Il Mondiale 2026 sarà ricordato, oltre che per la vittoria della Roja, anche per le tante novità introdotte che spaziano dal nuovo format allargato a quarantotto squadre alle innovazioni digitali applicate al campo. Cambiamenti che hanno fatto discutere e diviso l’opinione pubblica.
Vediamo, dunque, quali sono queste novità e come sono state recepite.
Partiamo dal format. La presenza di sedici squadre in più rispetto alle precedenti edizioni (1998-2022) con la formula delle tre nazioni ospitanti – Canada, Messico e Stati Uniti – è da considerarsi positivamente, intanto perché ha permesso a paesi storicamente esclusi di poter calcare palcoscenici mondiali.

Inoltre, perchè la pressione organizzativa è stata equamente distribuita fra le tre nazioni ospitanti. Infine, perché il numero maggiore di partite ha consentito non solo uno spettacolo continuo e più duraturo, ma anche maggiori introiti per la FIFA.
Ci sono, tuttavia, anche criticità da sottolineare. In particolare, la minore qualità delle nazioni partecipanti che si è notata maggiormente nella fase a gironi e poi i continui spostamenti – considerando fusi orari e distanze – che hanno pesato non poco sulla tenuta fisica dei calciatori. Tuttavia, si andrà in questa direzione. Questo formato, infatti, verrà riproposto nel Mondiale del 2030 che si svolgerà in Spagna, Portogallo e Marocco. E proprio per tutelare maggiormente i calciatori è stata introdotta la sosta obbligatoria di tre minuti a metà dei due tempi per permettere ai calciatori di idratarsi e recuperare forze fisiche e mentali, a prescindere dalle condizioni meteorologiche. Forse si può discutere sulla durata dei tre minuti perché si rischia di spezzare il ritmo del match, ma non sull’utilità. Mentre è sembrato eccessivo – e da non ripetere – l’intervallo nella finale di circa 28 minuti per consentire lo show di artisti come Madonna, Shakira e Justin Bieber. Ma in America lo spettacolo viene prima di tutto!

Veniamo ora alle innovazioni di campo. Intanto c’è stato un ampliamento dei poteri del VAR. In particolare, ci si riferisce alla possibilità di intervenire, previa verifica, sugli scambi di persona (come accaduto nel match fra Stati Uniti e Paraguay), sul secondo cartellino giallo che potrebbe causare l’espulsione (come nel caso di Argentina-Svizzera), ma anche sui corner o rimesse dal fondo valutati erroneamente dagli arbitri. In quest’ultimo caso si tratta di una norma non congrua in quanto il VAR può intervenire per togliere un corner assegnato erroneamente dall’arbitro, ma non può fare il contrario e cioè assegnare un calcio d’angolo invece di una rimessa dal fondo.
Grande attenzione è stata data in questa edizione – giustamente – anche alla comunicazione in campo fra i calciatori e tra questi ultimi e l’arbitro. Un atto ormai troppo comune come il coprirsi la bocca durante un confronto con un avversario, ad esempio, può essere punito anche con l’espulsione. In questo modo diventa più facile individuare eventuali frasi offensive o discriminatorie. C’è stato, in tal senso, il caso del paraguaiano Miguel Almirón, primo giocatore espulso durante la partita Turchia-Paraguay.
Si è cercato di intervenire drasticamente, inoltre, anche sulle perdite di tempo inserendo la regola dei 5 secondi per i rinvii dal fondo, dei 10 secondi per le sostituzioni e degli 8 secondi per i portieri che hanno il pallone tra le mani, pena l’assegnazione di un corner alla squadra avversaria. L’idea è proprio quella di massimizzare il più possibile il tempo effettivo di gioco che, per un motivo o per un altro, tende ad essere sempre meno.

Ma i Mondiali 2026 hanno introdotto anche importanti novità digitali studiate per supportare gli arbitri in campo e, al tempo stesso, coinvolgere maggiormente i tifosi, creando una maggiore connessione emotiva senza precedenti fra il pubblico e il calcio. Il nuovo pallone intelligente è stato dotato di un sensore interno che segnala alla sala Var in tempo reale l’esatto momento dell’ultimo tocco, velocizzando in questo modo le decisioni del fuorigioco semiautomatico. Allo stesso tempo, grazie a microtelecamere indossate dai direttori di gara, i tifosi hanno potuto vivere in prima persona il match direttamente dagli occhi dell’arbitro. Insomma, una vera e propria rivoluzione digitale che renderà più giuste ed eque le decisioni arbitrali (si spera, per lo meno), ma non renderà mai il calcio perfetto e quasi certamente non eliminerà le polemiche che restano pur sempre il sale di questo sport.
Author Profile
Latest entries
Calcio21 Luglio 2026IL TRIONFO DELLA ROJA TRA NUOVE REGOLE E RIVOLUZIONI DIGITALI
Calcio25 Maggio 2026ROMA E COMO IN CHAMPIONS – Milan e Juve in Europa, Atalanta in Conference – In coda retrocede anche la Cremonese
Calcio18 Maggio 2026L’INTER FESTEGGIA LO SCUDETTO, MA SI LOTTA ANCORA SU ALTRI FRONTI – Il Napoli va in Champions, la Juve è quasi fuori – In coda, invece, si salva il Cagliari
Calcio11 Maggio 2026COLPO DELLA DEA IN CASA DEL MILAN E CHAMPIONS A RISCHIO – Roma, Como e Cremonese ravvivano la lotta per la Champions e per la salvezza
