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ANTONELLA GIORDANO CON IL SUO SAGGIO BIOGRAFICO ‘LA SIGNORA DAI CENTO CAPPELLI’ – Alla Galleria d’Arte di Francisco Còrdoba domenica 14 giugno

Ancora una volta a questo libro viene riservato un luogo che farà sicuramente da meravigliosa cornice. Dopo le molte presentazioni in sedi istituzionali quali il Senato della repubblica, il Campidoglio, La casa Internazionale delle Donne, nei teatri, nelle associazioni, nelle librerie e in occasione degli eventi più significativi per la cultura dell’Umano l’opera viene accolta nella sede, voluta dall’insigne artista di fama mondiale, nell’ambito del percorso artistico Infinity Intersezioni Corpi , natura, democrazia tra le giornate ONU e il solstizio.

La Signora dai cento cappelli (Fabio Croce editore) di cui il libro scritto da Antonella Giordano  traccia un inedito profilo è Maria Laura Annibali.

L’opera trae ispirazione dall’incontro tra la protagonista, attivista e presidente del DìGayProject e l’autrice. Antonella Giordano, nella vita giornalista, incoraggia la Annibali a raccontarsi , svelando i lati più inediti del suo vissuto, le esperienze relazionali e culturali in cui si è radicato l’ impegno politico-sociale che la rende nota e stimata paladina in difesa dei diritti LGBT, sia in Italia che all’estero.

E’ così che la narrazione sul filo della memoria, anche di avvenimenti che hanno segnato profondamente la storia dal dopoguerra ad oggi, diviene per l’autrice occasione dialettica per un analisi critica dei contesti e motivo anche per intervistare autorevoli personaggi (del mondo della politica e della Cultura) che, con la loro testimonianza, rendono ancora più interessante la personalità e stimabile l’impegno de La signora dai cento cappelli.

Antonella Giordano, che ho voluto mi affiancasse nel delicato ruolo di condirettrice del mio giornale, con questo suo libro “La signora dai cento cappelli”  è riuscita a stupirmi.

L’ho letto d’un fiato come tutto ciò che scrive e non posso non esprimere in poche poche parole tutto il mio plauso per lo sforzo che so evidente nel comporre una biografia che recasse  le note del suo stile inconfondibile di giornalista di ineccepibile etica, sempre improntata all’informazione di servizio nel rispetto della veridicità dei fatti raccontati ma senza mancare di interiorizzarli esprimendo il suo pensiero.

Lavoro impegnativo la cui portata mi ha reso conferma di come Antonella Giordano anche in questa sfida letteraria riveli grande padronanza di lessico nel riuscire a mantenere un perfetto bilanciamento tra saggio e racconto, tra indagine introspettiva e cronaca, in modo avvincente e senza nessuna retorica. Il libro fornisce chiavi interpretative pur rispettando la progressione fattuale rimanendo nell’alveo armonico e misurato dove nulla della verità storica viene sacrificato all’opportunismo descrittivo.

Anche quando può essere non politically correct Antonella non accetta compromessi e, da ottima penna oltre che abile oratrice, vince ogni sfida e disarma ogni impudente detrattore. Può permetterselo grazie alla vasta cultura che conferisce autorevolezza alle sue espressioni e grazie alla capacità di scrivere. Dote non comune quella di saper scrivere perché significa avere piena dimestichezza nel lessico e nella conoscenza delle figure retoriche. Ciò le consente, come la lettura di questo libro, può dimostrare di dominare la scena del racconto tenendo per mano la sua protagonista.  Questa signora di cui ha raccolto le confidenze traducendole in  emozioni lungo una trama che non è una sequela di passaggi biografici ma un cammino di vita che ha saputo interpretare e affidare, attraverso la scrittura, alla storia. D’altra parte chi conosce professionalmente Antonella Giordano sa bene che le inchieste e le indagini nelle pieghe della storiografia sono quanto di più la appassiona. Nel mio giornale Alla protagonista ha voluto che si dedicasse uno spazio nella fortunata rubrica delle Vite che fanno la storia di cui è responsabile. E sempre a lei un’intera puntata del programma radiofonico Storia e storie nella radio di cui lei stessa è direttore. Se ciò ha voluto sicuramente non è casuale e sicuramente ha fatto in nome di quell’alterità in cui crede e per la quale opera. Nessun compenso reclama per la scrittura di servizio perché, e gliene debbo dare atto, è la sola garanzia per un’informazione indipendente. Da sempre.  

La presentazione vedrà presenti oltre Antonella Giordano, giornalista culturale e scrittrice,  e Maria Laura Annibali, attivista e documentarista, Matteo Villanova, neuropsichiatra, sessuologo clinico e forense, e gli attivisti Carmelo Attolico e Irene capitelli.

Francisco Cordoba

Francisco Córdoba è nato a San José, Costa Rica, il 20 gennaio 1958. In seguito a lunghi viaggi per il Centro e il Nord America e, dopo aver risieduto a Berna e Amsterdam, nel 1980 è arrivato a Roma, città dove si è stabilito definitivamente nell’82.

Si esprime in cinque lingue europee anche a livello letterario. La sua prima personale si tiene a Roma nell’86; da allora il suo percorso artistico non si è mai fermato e, a partire dal colore, arriva anche all’integrazione di suoni e parole, rappresentando le sue poesie e disegni in performance o action-paintings, sia sul palcoscenico, sia in televisione.

Tra le sue numerose attività artistiche figura la partecipazione alla 44. edizione della Biennale di Venezia, da maggio ad ottobre 1990, alla 53. da giugno a novembre 2009 e alla 54. da giugno a novembre 2011 in cui, per la prima volta nella storia della Biennale di Venezia, è stato portato un progetto su una lettura aggiornata di alcuni legati di Federico II di Svevia (pace, natura, cultura, istruzione, libertà religiosa);

la sua performance pittorica su Rai Uno a dicembre 1989; l’apertura nel 1993, nel centro storico di Roma, del proprio studio d’arte; la pubblicazione di tre libri di poesia e disegni: il primo dedicato alla pace, il secondo dedicato principalmente al tema dell’ambiente e il terzo dedicato alla libertà e al dr. Carlos Luis Collado Martínez, medico costaricense trucidato selvaggiamente da un comando nazi-fascista a Casalecchio di Reno ad ottobre 1944;

A settembre 2001 partecipa alla collettiva “Arte e Astronomia” nel Museo-Osservatorio di Potsdam, sede del lavoro di Albert Einstein; poi, tra dicembre 2001 e gennaio 2002 la partecipazione alla collettiva “Diari di artista” presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Villa Borghese-Roma; nonché due installazioni dal titolo “Le casse del tempo” per commemorare il 550° anniversario della nascita di Leonardo che ha dato inizio alla sua personale e itinerante dello stesso titolo, contro la pena di morte.

Nel 2009 ha coperto, per la prima volta nella storia, il complesso ospedaliero Policlinico Umberto I di Roma, di fiocchi giganti per la lotta contro l’aids e, a giugno 2011, un suo mural gigante (8x24m) è stato allestito alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, sempre per la lotta all’aids. Insieme all’Associazione Culturale utopia…, di cui è fondatore, si può elencare l’allestimento e organizzazione di più di 70 esposizioni personali e collettive di altri artisti (dal ’94 a oggi) e l’organizzazione di incontri di poesia come impegno culturale attivo, teso anche alla promozione delle opere di altri artisti. Ha partecipato a diverse trasmissioni televisive a carattere nazionale e anche locale in diverse Regioni Italiane.

Con la collaborazione di altri artisti ha lavorato alla rappresentazione scenica e totalmente multimediale dei suoi libri di poesia e disegni (ricerca mirata all’integrazione del verso scritto con quello recitato, per creare un insieme di musica e di diversi effetti, quali la danza o i giochi di luce prodotti dall’uso di diapositive dei suoi quadri).

Nel 2004 viene pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Emanuele vive”. E’ stato nominato curatore, insieme al Museo d’Arte Contemporanea di Costa Rica, del Padiglione di Costa Rica presso la 55. Biennale di Venezia – maggio/novembre 2013.

A novembre 2013 presenta la personale “Spazio Tempo Diversità”, all’interno del sito archeologico di Paestum, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’Unesco, sculture di grande formato; prima volta in assoluto che si realizza una mostra di arte contemporanea a fianco agli antichi templi greci. A dicembre 2013 in occasione del ventennale della galleria aperta in centro a Roma, inaugura una scultura di grosso formato dedicata alla Pace e ai Diritti Umani, nella Hans-Mielich Platz di Monaco-Germania esposta fino al mese di aprile 2014.

Nel 2015 trasferisce il progetto “Spazio Tempo Diversità” in Francia ed espone le sue sculture e installazioni nelle vicinanze di Lione: un’esposizione di  land art su un percorso naturale e non lungo 12 km. Nel 2016 presenta una serie di video su youtube per commemorare il trentennale della sua prima personale. Nel 2017 e 2018 e nell’ultimo periodo presenta molteplici video performance poetiche, con i suoi testi e le sue musiche, principalmente al pianoforte, sulla base delle sue personali composizioni. Nel 2019 pubblica il secondo romanzo “Certificato di esistenza in vita” con PAV Edizioni. A novembre 2021 riapre il proprio studio d’arte nel cuore del Rione Monti, vicino alla Banca d’Italia, e riattiva l’Associazione culturale Utopia. 

 La Galleria

A pochi passi dai Fori imperiali nel famoso rione Monti, viene inaugurata alla fine del ’93 la Galleria di Francisco Córdoba, è  il punto di riferimento culturale per molti artisti, desiderosi di sperimentare i percorsi della creazione al di fuori degli schemi individualisti e delle logiche del mercato.

L’obiettivo è quello di promuovere un nuovo dialogo tra artisti, valorizzando le diverse anime della creatività superando le divisioni, ma anzi, partendo dal minimo, comun denominatore dell’accettazione delle differenze e della lotta contro tutte le discriminazioni e disgregazioni presenti nella società.

E proprio per rispondere alle immagini di violenza e di desolazione che giungono dalla ex Jugoslavia, nel maggio del ’94, si svolge la prima iniziativa dell’associazione, la colletiva “Venti di pace”, inserita tra le manifestazioni per la Biennale di Sarajevo, svoltasi al di fuori della martoriata città.

Già in quest’esperienza si incontrano poesia, pittura, ceramica, fotografia, scultura: segno che l’arte ha sempre mille modi di esprimersi e ancora mille mondi da esplorare. Da momento della sua operatività “utopia…” ha promosso, con il patrocinio delle più alte istituzioni italiane ed estere, numerose iniziative, all’interno e al fuori della galleria Córdoba: mostre personali di artisti giovani o già conosciuti; collettive di poesia, di pittura, di fotografie; e ancora, presentazioni di libri, conferenze e incontri. Un percorso multimediale che ha suscitato forte interesse ed entusiasmo sia negli artisti coinvolti che nel pubblico.

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Attilio Miani
Direttore responsabile

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13 Giugno 2026
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