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Zaia: “E’ Sud contro Nord” (Altre News)

Coronavirus, Zaia: “E’ Sud contro Nord”

’’E’ una prima forma di autonomia, il Sud ha deciso di sposare il nostro progetto autonomista, lo dico come battuta. Voglio fare un appello: finitela di dire Nord contro Sud, se il Sud dice di chiudere le frontiere è Sud contro Nord. Mettevi nei panni di un cittadino che sale in treno, vuol dire che tutti i treni saranno soppressi, che tutti i treni che escono dai confini regionali non hanno più senso. Ma che proposta è, come fanno a mettere in piedi queste misure? Noi abbiamo sempre ospitato e accettato tutti, non ho mai fatto un’ordinanza per mandare via la gente dalle seconde case’’. Lo ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia in diretta Facebook, rilevando inoltre che ’’sarebbe difficile bloccare lo spostamento fuori regione se le imprese sono aperte”.

Riguardo alla fase 2, ’’la mia posizione è che se c’è il supporto scientifico, è giusto che si apra. Sancita la messa in sicurezza dei cittadini e che si andrà avanti con un trend di attenuazione del contagio, ritengo che il tema della riapertura si possa affrontare agevolmente. Tempi? Speravo e spero che qualche segnale arrivi anche prima ma immagino che il 4 maggio sia la dead line, oltre la quale ci saranno solo provvedimenti per le riaperture’’.

Scontro Fontana-Regione Lazio: “Nessun caso Lombardia in nostre Rsa”

E’ scontro tra il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, e la Regione Lazio. Ad accendere la scintilla un’intervista a Radio Padania Libera in cui Fontana dice che “la famosa delibera per ricoverare” pazienti Covid “in luoghi isolati all’interno delle Rsa, come si legge sui giornali, era già stata presa dal Lazio. Credo fosse giusta la sua delibera come credo fosse giusta la mia, ma al governatore del Lazio non si fa nessuna contestazione Cose del genere sono successe in altre regioni ma nessuno si permette di andare a vedere. Le case di riposo non sono un problema italiano, sono un problema europeo”.

La replica della Regione Lazio non si è fatta attendere. “Caro Presidente Fontana prima di accusare si informi bene. Ancora una volta la Regione Lazio si trova a smentire una bufala diffusa per infangare il lavoro fatto durante questa emergenza dalla giunta Regionale del Lazio. Alcuni giornali, prendendo spunto da una richiesta di disponibilità fatta alle Rsa del territorio dalla Regione per creare strutture esclusivamente Covid, vorrebbero far credere al lettore che, al pari della Lombardia, il Lazio avrebbe facilitato il contagio nelle residenze dedicate agli anziani. È totalmente falso’’ si legge in una nota della Regione Lazio.

“Caro presidente Zingaretti, forse lei dovrebbe fare più attenzione alle dichiarazioni che rilascia – controreplica alla Regione Lazio Attilio Fontana in una nota diffusa dalla Regione Lombardia – Io non ho accusato né lei, né la sua Regione. Ho semplicemente fatto notare il diverso modo di trattare le notizie, da parte di certa stampa, a seconda di chi governa”. “Trovo infatti che la vostra delibera, così come la nostra – prosegue Fontana – partano dalla stessa ratio: isolare i pazienti Covid. Noi ne avevamo bisogno, per dimetterli da reparti ospedalieri in un momento di grande saturazione dei posti letto, voi per spostarli dalle Rsa”. “Identici – conclude il governatore della Lombardia – sono i requisiti richiesti da entrambe le delibere per le strutture che avrebbero dovuto ospitarli: indipendenti e con organici dedicati. Quindi per riprendere le sue parole ’nessuna promiscuità, nessuna facilità nel contagio’. Trovo pertanto inopportuna e di cattivo gusto la sua conclusione ’nessun caso Lombardia, nel Lazio’”.

Coronavirus Piemonte, ex ministro Fazio guiderà task force sanità

Una task force di esperti per analizzare e certificare le carenze strutturali che l’emergenza coronavirus ha messo in luce sul sistema sanitario piemontese e ripartire da lì per la futura programmazione. E’ la ’fase 2’ per la sanità che domani la giunta regionale approverà istituendo un gruppo di esperti. Ne faranno parte esponenti del mondo istituzionale, medico e scientifico a cominciare dall’ex ministro Ferruccio Fazio, oggi sindaco di Garessio, cui sarà affidato il compito di presiedere la task force. Nel 2009, da vice ministro della Salute, Fazio gestì l’emergenza in Italia da virus A/H1N1, la cosiddetta influenza suina, coordinando una specifica Unità di crisi nazionale.

“Accanto a una Fase 2 per l’economia, al Piemonte serve anche una Fase 2 per la sanità. Dobbiamo fare una analisi accurata delle carenze strutturali: oggi che le ferite sono ancora aperte siamo in grado di capire dove il sistema sanitario necessita di maggiori interventi e da lì ripartiremo per costruire una reale medicina di territorio” ha detto il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, a proposito della task force che sarà guidata dall’ex ministro Ferruccio Fazio.

“Parlo di costruire e non di ’ricostruire’”, ha aggiunto Cirio ringraziando gli esperti del gruppo di lavoro “perché la grande carenza in questa pandemia è stata la rete organizzativa di medicina territoriale. Dobbiamo progettare il ritorno alla regolare attività delle nostre strutture ospedaliere, ma ancor di più elaborare un programma per costruire un reale rapporto ospedale-territorio”.

Bertolaso: “Ospedale Fiera per eventuali seconde o terze fasi”

“Ci devono essere gli ospedali Covid-19 in tutte le regioni secondo questi modelli”, ossia l’ospedale creato in Fiera e quello realizzato nelle Marche “che possono essere perfezionati ma rappresentano una proposta concreta per affrontare e vincere questa tremenda guerra”. Lo sostiene Guido Bertolaso, chiamato dal governatore lombardo Attilio Fontana per realizzare l’ospedale in Fiera a Milano per l’emergenza coronavirus in un video. “Abbiamo già un ospedale Covid in Italia ed è quello che è stato realizzato nella fiera di Milano, dal punto di vista tecnologico perfetto, una vera astronave che deve essere guidata da gente che ne abbia le capacità e la competenza per togliere là dove è possibile i malati dagli altri ospedali della Lombardia in modo da farli ripartire secondo le loro funzioni originali e poi per prepararci a eventuali seconde, terze, quarte fasi durante le quali possiamo dover sopportare nuove epidemie”, sottolinea Bertolaso.

“L’altro ospedale Covid-19 italiano lo stiamo realizzando nelle Marche con 42 posti letto di terapia intensiva e 42 di semi intensiva intorno ala quale ci possiamo poi realizzare i reparti di malattie infettive che dovessere servire, ma questo è il vertice di una struttura tecnologicamente avanzata per dare ossigeno a quelli che arrivano in ospedale con insufficienza respiratoria e polmonite con Covid-19”. Si tratta di progetti che rientrano “in una strategia più ampia di cui il Paese si deve dotare garantendo riserve strategiche per il futuro per evitare di nuovo problemi con i tamponi, le mascherine, il materiale di protezioni, tutto ciò che serve per gestire l’epidemia; con dei medici e degli infermieri preparati che sappiano come intervenire nelle famiglie ed evitare di riempire gli ospedali che comunque devono essere specializzati”, conclude Bertolaso che auspica in ogni regione un ospedale Covid-19 sul modello di quelli realizzati in Lombardia e nelle Marche.

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20 Aprile 2020