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VITTORIA DELLA MERKEL, AVANZANO I POPULISTI

Aperte le urne domenica 24 settembre per 61 milioni di cittadini chiamati ad eleggere il nuovo Bundestag, la Camera bassa del Parlamento, che guiderà l’Unione Europea per i prossimi 4 anni.

Queste le principali coalizioni: CDU (Unione Cristiano-Democratica) / CSU (Unione Cristiano-Sociale), che fa capo alla Merkel stessa, l’SPD (Partito Social Democratico) con Schultz, la Sinistra con Die Linke, l’Alleanza 90/I verdi con Die Grunen; partiti che rappresentano dunque l’unica certezza nelle elezioni federali.

La Merkel, intanto, ha espresso la propria volontà di dedicarsi a compiti di più ampio respiro internazionale. Dopo i risultati della Brexit e delle Elezioni Usa, la Cancelliera ha deciso di rimettersi in campo per difendere i valori democratici.

La sfida elettorale ha visto contrapporsi la Merkel e il socialdemocratico Schulz. “Un elemento da considerare è l’avanzata storica della destra populista e nazionalista dell’Afd (Alternative für Deutschland), il movimento guidato da Alice Weidel che dovrebbe superare la soglia del 5%, accedendo al Parlamento federale. Per la prima volta dopo la Seconda Guerra Mondiale, dunque, un partito populista potrebbe fare il suo ingresso al Bundestag.

“Le elezioni sono state importanti per valutare la forza relativa dei partiti, e quindi chi potrà allearsi con chi”. La CDU/CSUI, i centristi per intenderci, costituisce il gruppo politico più forte della Germania; il suo leader è risultato il più popolare della storia recente della Germania, perché capace di garantire maggiore stabilità e crescita economica. La Merkel ha promesso di ridurre la disoccupazione dall’attuale “5,5% al 3%”, insieme a un “modesto taglio delle tasse per la classe media e un modesto innalzamento per i più ricchi”. Per quanto riguarda l’immigrazione, la proposta è quella di incentivare l’accoglienza per gli immigrati con maggiori competenze, i cosiddetti skilled workers.

cms_7291/2.jpgLa SPD con Martin Schulz, candidato cancelliere, ha rivendicato come valore aggiunto il fatto di non aver preso parte alla politica tedesca negli ultimi anni. “Io spero- ha detto- che oggi molte persone usino il loro diritto al voto e rafforzino il futuro democratico della repubblica federale tedesca, dando il loro voto per partiti democratici”.

L’SPD garantisce stabilità sulle pensioni (evitando di alzare l’età pensionabile, ma senza neanche richiedere ulteriori riduzioni) un futuro taglio delle tasse per i più poveri, compensato dagli “aumenti per tutti gli individui che guadagnano più di 76mila euro l’anno”. Schulz ha promesso anche di mantenere basse le spese militari e di non portarle al di sopra del 2% del PIL. Infine, la SPD si è impegnata a ridurre il crescente divario tra i più e i meno abbienti.

Data:

25 Settembre 2017