Vladimir Putin si prepara a intensificare la guerra contro l’Ucraina e ad alzare il livello dello scontro con l’Europa. È l’allarme rilanciato dal quotidiano britannico The Telegraph sulla base di fonti dell’intelligence occidentale, secondo cui il Cremlino starebbe predisponendo le condizioni amministrative per una possibile nuova mobilitazione subito dopo le elezioni politiche russe di questo fine settimana. Non un annuncio in diretta tv, ma quella che gli 007 definiscono una “mobilitazione invisibile” o “stealth mobilisation”, una procedura silenziosa, diluita e burocratica, capace di arruolare migliaia di uomini senza innescare l’onda di panico e le fughe all’estero viste nel settembre 2022.
Il ragionamento, secondo le fonti citate, è legato allo stato di logoramento delle forze armate russe. Il conflitto dura da oltre quattro anni e mezzo e Mosca, tra morti e feriti, continua a perdere migliaia di uomini ogni mese. Il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto degli Stati Uniti, ha sintetizzato brutalmente che in certe zone del fronte l’aspettativa di vita dei soldati appena arrivati è di 20-30 minuti. Un ritmo di attrito che il sistema di reclutamento su base volontaria, con bonus economici, detenuti e reclute straniere, non riesce più a compensare. Per questo, secondo le valutazioni occidentali, il Cremlino avrebbe già avviato quelle che una fonte del Telegraph ha definito “preparazioni amministrative per rendere possibile la mobilitazione, se questa fosse la decisione”. Si tratterebbe di aggiornamento delle liste, verifiche dei commissariati militari, esercitazioni di prontezza anche nell’exclave di Kaliningrad e passaggio dal sistema semestrale di leva da 130 mila uomini a un sistema di arruolamento continuo più difficile da tracciare.
Il timing elettorale è centrale. Le elezioni per la Duma di Stato e regionali, iniziate venerdì e in chiusura domenica, sono state descritte dal Cremlino come una dimostrazione di unità nazionale a sostegno delle truppe. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva già affermato ad agosto che Kiev riteneva possibile un arruolamento aggiuntivo di centinaia di migliaia di uomini dopo il voto. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha respinto le indiscrezioni, definendole “nonsense” e “anatre informative”, cioè fabbricazioni deliberate diffuse per destabilizzare il Paese. Una smentita che non ha convinto gli analisti, anche perché lo stesso schema, smentita seguita da mobilitazione parziale di 300 mila riservisti, si verificò già nel 2022. Secondo alcune analisi riprese da Bloomberg, l’obiettivo per la fine dell’anno sarebbe di circa 300 mila nuovi arruolati, ipotesi che avrebbe già spinto funzionari e addetti agli uffici di leva a tentare di aprire conti all’estero e a consigliare ai familiari di lasciare il Paese.
Parallelamente alla partita interna, cresce il timore per l’export del conflitto. I leader europei hanno avvertito che la guerra ibrida contro l’Occidente potrebbe intensificarsi. Il presidente francese Emmanuel Macron ha ordinato un piano per proteggere infrastrutture critiche e industrie della difesa da possibili sabotaggi. Il premier polacco Donald Tusk ha avvertito che la Russia starebbe pianificando attacchi missilistici contro i Paesi che sostengono l’Ucraina, descrivendoli poi come “incidenti” per testare la tenuta dell’Alleanza Atlantica. Nei giorni scorsi Varsavia ha fatto alzare in volo i propri caccia durante un massiccio attacco russo contro l’Ucraina occidentale, con chiusure temporanee degli aeroporti di Rzeszow e Lublino. Il 14 settembre un caccia italiano impegnato nella missione NATO in Lituania ha abbattuto un drone entrato nello spazio aereo lituano.
La preoccupazione condivisa dalle intelligence, riportata anche dal Sun e da The Times, è che l’eventuale nuova manodopera militare non serva solo a colmare le perdite in Donbass, ma a posizionare truppe lungo il confine occidentale russo, a moltiplicare i lanci di droni e missili in prossimità del territorio NATO e a intensificare sabotaggi, cyberattacchi e minacce a cavi sottomarini e gasdotti. L’Estonia ha già fatto sapere di essere pronta a chiudere immediatamente il confine con la Russia in caso di mobilitazione generale, per paura di una nuova ondata di esuli.
Se confermata, la mobilitazione invisibile sarebbe la scelta di Putin tra due strade che, secondo fonti occidentali, ha valutato durante l’estate: congelare il conflitto con un negoziato o rilanciarlo. La seconda strada è la più costosa, ma è l’unica che promette di accelerare le conquiste territoriali. Dopo il voto, il rumore delle urne potrebbe coprire il rumore degli arruolamenti. E l’Europa scoprirebbe che la guerra non è mai stata così vicina.
Fonti:
- The Telegraph – alla base del lancio Adnkronos: Putin preparing stealth mobilisation after elections
- Adnkronos / Corriere Lucchese / Quasimezzogiorno – sintesi lancio: Ucraina, Putin pronto all’escalation e timore mobilitazione invisibile – 19.09.2026
- Reuters / EuropeSays – Putin Might Escalate War After Russian Election – dichiarazione intelligence “administrative preparations” e smentita Peskov “nonsense”
- The Moscow Times – Kremlin dismisses mobilisation rumors as “information ducks” – 25.08.2026
- The Sun / Scottish Sun – Western intelligence officials believe Putin is preparing huge stealth mobilisation of 300k troops + allarme Macron e Tusk
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