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GIOVANI DI ECCELLENZA – Aspettando il Festival di Trieste -Intervista a Luigi Fiore, Pianista e Direttore da Tastiera

Ho avuto il piacere di conoscere Luigi Fiore nel 2025 a Trieste, al Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze  e  poi ho assistito ad un suo concerto a Vienna. Per cui, quando ho iniziato a curare questa rubrica sui giovani talenti, ho deciso di intervistarlo per presentarlo anche a voi.

  • Quali sono stati i tuoi studi nel 2025?

Nel 2025 ho consolidato il mio percorso di studi conseguendo il Diploma Accademico di II livello in Musica d’Insieme – Musica da Camera.

Parallelamente, ho intrapreso lo studio della direzione d’orchestra sotto la guida del Maestro Giancarlo Andretta.

Nello stesso periodo sono risultato vincitore di una borsa di Dottorato di Ricerca di interesse nazionale presso il Conservatorio “Agostino Steffani” di Castelfranco Veneto, con sede presso il Conservatorio “Antonio Scontrino” di Trapani.

  • Complimenti. Attualmente cosa stai studiando?

Proseguo il mio percorso nello studio della direzione d’orchestra, affiancandolo a un progetto di ricerca di stampo musicologico incentrato sul recupero e sulla valorizzazione dei manoscritti musicali di compositori italiani a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo.

A ciò si unisce l’attività concertistica che considero un naturale spazio di espressione e di dialogo.

  • Quali sono stati i tuoi successi nel 2025 che ti hanno emozionato maggiormente?

Tra i momenti più significativi del 2025 annovero, oltre al conseguimento del Diploma Accademico di II livello, l’esecuzione del Secondo Concerto per pianoforte e orchestra di S. Rachmaninov presso il Teatro Pirandello di Agrigento, e del Concerto per pianoforte e orchestra in re minore Kv 466 di W. A. Mozart.

Di particolare rilievo è stata inoltre l’esecuzione delle Variazioni Goldberg nella virtuosistica trascrizione per due pianoforti di Rheinberger/Reger, realizzata insieme al direttore Johannes Skudlik.

Ho avuto anche l’onore, come vincitore del Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze,  di esibirmi presso le sale museali del celeberrimo Castello di Schönbrunn a Vienna con il Varga Wien String Quartet, oltre ad aver tenuto un recital lirico presso l’Istituto Italiano di Cultura di Praga.

  • Dal tuo curriculum Luigi, sembra che tu sia un uomo di almeno 35 anni, invece sei davvero giovane, se non sbaglio hai solo 23 anni. Io ti ho conosciuto al Festival Internazionale delle Giovani Eccellenze, dove hai vinto il premio più importante, ovvero la possibilità di esibirti al Castello di Schönbrunn. Raccontaci le tue impressioni sul Festival.

È stata un’esperienza di grande valore, tanto sul piano umano quanto su quello artistico.

Ho avuto l’occasione di scoprire Trieste, approfondendone la storia e il suo legame con la tradizione asburgica, e di esibirmi nella prestigiosa sala del Conservatorio Tartini.

Ciò che porto con me è soprattutto l’incontro con persone di notevole preparazione e sensibilità, provenienti da ambiti differenti. Il confronto con gli altri ragazzi presenti al festival, con interessi e competenze in ambiti molto diversi dal mio, come ad esempio gli ingegneri del Racin Team premiati per la loro ricerca e sperimentazione di un’auto eco sostenibile, ha innescato un virtuoso processo di scambio di opinioni e punti di vista di cui non si ha ogni giorno l’occasione di parlare, Mentre l’incontro con altri giovani musicisti, tra cui la violinista tedesca Veronika Schaetz, con la quale ho suonato in duo alla Cerimonia di Premiazione, ha dato vita a un rapporto artistico vivo e stimolante, capace di arricchire reciprocamente i nostri percorsi.

Mi ha inoltre dato grande forza il vedere come i professionisti di diverse Associazioni si impegnano ogni anno a sostenere noi giovani, a titolo non solo gratuito, ma spesso spendendo dei soldi di tasca propria, perché è molto difficile trovare sponsor per eventi culturali dove i protagonisti siamo noi giovani,

  • Quali obiettivi ti sei posto per il 2026?

Per il 2026 intendo proseguire con coerenza il mio percorso artistico e di ricerca, approfondendo ulteriormente la direzione d’orchestra e ampliando le occasioni di collaborazione. L’obiettivo – a lunghissimo termine, ammesso che un termine dovesse mai averlo – è continuare a sviluppare una visione sempre più consapevole, mantenendo vivo il dialogo tra studio, pratica e condivisione.

  • Se avessi piacere di parlarne  vorremmo sapere i tuoi impegni nel sociale ed i traguardi che hai raggiunto.

Sono profondamente convinto che il fare musica insieme rappresenti una delle forme più autentiche di unione, dialogo e coesione sociale. In questa prospettiva, il mio impegno si orienta verso una concezione dell’Arte come servizio: un mezzo per creare connessioni, elevare lo spirito e restituire valore alla comunità. Anche in questo senso si orienta la riscoperta e la valorizzazione del patrimonio musicale storico italiano, affinché possa continuare a vivere e a dialogare con il presente.

  • Dove ti piacerebbe vivere?

Sono profondamente legato alla mia terra, che considero ricca di bellezza sotto molteplici aspetti: archeologico, storico, ambientale e umano. Pur consapevole delle sue criticità, continuo a riconoscerla come un luogo autentico in cui vivere e crescere.

Al tempo stesso, considero essenziale il confronto con contesti diversi: viaggiare, conoscere e lasciarsi arricchire dalla pluralità delle culture rappresenta, per me, una parte imprescindibile del percorso umano e artistico.

  • E siamo arrivati all’ultima domanda, perché so che fra poco inizi delle prove, quale lavoro ti piacerebbe fare se non avessi nessun limite e nessuna necessità di competere con la concorrenza?

Più che di competizione, nel mio ambito mi piacerebbe parlare di espressione e valorizzazione delle singole identità artistiche. Mi piacerebbe continuare a vivere per e con l’Arte, coltivando una visione personale e contribuendo, per quanto possibile, alla creazione e alla diffusione del Bello. Il confronto con gli altri, in questa prospettiva, più che una “competizione” dovrebbe rappresentare un’occasione di crescita reciproca, in cui ogni voce trova naturalmente il proprio spazio.

Saluto il musicista Fiore che deve correre a fare delle prove per un prossimo evento. Dopo questa chiacchierata ho la convinzione che Luigi sia una vera eccellenza a tutto tondo. Non lo ha detto nell’intervista, ma sono a conoscenza che organizza concerti per raccogliere fondi per le famiglie con bambini che sono dovute scappare dagli orrori delle molte guerre in corso.  

La musica è cultura, la buona musica è usata anche in campo medico perché risana dagli stress e attiva le difese immunitarie, la musica non usando le parole è veicolo di  unione fra i popoli e quindi è simbolo di pace. Quando la musica viene proposta per raccogliere fondi ed aiutare le giovani vite che si trovano, contro il loro volere, coinvolte in assurde guerre, allora quest’arte si eleva ad impegno etico e umano, palesando la vera eccellenza di chi impegna tempo ed energie per aiutare gli altri e l’intera società a migliorare e a diventare più sensibile ed umana.

Viste tutte queste qualità di Luigi Fiore, non ci stupiamo che abbia vinto il Festival delle Giovani Eccellenze nell’edizione 2025.

Siamo certi che con le sue capacità artistiche, tecniche e morali, Luigi Fiore diventerà uno degli orgogli della cultura e della musica italiana.

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L’intervista al musicista LUIGI FIORE fatta prima del Festival

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Nory

Autore:

Data:

16 Maggio 2026
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