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VOGLIA DI UN NATALE DI PACE

Fino a poche ore prima la pioggia era stata incessante e aveva reso l’aria umida e la neve molle. Faceva freddo, molto freddo. Quel freddo che ti prende ai piedi e ti entra nelle ossa.

Erano tutti lì, in attesa e in silenzio, nel buio della trincea, nella tristezza di un Natale solitario, lontano dalle famiglie, dal calore di una casa, dall’amore dei loro cari.

A un certo punto, all’inizio della notte, una voce lontana ruppe il silenzio, cantando: “Stille Nacht, heilige Nacht”.

I soldati inglesi, increduli, ascoltarono in silenzio. Alla fine, applaudirono il solitario cantore lontano e poi timidamente intonarono “The first Noel”.

A questo punto furono i soldati tedeschi, dalle loro trincee, ad applaudire il coro inglese. E risposero con “O Tannenbaum”. Allora gli inglesi cantarono “O come all ye faithful”. E i tedeschi si unirono cantando la stessa canzone ma in latino, “Adeste Fideles”.

Dalle due trincee nella notte di Natale del 1914, in piena Guerra Mondiale si udì la stessa melodia.

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Poi da entrambi gli schieramenti, i soldati presero coraggio, abbandonarono la sicurezza della trincea e si avventurarono nella terra di nessuno. Poteva accadere di tutto, invece si strinsero le mani, si augurarono buon Natale, si abbracciarono. Si scambiarono sigarette, sigari, caffè, carne in scatola.

Perché al di là delle divise, trincee e bandiere, erano uomini con gli stessi desideri, le stesse sofferenze e la stessa voglia di stare a casa loro con le loro famiglie invece di combattere al fronte.

Perché i sentimenti umani sono gli stessi, in qualunque tempo, a qualunque latitudine, in qualunque circostanza.

E tutti noi sogniamo la pace, anche quando fuori c’è la guerra.

Ma chissà perché, alla fine, sembra sempre più facile fare la guerra piuttosto che costruire la pace.

Data:

23 Dicembre 2023