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AZOVSTAL,KIEV:”DIFENSORI RESISTONO”

L’assalto delle truppe russe all’acciaieria Azovstal di Mariupol, ultima sacca della resistenza ucraina in città, continua ma “senza successo”. E’ quanto sostiene il consigliere delle forze armate di Kiev, Alexander Stupun, in un aggiornamento video, affermando che “i blocchi e i tentativi di distruggere le nostre unità nell’area di Azovstal continuano: in alcune aree, con il sostegno dell’aeronautica, il nemico russo ha ripreso l’offensiva per riprendere il controllo dell’impianto”, senza successo.

“La comunicazione con i difensori ucraini è stata ripristinata” ha detto intanto a Radio Svoboda il deputato ucraino e leader del partito ’Servitore del popolo’ David Arakhamia. E per il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, i difensore dell’acciaieria resistono ancora, smentendo così le affermazioni russe secondo cui Mariupol è ormai sotto il pieno controllo delle forze di Mosca. Il capo della diplomazia di Kiev ha poi affermato che l’evacuazione dei civili dall’acciaieria, sotto gli auspici dell’Onu, dimostra che “laddove c’è la volontà politica in Russia, questo meccanismo può funzionare”. “Ma vediamo che sono molto riluttanti a lasciare andare via le persone – ha sottolineato – e ogni prossima messa richiede molto lavoro e molta pressione sulla Russia”.

Nell’acciaieria resterebbero ancora trenta bambini. Secondo quanto ha riportato a Sky News la deputata ucraina Kira Rudik sarebbero stati evacuati un centinaio di civili, messi in sicurezza a Zaporizhzhia. ’’E’ un successo incredibile l’essere riusciti a portare fuori queste persone’’, ha dichiarato, aggiungendo che “in questo momento il nostro obiettivo principale è garantire che escano tutti i bambini, ci sono ancora una trentina di minori lì’’. Rudik ha spiegato che la fase più complicata riguarda ’’i soldati ucraini feriti perché la Russia non li fa uscire’’.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha intanto rivolto un appello al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres per aiutare a evacuare quanti sono ancora intrappolati nell’acciaieria. “Le vite delle persone che restano lì sono in pericolo – ha detto Zelensky – Tutti sono importanti per noi. Chiediamo il suo aiuto per salvarle”.

Per l’Onu sono circa 250 i civili che restano ancora all’interno dell’acciaieria di Mariupol. Nei giorni scorsi, dopo tanti tentativi a vuoto a causa della sfiducia reciproca tra Mosca e Kiev e grazie alla mediazione fondamentale dell’Onu, sono stati evacuati dall’impianto 100 civili, mentre un altro centinaio da alcuni villaggi vicini. I civili sono stati consegnati al personale della Croce Rossa e delle Nazioni Unite, che hanno garantito che non venissero deportati in Russia e che potessere scegliere le zone di destinazione, se nel territorio sotto occupazione russa o sotto il controllo ucraino.

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Da giovedì 5 maggio a sabato 7, dalle 8 alle 18, le Forze armate russe apriranno un corridoio umanitario per l’evacuazione dei civili da Azovstal.

Lo ha annunciato il comando russo citato dalla Tass, secondo cui, “in conformità con la decisione della leadership della Federazione russa, basata su principi di umanità, le Forze armate russe dalle 8 alle 18 ora di Mosca del 5, 6 e 7 maggio apriranno un corridoio umanitario dal territorio dell’impianto di Azovstal per l’evacuazione dei civili (personale di lavoro, donne e bambini)”, la cui presenza nelle strutture sotterranee dell’acciaieria viene segnalata dalle autorità di Kiev. Durante questo periodo di tempo, ha precisato il comando a Mosca, le forze russe cesseranno le attività militari e ritireranno le loro unità a distanza di sicurezza.

(fonte AdnKronos)

Data:

5 Maggio 2022