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Zone rosse, procura Bergamo sentirà Conte venerdì(Altre News)

Zone rosse, procura Bergamo sentirà Conte venerdì

Conte : “Non sono preoccupato”

La procura di Bergamo ascolterà, come persone informate sui fatti, il premier Giuseppe Conte e i ministri della Salute Roberto Speranza e dell’Interno Luciana Lamorgese sulla mancata istituzione della zona rossa nei comuni di Nembro e Alzano Lombardo all’inizio dello scorso marzo. A quanto apprende l’Adnkronos, il pm audirà il premier venerdì mattina, come persona informata sui fatti.

Il procuratore facente funzione di Bergamo, Maria Cristina Rota, che sta indagando sulla gestione dell’emergenza coronavirus, ha già sentito – sempre come persone informate sui fatti – l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, e il presidente della Lombardia, Attilio Fontana. A fine maggio il procuratore Rota, rispondendo alla domanda su chi avrebbe dovuto prendere una decisione sulla zona rossa, ai microfoni del Tg3 aveva detto: “Da quello che ci risulta è una decisione governativa”.

Il pm di Bergamo ha anche sentito il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro. “Questo pomeriggio il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ha incontrato a Roma, nella sede di Viale Regina Margherita, i magistrati della Procura di Bergamo, che lo hanno ascoltato in qualità di persona informata dei fatti relativamente all’epidemia di Covid-19 in Lombardia”. Lo conferma l’Istituto superiore di sanità in una nota.

Conte:”Le cose che dirò al pm, come persona informata sui fatti, non le posso anticipare. Riferirò doverosamente tutti i fatti a mia conoscenza”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, parlando nel piazzale antistante Palazzo Chigi. “Non sono affatto preoccupato, il mio non è un atteggiamento di arroganza o di sicumera, ci confronteremo venerdì e riferirò tutti i fatti di cui sono a conoscenza in piena serenità”. “Ogni volta che ho preso una decisione è stata difficile, dietro tanti morti e tante persone che hanno sofferto, ma io sono sereno, ho agito con coscienza e sono stato affiancato, oltre che dai ministri, da esperti e abbiamo cercato di fare tutto il possibile per salvaguardare la comunità nazionale”.

Una commissione d’inchiesta parlamentare sul Covid-19? “Tutte le indagini e le inchieste ben vengano, i cittadini hanno il diritto di conoscere e noi che abbiamo responsabilità di rispondere. Se c’è la richiesta di istituire un’indagine parlamentare non sta a me commentarla ma al Parlamento decidere, ed è giusto che ci si renda subito disponibili. Per quanto riguarda” l’emergenza affrontata sin qui, “in tutti questi mesi abbiamo sempre comunicato in modo molto trasparente, sono tranquillo ma non lo dico con arroganza, ma con la consapevolezza di chi ha agito in scienza e coscienza”.

Lombardia, cambio ai vertici della sanità

Cambio ai vertici della sanità lombarda. Alla direzione generale Welfare arriva Marco Trivelli, attualmente Dg dell’Asst di Brescia. Per il direttore generale uscente, Luigi Cajazzo, l’incarico di vicesegretario generale con delega alla Sanità.

FONTANA – Cajazzo “sarà al mio fianco, con l’incarico di vicesegretario generale della Regione, per coordinare tutte le fasi dell’evoluzione della riforma sanitaria e della integrazione sociosanitaria” l’annuncio ufficiale del presidente lombardo Attilio Fontana. Che si complimenta con Cajazzo prima di tutto “per il lavoro fin qui svolto in un momento particolarmente difficile, durante il quale non si è mai risparmiato dimostrando grande professionalità. Sono sicuro che il suo apporto risulterà molto importante anche in questa nuova fase di lavoro”. L’incarico di direttore generale dell’assessorato al Welfare, spiega Fontana, “sarà assunto, con una delibera che verrà approvata nei prossimi giorni, dal dottor Marco Trivelli al quale auguro fin da ora buon lavoro”.

Al posto di Trivelli a capo degli Spedali Civili di Brescia sarebbe stato scelto, a quanto si apprende, l’attuale Dg dell’Asst di Lodi, Massimo Lombardo, che al presidio di Codogno si è trovato a gestire l’inizio dell’emergenza nuovo coronavirus.

TRIVELLI – Un “po’ preoccupato”, ma soprattutto pronto a fare bene, Marco Trivelli punta sul lavoro di squadra. “Spero di fare bene, di dare un contributo positivo”, spiega all’Adnkronos. Il suo è un curriculum che conta – dg degli Spedali Civili di Brescia, un passato al vertice del Niguarda e un’esperienza al Sacco – ora è pronto ad affrontare il nuovo incarico, in un momento non facile per la sanità lombarda che fa i conti con l’emergenza Covid.

“Spero che ci si accorga che in Lombardia lavorano 120mila persone in sanità e bisogna fare in modo di permettere a tutti di lavorare bene. Non è il capo da solo che conta”, sottolinea. Anche oggi è a lavoro a Brescia, “non ho ancora incontrato il presidente Attilio Fontana e spero di incontrare presto il mio predecessore Luigi Cajazzo”, aggiunge. Inutile provare a raccogliere un commento sulla gestione del coronavirus. “Non ho tempo”, taglia corto Trivelli.

CAJAZZO – “Sono molto onorato per questo nuovo, prestigioso incarico che mi è stato offerto dal presidente Fontana al quale mi dedicherò, con molto entusiasmo e ogni mia energia – commenta Luigi Cajazzo – Spero vivamente di contribuire a scrivere una pagina importante per la sanità in Lombardia, mediante il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, nessuno escluso”.

Il suo pensiero torna ai giorni più difficili dell’emergenza Covid-19, da lui vissuti anche in prima persona, nelle vesti di paziente. “E’ evidente – sottolinea – che in questo momento il mio pensiero di enorme gratitudine va a tutto il personale della sanità lombarda e a tutti coloro i quali nella Direzione generale hanno combattuto insieme a me questa terribile battaglia contro un nemico sconosciuto, invisibile, micidiale”.

“Non ci siamo mai risparmiati e mai ci risparmieremo per svolgere al meglio il nostro lavoro, qualunque e ovunque sia”, assicura. E a Marco Trivelli, che ricoprirà l’incarico di dg Welfare della Regione, da lui lasciato per la nuova missione, indirizza “il più affettuoso augurio di buon lavoro”. Cajazzo esprime “grande stima” per Trivelli e si dice certo “che continueremo a collaborare con quella serenità e quella armonia che hanno sempre contraddistinto i nostri rapporti”.

GALLERA – “La squadra socio sanitaria della Regione Lombardia si rafforza per affrontare la sfida legata all’evoluzione e alla modernizzazione del sistema di Welfare” commenta l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. “Un ringraziamento particolare per il lavoro svolto finora a Luigi Cajazzo – aggiunge Gallera – il quale rafforzerà la struttura della Presidenza e si occuperà in particolare dei rapporti con il ministero della Salute e con la Commissione Sanità della Conferenza delle Regioni. Mai come in questa fase così delicata, il ruolo della Regione Lombardia nel panorama socio sanitario nazionale necessita della competenza e della professionalità che contraddistinguono il dottor Cajazzo”.

Quanto a Trivelli, prosegue l’assessore lombardo, “alla guida della Direzione generale Welfare arriva un professionista, da tempo operativo nel sistema socio sanitario regionale, che ha ben operato negli anni nei ruoli che ha ricoperto in due strutture di eccellenza quale l’ospedale Niguarda di Milano e gli Spedali Civili di Brescia”. Trivelli, insieme al vice direttore Marco Salmoiraghi e allo stesso Cajazzo nella sua nuova veste, conclude l’assessore, “lavorerà per attuare l’evoluzione del sistema sanitario a livello di offerta ospedaliera e di assistenza territoriale, nella fase post Covid, come disposto dalle norme nazionali”.

BORRELLI – ’’Con la Regione Lombardia ho sempre lavorato bene’’ dice il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, nel giudicare l’impegno della Lombardia guidata da Fontana nel contrastare la diffusione del coronavirus dopo che inchieste e accuse sono piovute addosso alla Regione. ’’Di queste non parlo – premette – ma se la Lombardia si è trovata in difficoltà non si può non notare come le sue strutture siano state colpite oggettivamente da un numero elevatissimo di contagi’’.

’Non mi permetterei mai di giudicare quello che è successo – dice all’Adnkronos – ma quello che mi sento di dire è che con tutte quelle persone con cui sono entrato in contatto, con tutti gli assessori con cui ho interagito ho trovato massima disponibilità e collaborazione’’. Anche da parte del direttore generale dell’assessorato al Welfare, Luigi Cajazzo, sostituito ora dal manager sanitario Marco Trivelli. ’’Checché se ne dica o che qualcuno abbia cercato di presentare qualcosa di diverso – sottolinea – posso dire che Cajazzo mi rispondeva e lavorava anche dal letto di ospedale ed è una persona seria’’.

Borrelli ricorda che ’’Cajazzo è sempre stato un punto di riferimento dalla Lombardia per la Protezione civile, con una collaborazione leale e proficua’’. Per questo ritiene positivo il nuovo ruolo che la Regione gli ha assegnato: ’’Se lo merita, è un ruolo importante, con il compito di curare tutto il tema della riforma e dell’ammodernamento del welfare. Stamane ho parlato con lui e ci tengo ad esternare la mia riconoscenza per il lavoro che ha fatto e per il supporto che ci ha dato’’.

Comitato tecnico scientifico: “Non siamo oracolo, diamo solo pareri”

“Noi siamo degli spettatori e non siamo l’oracolo di Delfi”. Così Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, ha risposto durante l’audizione in Commissione Cultura sulle modalità di ripresa delle attività didattiche nel prossimo anno scolastico.

“Anche noi siamo rimasti sorpresi dal vedere le nostre indicazioni trasformate in decreti. A noi sono stati richiesti pareri, se poi sono tradotti in provvedimenti del governo è una responsabilità del governo e non nostra”, ha affermato poi.

“Replico con molto disagio e devo dire che a mio parere molti di voi sovrastimano il ruolo e la funzione del Cts, che è un’aggregazione di esperti chiamati a dare una consulenza scientifica”, ha detto ancora Miozzo aggiungendo: “Il Cts ha espresso dei pareri le linee guida competono al ministero”. “Ci tengo a dire che quello che dico non è una menzogna ma è l’espressione di quello che il Cts sta facendo, noi diamo le indicazioni qualcuno trasforma le nostre indicazioni”, ha sottolineato.

Matrimoni e ricevimenti: ecco le linee guida

Assicurare il distanziamento di almeno un metro tra gli ospiti, obbligo della mascherina negli spazi interni, quando non si è seduti al tavolo, e mantenimento ’’dell’elenco dei partecipanti per un periodo di 14 giorni’’. E’ quanto prevede l’aggiornamento delle linee guida della Conferenza delle Regioni per i banchetti nei matrimoni e nei congressi.

Bisogna ’’riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso alla sede dell’evento in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti. Se possibile organizzare percorsi separati per l’entrata e per l’uscita’’. Quanto ai ’’tavoli devono essere disposti in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli ospiti, ad eccezione delle persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggetti al distanziamento interpersonale. Detto ultimo aspetto afferisce alla responsabilità individuale. Laddove possibile, privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (es. giardini, terrazze), sempre nel rispetto del distanziamento di almeno 1 metro’’. ’’Gli ospiti dovranno indossare la mascherina negli ambienti interni (quando non sono seduti al tavolo) e negli ambienti esterni (qualora non sia possibile rispettare la distanza di almeno 1 metro). Il personale di servizio a contatto con gli ospiti deve utilizzare la mascherina e deve procedere ad una frequente igiene delle mani con prodotti igienizzanti’’.

E ancora: ’’È possibile organizzare una modalità a buffet mediante somministrazione da parte di personale incaricato, escludendo la possibilità per gli ospiti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per ospiti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie. La modalità self-service può essere eventualmente consentita per buffet realizzati esclusivamente con prodotti confezionati in monodose’’.

’’In particolare, la distribuzione degli alimenti dovrà avvenire con modalità organizzative che evitino la formazione di assembramenti anche attraverso una riorganizzazione degli spazi in relazione alla dimensione dei locali; dovranno essere altresì valutate idonee misure (es. segnaletica a terra, barriere,ecc.) per garantire il distanziamento interpersonale di almeno un metro durante la fila per l’accesso al buffet’’.

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Data:

11 Giugno 2020