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“VOX POPULI, VOX DEI”

“Voce del popolo, voce di Dio”. L’ultimo tweet di Elon Musk si avvale, un po’ a sproposito, di un vecchio adagio per annunciare il ritorno ai cinguettii di Donald Trump. Seicento ottanta giorni dopo l’ultimo post l’ex presidente torna in possesso del suo account, prima sospeso e poi bloccato, @realdonaldtrump. Zero profili seguiti ma già un milione e trecento mila seguaci, gli inarrendevoli che hanno già raccolto un altro milione da aggiungere al numero. Da qui a sentenziare che l’ex presidente tornerà a ticchettare sulla tastiera ne passa di acqua sotto i ponti.

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Come sottolinea l’AGI, “si parla del più grande trollatore dei social e del più grande della politica, Musk e Trump”. Parole al vetriolo, ma che riassumono le reazioni composite che si sono generate come un effetto domino. Tra l’altro il tycoon non sembra avere l’intenzione concreta di twittare ancora, avendo definito il social acquistato dal padrone di Tesla il 27 ottobre “pieno di bot e di problemi”. E il secondo uomo più ricco al mondo si era già dato da fare per risolvere i problemi, anche sacrificando dei dipendenti, in seguito ri-assunti dopo il licenziamento. Anche se Truth, la nuova piattaforma privata trumpiana, non regge il confronto.

Paolo Sorrentino, e con tutto il rispetto che si deve a Sua Santità Jorge Bergoglio, potrebbe girare il seguito delle sue serie The Young Pope e The New Pope: The Third Pope, Trump avrebbe una pletora di persone pronte a sostenerlo e idolatrarlo ma anche inferociti detrattori pronti ad attaccarlo con tutto il loro arsenale dialettico.

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Il problema che nasce dal ritorno di The Donald su Twitter è di stampo etico: è giusto ridare libertà di espressione sui social, catalizzatori e amplificatori del pensiero mondiale, a chi ha dimostrato di sostenere eventi tragici come l’assalto a Capitol Hill? Non esiste una risposta che metta d’accordo l’opinione generale, a maggior ragione in un mondo dove il tema dei diritti umani è trattato più delicatamente dell’antimateria nel CERN. Il più famoso precetto del Bushido, il codice dei samurai, recita che non è la spada che ferisce ma la mano di chi la impugna. Negli anni ’30 Einstein poteva mai immaginare che le sue scoperte scientifiche avrebbero poi portato alla costruzione della bomba atomica? Ma, come la scienza, i social sono neutri per natura. È chi ci scrive responsabile di quello che dice e posta, ma impedire a qualcuno di esprimersi, più che nel bene soprattutto nel male, renderebbe ipocrita qualunque lotta per l’uguaglianza dei popoli. Chi scrive non è sostenitore trumpiano, però un articolo giornalistico anch’esso deve essere imparziale: abbandonare il super partes vuol dire fare informazione scadente. Sta a Donald Trump capire se e come muoversi nel terreno di Elon Musk.

Data:

21 Novembre 2022