Traduci

Vivere senza poesia

cms_19641/0.jpg

(per gentile concessione dell’artista Maria Casalanguida“ESPLOSIONE – acrilico su tela )

Vivere senza poesia non è fra le probabilità contemplate. Non si tratta di scrivere, non è un alibi, è un preciso stile di vita. Io sento uguale io scrivo. C’era una volta la poesia, sì, dovrebbe essere questo il titolo di tutta quella stranezza che si aggira e poi sfolla quasi per magia nella mia mente. Una volta infatti, credevo che poesia fosse lo sfogo che animava pagine di diari sofferenti, quando fra io e me sorgeva una sorta di parentesi chiusa fra le mura casalinghe e quelle accademiche e vita era una frase scritta e letta -per caso- su qualche murales.

Non mi accorgevo che la poesia vera si nascondeva fra pagine di libri comprati a caro prezzo, raccontata da insegnanti stanchi, senza passione. Ed imparare a memoria versi, parafrasare colore ed emozione non bastava alla riflessione. Finta e con l’obbligo, quella scuola non seppe dare alcun input alle mani, alla testa per andare oltre il senso voluto dall’autore di un libro pedante, non capì la rivoluzione atta in parole tremule e rampicanti che possono essere capaci di mantenere calma un’implosione.

La poesia è capace di restituire la vera esistenza. Se ci si dovesse preoccupare solo del telefono, delle video lezioni, del passaggio d’aria condizionata alla stufa. Se fosse l’unica ricetta che non hai ancora provato, le voci dal megafono del venditore di turno. Se non fosse la frutta troppo matura che poi è peccato buttare, il bollo dell’auto che non voglio pagare, cronache e ancora leggi che fanno vomitare. No. È vivere guardando le foglie d’ autunno a terra, fermarsi ad ammirare le sfumature del colore, avere una voglia pazza di farle scrocchiare. È l’ultimo pezzo di cioccolato che conservi a chi vuoi bene, è prendere il nastro dei dolci alla domenica e inventarsi giochi solo per sorprendere i sorrisi bambini. Le carezze che ci dona un animale. La corazza che vacilla con un tocco freddo sulla schiena.

È la rivoluzione in atto nella mente ogni volta che le parole attraversano il cuore e la voglia di far rizzare i peli a chi legge. Che i brividi si moltiplichino e come onde magnetiche si espandano. La vita senza poesia è un’implosione incosciente, io voglio esplodere e che i miei battiti arrivino perfino su Marte. Perché la poesia non ha confini.

Il lavoro dei petali

e sono piccoli pezzi di me a pretendere

l’istante per poi seppellirsi nella bocca

di un filo d’erba diventando concime.

Come puoi sapere il lavoro dei petali

e quanto davvero soffrano le spine?

Data:

24 Ottobre 2020