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TERREMOTO IN BIANCO E NERO

Ventotto novembre 2022, ore 21:30. “… i membri del Consiglio di Amministrazione, considerata la centralità e rilevanza delle questioni legali e tecnico-contabili pendenti, hanno ritenuto conforme al miglior interesse sociale raccomandare che Juventus si doti di un nuovo Consiglio di Amministrazione che affronti questi temi”.

Così si legge all’interno di un comunicato ufficiale emanato dalla Juve che, di fatto, ha scatenato un vero e proprio terremoto sportivo nella società zebrata e nell’intero mondo calcistico italiano.

Ma cosa è accaduto? Perché questo comunicato?

Tutto nasce nell’ambito dell’inchiesta Prisma, relativa alle accuse di falso e plusvalenze fittizie mosse verso alcune squadre. Ma ciò che si contesta alla società bianconera è quanto accaduto dopo l’accordo preso con i giocatori – in rosa all’epoca del CoViD-19 – per la riduzione degli stipendi, un risparmio che sembrerebbe essere stato maggiorato successivamente dalla Signora.

Ora, senza entrare troppo in tecnicismi, la conseguenza di quanto appena descritto è che tutto lo stato maggiore juventino – ad iniziare dal presidente Andrea Agnelli – ha rassegnato le proprie dimissioni in blocco. Una decisione che segna, di fatto, la fine dell’era Agnelli alla Juve dopo anni di successi sportivi che hanno portato alla conquista di 9 scudetti, 19 trofei e 2 finali di Champions.

Ma cosa rischierebbe la Juve sul piano sportivo nel caso in cui dovessero essere confermate tutte le presunte irregolarità? Già, perché i tifosi sono giustamente preoccupati di essere coinvolti in un altro scandalo come quello di Calciopoli del 2006 che costò, addirittura, la retrocessione in Serie B. Ora, in verità, è presto per capire cosa potrebbe rischiare la società bianconera – sempre ammesso che risulti colpevole – anche da un punto di vista sportivo. Secondo l’art. 31 del codice di giustizia sportiva si va da un’ammenda fino alla retrocessione (al momento, però, da escludere), anche se ora qualsiasi ipotesi sarebbe vana perché si è davvero all’inizio, anche se in Italia si è particolarmente bravi a sparare sentenze prima che avvengano i giudizi.

Se vogliamo andare sul linciaggio di piazza non è un problema – avverte a tal proposito il presidente della FIGC Gabriele Gravina a margine di un convegno a Napoli – ma stiamo calmi perché temo che quel tema possa riguardare anche altri soggetti. E non mi piace l’idea di sanzionare alcune realtà, nel caso specifico la Juventus, prima che ci sia un processo”.

Parole importanti che invitano alla calma, da un lato, e che preoccupano, dall’altro, per il fatto che questo terremoto potrebbe allargarsi anche ad altri soggetti. In attesa, dunque, di nuovi sviluppi sorge spontaneo porsi una domanda: “Come mai si è arrivati a questo punto”? Non è facile, in realtà, dare una risposta, ma riflettendo sui problemi che il sistema calcistico affronta, è evidente che il movimento pallonaro soffre soprattutto dal punto di vista economico-finanziario.

E perché, allora, creare un Fair Play Finanziario – introdotto dalla UEFA e finalizzato all’autosostentamento finanziario – se poi viene fatto rispettare (questa è la sensazione) a targhe alterne?

È proprio sulla capacità delle squadre di calcio di autofinanziarsi, in effetti, che il movimento calcistico dovrà trovare – e piuttosto velocemente – delle soluzioni concrete.

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Francesco Bulzis

Data:

2 Dicembre 2022