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Vulcano Russiagate

Vulcano Russiagate

cms_8114/casa_bianca_usa_afp.jpgNuovo capitolo della vicenda Russiagate. Ad un mese di distanza dal mea culpa dell’ex consigliere per la Sicurezza nazionale Michael Flynn, l’ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon accusa il primogenito di Trump di aver tenuto incontri “sovversivi” con i russi durante la campagna elettorale. In un nuovo libro scritto da Michael Wolff, ’Fire and Fury’, Bannon ha infatti definito “sovversivo” e “antipatriottico” l’incontro tra Donald Trump jr. e un gruppo di russi alla Trump Tower che sarebbe avvenuto nel giugno 2016, a pochi mesi di distanza dalle elezioni presidenziali. Accuse subito rispedite al mittente. Steve Bannon ha “perso la testa”, ha tuonato il presidente statunitense. “Steve finge di essere in guerra con i media, che chiama il partito di opposizione – si legge in una dichiarazione rilasciata dalla Casa Bianca – ma ha passato il suo tempo alla Casa Bianca facendo trapelare false informazioni ai media per sembrare molto più influente di quello che è”.

Intanto gli avvocati di Trump hanno inviato una lettera all’ex stratega della Casa Bianca chiedendogli di astenersi dal fare commenti sprezzanti contro il presidente e la sua famiglia. L’avvocato di Trump, Charles J. Harder, dello studio legale Harder Mirell & Abrams LLP, ha dichiarato in una nota riportata dall’Abc News, che “per conto dei nostri clienti, è stata emessa una notifica legale a Stephen K. Bannon, perché le sue dichiarazioni danno luogo a numerose rivendicazioni legali tra cui diffamazione, calunnia e violazione del suo accordo scritto di riservatezza e non denigrazione con i nostri clienti”. Nella lettera Harder infatti scrive che “parlando all’autore Michael Wolff del presidente, dei membri della sua famiglia e della società, svelando informazioni confidenziali e facendo dichiarazioni denigratorie e in alcuni casi completamente diffamatorie”, Bannon ha “violato un accordo di non divulgazione sapendo che tali dichiarazioni sarebbero state incluse nel libro”.

Nordcorea, tregua olimpica per Seul e Washington

cms_8114/sudcorea_afp_militari_usa.jpgTregua olimpica: il presidente sudcoreano Moon Jae-in ed il presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno concordato di rinviare le manovre militari congiunte, che i due Paesi tengono periodicamente, mentre si svolgeranno le Olimpiadi invernali di PyeongChang, dal prossimo 9 febbraio. Ne dà notizia l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, che cita l’ufficio del presidente, secondo cui l’accordo è stato raggiunto nel corso di un colloquio telefonico tra Trump e Moon, quest’ultimo promotore della richiesta.

“Credo che aiuterebbe di molto il successo dei Giochi Olimpici di PyeongChang se esprimesse l’intenzione di rinviare le manovre militari congiunte tra Stati Uniti e Corea del Sud durante le Olimpiadi, nel caso in cui il Nord non faccia altre provocazioni“, ha detto Moon a Trump. Che si è detto d’accordo e, secondo quanto si legge in una nota della Casa Bianca, i due leader hanno convenuto di rinviare le manovre, “in modo che le forze degli Stati Uniti e della Repubblica di Corea possano concentrarsi sulla sicurezza dei Giochi”.

La telefonata tra Trump e Moon è arrivata all’indomani della riattivazione del ’telefono rosso’ per contatti diretti tra la Corea del Nord e la Corea del Sud, dopo la disponibilità del leader nordcoreano Kim Jong un a mandare una delegazione ai Giochi. E per il 9 gennaio Seul ha proposto un incontro di alto livello nel villaggio di Panmunjon, lungo la linea demilitarizzata, per discutere della questione.

Ciclone bomba si abbatte sulla East Coast

cms_8114/usa_ciclone_bomba_afp.jpgUn “ciclone bomba” sta spazzando la costa orientale degli Stati Uniti, con neve e forti venti che hanno investito 13 Stati, dal Maine fino alla Florida, imbiancata per la prima volta dopo 30 anni. La neve è arrivata anche in Georgia e in Carolina del Sud, con un record di 12 centimetri che non si vedeva dal 1989. Almeno 3580 voli sono stati cancellati e 1236 sono stati ritardati a causa delle condizioni estreme del tempo, secondo i dati del portale FlightAwarae.

Il ciclone bomba, ovvero un brusco abbassamento della temperatura vari gradi sotto la media, è iniziato ieri e dovrebbe raggiungere un picco domani con temperature di -8 gradi in Florida e -27 a New York e Boston. Già oggi tutti gli aerei sono rimasti a terra negli aeroporti di New York a causa dei forti venti, mentre il sindaco Bill De Blasio ha avvertito che in alcune parti della città la neve potrebbe arrivare a 25 centimetri di altezza e le raffiche di vento a 80 chilometri orari. A Washington è prevista una temperatura di -17 gradi. Maine e New Jersey hanno ordinato la chiusura di tutti gli uffici statali, mentre in Connecticut è in vigore lo stato d’emergenza e nei negozi vi sono state scene di accaparramento di beni alimentari e acqua minerale.

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5 Gennaio 2018