nelle prossime settimane è, infatti, previsto il rientro di studenti che si trovano attualmente in Cina. La circolare riguarda i bambini che frequentano i servizi educativi dell’infanzia e gli studenti, fino alla scuola secondaria di secondo grado, di ogni nazionalità, che nei 14 giorni precedenti il loro arrivo in Italia siano stati nelle aree della Cina interessate dall’epidemia. La misura di precauzione prevista in questi casi è quella di una sorveglianza attiva, quotidiana, del “Dipartimento di prevenzione della Asl di riferimento” attivato dal dirigente scolastico su segnalazione della famiglia. Tale monitoraggio consiste nella puntuale verifica della febbre e dei sintomi tipici del nuovo coronavirus 2019-nCoV”.

“Fermo restando il diritto inalienabile di bambini e ragazzi, di qualsiasi nazionalità, di frequentare liberamente e regolarmente la scuola in assenza di evidenti e conclamate controindicazioni di carattere sanitario, in uno spirito di massima precauzione, il Dipartimento favorisce una ’permanenza volontaria fiduciaria’ a casa sino al completamento del periodo di 14 giorni dalla partenza dalla Cina”, prosegue il ministero della Salute.

Il ministero della Istruzione, si conclude, “con il quale l’aggiornamento della circolare è concordato, con un suo autonomo provvedimento darà indicazione ai dirigenti scolastici affinché tali assenze siano considerate giustificate”.

Lavorava al night ma percepiva reddito di cittadinanza: ballerina nei guai

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Percepiva il reddito di cittadinanza, ma allo stesso tempo lavorava come ballerina in un night club, pagata ’in nero’. A finire nei guai è una 20enne di Modena, il cui nucleo familiare da maggio 2019 è beneficiario del rdc. A scoprirlo è stata la Guardia di finanza di Rimini, durante un controllo in un locale notturno in Riviera, all’interno del quale sono state identificate 13 ballerine, di cui 5 sono risultate in nero, compresa la giovane.

Per il datore di lavoro è scattata quindi la sospensione dell’attività imprenditoriale, subito revocata a seguito del pagamento di una maxi-sanzione da 20mila euro e dell’assunzione delle ragazze. La 20enne, che aveva omesso di comunicare l’avvio della sua attività lavorativa, è stata deferita all’autorità giudiziaria e un’ulteriore comunicazione è stata inviata alla sede provinciale Inps di Modena, poiché quando uno dei componenti del nucleo familiare viene trovato a svolgere attività di lavoro dipendente in nero, è prevista la decadenza dal beneficio e la disattivazione della carta di Reddito di cittadinanza.

A termine dell’attività ispettiva, poi, fanno sapere i finanzieri, nei confronti dello stesso datore di lavoro è stata contestata la cosiddetta ‘maxi-sanzione’, che va da un minimo di 1.800 euro ad un massimo di 10.800 euro per ogni lavoratore trovato ‘in nero’, nonché la ‘maxi-sanzione aggravata’ pari a 4.320 euro prevista in caso di impiego di lavoratore ‘in nero’ percettore di Reddito di cittadinanza.

Sempre nell’ambito dei controlli effettuati dalle fiamme gialle a Rimini, poi, è stata individuata anche una donna ucraina che a sua volta percepiva il reddito di cittadinanza, pur essendo impiegata regolarmente come cameriera in un hotel. In questo caso, la lavoratrice residente e Velletri (Roma), non solo ha omesso di comunicare all’Inps competente l’avvio di un lavoro dipendente, come previsto dalla legge, ma ha anche presentato una Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) omettendo di indicare i redditi percepiti dal coniuge.

In questo modo ha ottenuto una certificazione Isee alterata e fasulla, ma idonea a ottenere i benefici del Reddito di cittadinanza che le è costata, però, il deferimento all’autorità giudiziaria di Velletri. Nei confronti dell’albergatore è stata contestata la cosiddetta la maxi-sanzione aggravata pari a 4.320 euro prevista in caso di impiego di lavoratore in nero percettore di Reddito di cittadinanza.

Crea setta del ’diavolo-vampiro’ per ottenere sesso, indagato studente

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Si presentava come un ’diavolo-vampiro’, con poteri sovrannaturali: una maschera per plagiare ragazzi e ragazze spesso ancora minorenni, portati alla “cieca obbedienza e totale accondiscendenza”, con la promessa di realizzare i propri desideri e poi spinti a partecipare a rituali (’Il morso del vampiro’) esoterici e a subire abusi sessuali.

Diverse perquisizioni sono scattate venerdì mattina all’alba nel corso di un’inchiesta della Squadra Mobile di Firenze, coordinata dalla pm della Procura fiorentina Angela Pietroiusti, su una presunta setta satanica che operava nella provincia di Prato. A capo del gruppo, che secondo le prime ricostruzioni poteva contare su una ventina di membri, come riferisce la cronaca locale de ’La Repubblica’, un cittadino straniero di 23 anni, residente sempre nel pratese, studente universitario, nei confronti del quale vengono ipotizzate gravissime accuse come riduzione in schiavitù e violenza sessuale.

Le perquisizioni sono state eseguite anche a casa di alcuni adepti maggiorenni, a caccia del più piccolo particolare utile alle indagini. Quattro le vittime accertate, ma le verifiche sono ancora in corso e il numero è destinato ad aumentare.

Gli accertamenti, portati avanti dagli esperti della squadra anti-sette della Questura, sono partiti dalla denuncia di una mamma, preoccupata per i due figli di 17 e 18 anni che da alcuni mesi si comportavano in modo anomalo e partecipavano a incontri nei boschi. Gli investigatori non hanno perso tempo e sono risaliti al giovane cittadino straniero, poi hanno iniziato a raccogliere le drammatiche testimonianze delle vittime.

Tutto iniziava con i primi approcci sui social e sulle chat di WhatsApp, cui seguivano richieste di foto di nudi. Il leader faceva credere ai giovani di essere dei ’prescelti’ che nelle vite precedenti avevano avuto un’altra identità (Amon, Atena, Banshee, Lilith, Le Sette Furie) e che avrebbero dovuto salvare il mondo. Li legava a sé attraverso un patto di totale obbedienza, ricorrendo a dozzinali trucchi di magia per persuaderli dei propri poteri o a messinscene come fingere di farsi uccidere da due complici per poi resuscitare.

Al ’classico’ immaginario esoterico, univa suggestioni cinematografiche di facile presa sugli adolescenti, come vampiri e lupi mannari. Durante i rituali, si legge nel decreto di perquisizione, il leader dava agli adepti morsi sulle braccia (alcune vittime hanno mostrato alla polizia i segni rimasti sulle braccia) “causando fuoriuscita di sangue, dolori persistenti e cicatrici”, tutto per “aumentare le loro potenzialità e per riattivare l’essenza di lupo mannaro e vampiro delle loro vite precedenti e poter così riacquistare il potere di autoguarigione dei vampiri e la forza e agilità del lupo mannaro”. In altri casi afferrava “con le mani la testa delle persone offese e di altri appartenenti al suo gruppo” e premeva i pollici sulle loro tempie “in modo da provocare fortissimi dolori alla testa per diversi giorni e in alcuni casi anche la perdita di sensi, rappresentando l’atto come necessario per sconfiggere entità maligne”.

Con la scusa di recuperare i ricordi delle vite passate, poi, faceva inalare incensi e cristalli da lui definiti ’sali’ o ’sangue di drago’ mentre bruciavano, provocando reazioni aggressive e violente oltre a mancamenti e lievi malori. I rituali terminavano quasi sempre con lo ’sblocco sessuale’, con cui i membri della setta venivano spinti ad avere rapporti.

Quattro le vittime accertate, tutte tra i 17 e i 18 anni, compresa una ragazzina sprofondata in una “condizione di totale sudditanza” dalle numerose aggressioni e dalle continue minacce (la morte di una sorellina e di altri familiari). Proprio per cercare riscontri ad accuse tanto gravi proseguono le indagini della Squadra Mobile: particolari utili potrebbero arrivare dall’analisi del cellulare e del computer del cittadino straniero, sequestrati durante le perquisizioni.

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9 Febbraio 2020